Domenica 20 Ottobre 2019
   
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REFERENDUM, HA VINTO LA PAURA. AQP TORNA PUBBLICO

acqua pubblica

Urne chiuse, risultato eclatante. Il popolo italiano, nel 57% degli aventi diritto, si è espresso a favore dell’abrogazione tout court rispetto ai quesiti proposti. E adesso, lontano dalla campagna elettorale, a risultato ormai eccepito, torniamo a porci quei ragionevoli dubbi sulla manipolazione della percezione, che in Italia ha reso vincente la paura. Perché chi ha vinto, stavolta, è stata la paura.

La paura di “perdere” l’acqua, elemento essenziale per la sopravvivenza umana, o di vederla finire nelle mani di speculatori incalliti e affaristi (un po’, in effetti, conoscendo l’essere umano, il dubbio ci assale); la paura di vedere i giganti della nube nera a forma di fungo assalire la naturale bellezza della nostra terra e invadere le nostre vite con l’ansia che deriva dalla tossicità del nucleare. Quello che agli italiani fa meno paura è l’essere governati da un uomo saccente e supponente che da 30 anni “pilota” la (in)cultura del/nel nostro paese. Ha messo al primo posto qualcos’altro, quell’uomo.

Torniamo a fare due chiacchiere con Luciano Biondo (uno dei massimi esperti di formazione del personale nelle aziende: i suoi corsi sono seguiti ogni anno da oltre 100mila persone; compie ricerca scientifica nel campo della psicologia applicata, del marketing, del pensiero emotivo e dello sviluppo dell'intelligenza; ha scritto oltre trenta libri e ha insegnato in 6 Università) e con lui disquisiamo proprio di percezione e strategie di comunicazione (politica).

Ing. Biondo, il quesito sul nucleare.
C'è una legge che dice che è possibile costruire centrali nucleari dopo aver redatto un piano organico di sviluppo energetico. C'è un referendum per abrogarla. Abrogandola, non si impedisce di costruire centrali nucleari, il che attualmente è proibito, ma da un'altra legge, che può essere modificata dal Parlamento in qualunque momento. Quindi, l'unico effetto dell'abrogazione è che non è più necessario redigere il piano energetico.

Giornali e televisioni dicono che no, non è vero, il referendum riguarda la volontà di avere o non avere centrali nucleari. Ciò non sta scritto da nessuna parte.

Cosa dicono i risultati del referendum?
Due cose:
a) Il 57% degli italiani non vuole centrali nucleari. Bene, ciò mi fa contento;
b) Il 57% degli italiani ha votato senza leggere che cosa stava scritto sulla scheda, e ha espresso i suoi desideri votando qualcosa d'altro. Questo mi preoccupa.

Sull'“Acqua pubblica”..

Dalle parti di Ragusa (e in numerosi altri luoghi), in molte case, l'acqua potabile arriva per poche ore alla settimana, così bevono acqua in bottiglia, imbottigliata da privati. Una legge permetteva di far arrivare nelle case la medesima acqua, anziché in bottiglia, con tubi e rubinetti. A una condizione, però: i nuovi acquedotti, pagati dai privati, diventano "ipso facto" di proprietà dello stato.

Giornali e televisioni affermano che la legge fa diventare gli acquedotti proprietà di privati. È esattamente il contrario della verità: è lo stato che diventa padrone di acquedotti pagati dai privati.
Si fa un referendum e i risultati ci dicono due cose: a) il 57% degli italiani non vuole la privatizzazione di sorgenti e acquedotti. Sono d'accordo anch'io, ma nessuno ha mai proposto qualcosa di simile;
b) il 57% degli italiani si è fatto prendere per i fondelli e, desiderando "bianco", ha votato "nero". Questo mi preoccupa molto.

Cosa pensa del quesito sul legittimo impedimento?
In Italia ci sono molti cani e gatti e perfino cavalli che non hanno un padrone e che sono ammalati. Sarebbe bello andarli a prendere, curarli e restituirli a una vita sana, magari con un pasto quotidiano garantito. Si potrebbe farlo, se si disponesse di 100 milioni. Ma in Italia c'è anche una legge che non piace. Essa, in realtà, non danneggia nessuno, ma non piace e sui gusti non si discute.
Questa legge cessa il giorno 8 ottobre 2011 e non è rinnovabile. Con un referendum, è possibile abrogarla al 15 di giugno. La legge riguarda i tribunali, che d'estate sono chiusi per ferie piuttosto lunghe: l'eventuale referendum anticiperebbe la scadenza di poco più di un mese effettivo. Il referendum costa 100 milioni. Allora, che cosa scegliamo? Salviamo gli animali o facciamo il referendum? Si è scelto di fare il referendum e il 57% degli italiani, andando a votarlo, ha approvato questa scelta. Non dovrei preoccuparmi?

Sull’informazione e la sensibilizzazione per favorire la partecipazione alla “vita pubblica” del paese?

Cito Paul Valery, scrittore francese morto a Parigi nel 1945: "La politica fu, in primo luogo, l'arte di impedire alla gente di immischiarsi nelle cose che la riguardano. In un'epoca successiva, diventò l'arte di costringerla a decidere su ciò che non capisce".
Riguardo ai risultati pratici, le sinistre hanno già presentato una legge sulla gestione dell'acqua, sei mesi fa, idonea a sostituire quelle abrogate e praticamente identica a quelle abrogate: sarà discussa in Parlamento. Quanto al nucleare, l'alternativa unica realistica (oltre alle pile duracell e alle biciclette con la dinamo) sono le centrali a gas: attendiamo che le sinistre scendano in piazza contro il forte inquinamento che tali centrali creano, quindi, dato che fra due anni ci saranno al governo le sinistre, state certi che ritireranno fuori il nucleare. Quanto a Berlusconi e ai magistrati, è inutile perderci tempo: lui si sta facendo male da solo e se un condomino parcheggia un elefante con la diarrea davanti alla porta del vostro appartamento, fate causa:
fra 15 anni avrete certamente la sentenza e potrete far spostare l'elefante, perché in Italia la magistratura funziona.


Intanto le privatizzazioni, in senso lato, le hanno volute la destra come la sinistra. E se un bene pubblico va tutelato, qualcuno, 6 mesi fa (esattamente il 16 novembre 2010) proponeva che quel bene pubblico – per essere tutelato – doveva essere co-gestito (pubblico-privato): il Partito democratico metteva nero su bianco, un disegno di legge presentato alla Camera dei deputati, Disposizioni per il governo delle risorse idriche e la gestione del servizio idrico, numero 3865, il primo firmatario è Pier Luigi Bersani (seguono Dario Franceschini e tutti i deputati del gruppo). Lo stesso testo era stato presentato al Senato da Anna Finocchiaro, Filippo Bubbico, il vero autore della legge, e da altri senatori del Pd (numero 2462). «Da 15 anni», aveva spiegato il segretario, «si perdono tutti i referendum e in buona parte diventano un boomerang», dunque, pur esprimendo «simpatia» per coloro che si battevano contro la privatizzazione, si diceva certo che «il referendum non aiuta a trovare una soluzione». Il primo quesito sull’acqua propone di riportare tutta la gestione dell’acqua in mano pubblica. Così, almeno, lo spiegano i promotori. Peccato che all’articolo 9, comma 1, lettera a,b,c del ddl del Pd si stabiliva che l’ente locale può affidare il servizio a tre tipi di soggetti: «Società a capitale interamente pubblico», «società a partecipazione mista, pubblica e privata» e «società di capitali», a patto che avvenga tramite gare.

Il secondo quesito, su cui il Pd è ancora per il “sì”, vuole cancellare la norma per cui parte della tariffa serve a remunerare il capitale investito (così che il privato ha interesse a entrare nella gestione). All’articolo 10, comma 2, lettera “e” del ddl a firma Bersani si spiegava, però, che la tariffa, stabilita dall’Autorità, deve tener conto «della qualità del servizio», «del costo delle opere» e «di gestione», ma anche «della remunerazione dell’attività industriale».

In Puglia, invece, più vicino a casa nostra accade che “Quella che con la ritrasformazione dell'Acquedotto Pugliese in ente pubblico la Regione darà l'acqua gratis, è una favola bugiarda, esattamente come quella raccontata da Vendola nel 2005 sulla sanità", come dichiarano gli esponenti del Pdl in Consiglio regionale. “E' previsto – continuano – che l'Ente, in caso di avanzo di amministrazione, debba destinare il 18% all'erogazione gratuita di acqua ad alcune fasce di popolazione in base al reddito. Per il momento le tariffe idriche della Puglia sono le più alte d'Europa e in alcuni quartieri di alcune città come Bari e Taranto, l'acqua non arriva proprio per intere settimane; un ente come l'Acquedotto Pugliese, tornato pubblico, non potrà mai avere avanzi di gestione in primo luogo perché tornerà a essere un carrozzone, poi perché sono talmente tanti gli investimenti che dovrà fare (senza l'apporto di privati) che o non farà neanche la manutenzione degli impianti”.

Intanto nel pomeriggio di oggi, l’Acquedotto Pugliese, con 37 voti favorevoli della maggioranza e 24 voti contrari dell’opposizione, torna pubblico; sarà guidato da un amministratore unico che sarà nominato dal presidente delle Giunta regionale entro un mese, tra candidati in possesso di comprovate esperienze e competenze professionali o in possesso di rilevante esperienza nel settore dell’organizzazione e gestione delle risorse idriche. La legge prevede anche un Consiglio di sorveglianza con poteri di controllo, composto da rappresentanze delle associazioni ambientaliste, dei consumatori, dei sindacati e dei comuni.

L’AQP sarà sottoposto alla vigilanza della Regione Puglia (che detiene il 78% delle quote della SPA attuale), nonché a quella della Corte dei Conti.

Commenti  

 
#9 redazione 2011-06-29 22:20
Riceviamo e pubblichiamo:

Spett.le Casamassima web

Con la presente oltre a fare i complimenti per il vostro ottimo portale interattivo, luogo di confronto, di libertà di informazione ma soprattutto di incontro tra il cittadino e la pubblica amministrazione.

Sono costretto a porre questo intervento per far chiarezza verso i tanti che mi conoscono circa i commenti a mio nome che appaiono visualizzati in alcuni articoli.

Riguardo i suddetti commenti, apparsi negli ultimi mesi su alcuni articoli inerenti le vicende politiche di Casamassima, tali interventi anche se riportano il mio nome, (peraltro sarebbe opportuno che gli utenti si presentassero onde evitare casi simili) non sono stati da me inseriti, pertanto mi dissocio completamente sia per i commenti presenti in data odierna sia per i commenti futuri che saranno allegati.

Non vado a sindacare il contenuto o meglio la direzione politica di tali commenti, non vado a sindacare la libertà di manifestare il proprio pensiero da parte di ogni utente, ma voglio solo dissociarmi dalla paternità degli scritti, precisazione doverosa visto che tali commenti riguardano le vicende del paese in cui risiedo ma soprattutto sono indirizzati a soggetti politici con i quali non ho alcuna remora a manifestare il mio consenso o dissenso personalmente.

Certo di aver fatto chiarezza e sgombrato ogni equivoco saluto con cordialità, augurando un buon lavoro a tutti gli operatori del portale.

Cordialmente
Giuseppe Conte
www.castellodelmonte.it
 
 
#8 luciano biondo 2011-06-18 13:42
Risposta al signor Pierpollo.

Intervento 2: dice la Cassazione: le norme soggette a referendum non escludevano la possibilità di costruire centrali nucleari. Abrogando una norma che non esclude, non si esclude nulla. "Non consentire l'inclusione" (ecc. ecc.) è un'invenzione della Cassazione, che, oltre ad essere in aperto contrasto con quello che segue ("spetta al legislatore..."), introdurrebbe un referendum propositivo, non esistente in Italia. Le leggi della logica sono ben più generali: non è possibile proibire qualcosa abrogando qualcosa. Una legge, qualunque essa sia, può proibire o decidere di fare, abolendo la decisione di fare non si ottiene un divieto! L'ing. Biondo è orgoglioso di pensare, in questo caso, conformemente alla logica e diversamente dalla Cassazione.

Intervento 3: lei confonde economia con finanza. C'è una "leggera" differenza fra il mettere i soldi prima e l'incassare poi e l'incassare prima e investire poi.

Intervento 3: Io abito in Lombardia dove c'è ampio coivolgimento dei privati nel servizio sanitario pubblico e gradirei molto che i pugliesi la smettessero di venire a curarsi qui, con i soldi delle mie tasse, visto che da loro la sanità funziona certamente meglio, visto che è pubblica. Quanto alla giustizia, lo sa che ormai quasi tutti i contratti prevedono, in caso di lite, un arbitrato, cioè una giustizia privata, perché evidentemente si ritene che quella pubblica non funzioni?

Intervento 4: per sapere che a metà degli italiani Berlusconi sta antipatico io non avrei speso neanche un centesimo, né lo stesso giorno delle amministrative né in un altro giorno, e l'avrei saputo lo stesso. Inoltre, non me ne importa nulla, perché a un governante non chiedo di essere simpatico (non devo invitarlo a cena, né con significati giuridici né con significati politici), ma di fare buone leggi e di cancellare quelle cattive: in questo caso, quella cattiva era appunto già in scadenza.
 
 
#7 redazione 2011-06-15 13:25
Una dichiarazione del Presidente Gruppo consiliare Sel, Michele Losappio:
“Il più grande acquedotto d’Europa è tornato ad essere Ente pubblico senza perdere la sua ritrovata efficienza.
In questi anni AQP ha compiuto molti passi in avanti su un percorso che ha esaltato le sue funzioni e soddisfatto sempre di più i cittadini fruitori del servizio.
Ora si avvicina al traguardo con la maglia della ripubblicizzazione lasciando la vecchia casacca di società per azioni.
C’è da augurarsi che Fitto ed il Governo non vogliano adesso avviare un altro conflitto istituzionale che, come dimostra l’esito del referendum sull’acqua pubblica, non li premierebbe di certo.
La legge votata ieri da un centrosinistra rinvigorito nei numeri costituisce la migliore risposta al popolo del Sì e un avvenimento politico e istituzionale di rilievo europeo.
Anche per questo sono incomprensibili gli eccessi polemici che spezzoni del movimento referendario hanno voluto avviare su alcuni articoli nell’inutile tentativo di ridimensionare la straordinaria pagina di civiltà vissuta ieri dal Consiglio regionale pugliese”.
 
 
#6 redazione 2011-06-15 13:23
Una nota del Consigliere Regionale PDL Domi Lanzilotta:

“Conserverò a futura memoria le stucchevoli e ripetitive litanie auto-celebrative odierne della sinistra regionale per la cosiddetta “pubblicizzazione” di un Ente che era già a totale capitale pubblico, così come ho ricordato in Consiglio chi ne aveva in passato voluto la cosiddetta “privatizzazione”, previo scippo al Popolo di Puglia, alias i Governi Prodi e D’Alema.
Torneranno tutte utili infatti quando raccoglieremo purtroppo i frutti di una scelta pasticciata e demagogica, che impedirà al “più grande Acquedotto d’Europa” di valorizzare le sue straordinarie professionalità ed esperienze sui mercati nazionali ed internazionali, lo priverà delle risorse necessarie agli investimenti, lo inchioderà alla condizione di carrozzone politicizzato fine a sé stesso, capace di dare “più da mangiare che da bere”, scaricherà sui Pugliesi croniche inefficienze e costi maggiorati.
Né si racconti la favoletta della corrispondenza di tale obbrobrio alla volontà popolare espressa dal voto referendario: sono gli stessi Comitati promotori che la negano, di fronte ad un testo furbastro che fa rientrare dalla finestra gli affaristi, all’ombra dell’ “uomo solo al comando”, allontanati dalla porta.
A meno che non sia ancora la Corte Costituzionale a far giustizia di quest’ennesima manifestazione auto-propagandistica di Vendola. A spese e sulla pelle dei Pugliesi”.
 
 
#5 XXX 2011-06-15 10:53
L'acquedotto NON torna affatto pubblico. Basta leggere il comunicato diffuso dal Comitato pugliese Acqua Bene Comune: http://www.santeramoweb.com/index.php?option=com_content&task=view&id=2020&Itemid=11&utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Santeramo-notizie+%28Santeramo+in+Colle%29
 
 
#4 pierpollo 2011-06-15 10:36
Legittimo impedimento.

Innanzitutto, trovo addirittura imbarrazzante, nella sua strumentalità, l'aut aut posto dall'intervistato ("salviamo gli animali o facciamo il referendum?"), come se davvero a quelle persone interessi qualcosa degli animali abbandonati o malati.
Peraltro, se davvero si fosse voluto risparmiare, avrebbero potuto decidere lo svolgimento dei referendum in concomitanza con le amministrative, ma com'è noto a tutti hanno preferito bruciare 300 milioni di euro (600 miliardi delle vecchie lire!!!) nella speranza di non far raggiungere il quorum.
Quanto alla legge, è evidente che in questo caso non conta tanto l'effetto pratico, quanto il principio: la maggioranza degli italiani (non dei votanti: degli italiani!) ha manifestato la propria contrarietà ad una legge che conceda un "trattamento di favore" al primo ministro ed ai ministri.
Se le pare che una tale pronuncia non abbia alcun significato giuridico o politico, inizio io a preoccuparmi.
 
 
#3 pierpollo 2011-06-15 10:32
Sull'acqua pubblica.

La tesi è che siccome in alcune parti d'Italia gli acquedotti non funzionano, sarebbe stata cosa buona e giusta lasciare che fossero i privati a ristrutturarli o a costruirne di nuovi.
Peraltro, "i nuovi acquedotti, pagati dai privati, sarebbero diventati "ipso facto" di proprietà dello stato". Insomma: un affare!
L'ing. Biondo dimentica però di dire che il privato, ovviamente, non farebbe nulla se non avesse la certezza di trarne un proficuo tornaconto economico, ragion per cui che l'acquedotto rimanga di proprietà dello stato, ma l'acqua venga pagata al privato, non muta la sostanza delle cose.
Faccio inoltre notare che le privatizzazioni già effettuate non mi pare che abbiano portato sempre ad un miglioramento dei servizi erogati (penso alle poste), nonostante l'aumento dei costi.
In ogni caso, io proprio concettualmente non accetto che lo Stato deleghi un servizio essenziale al privato, assumendo di non essere in grado di gestirlo in maniera adeguata.
A questo punto, perché non delegare anche la sanità ai privati? O la giustizia?
Sono servizi che quasi sempre non sono all'altezza o vengono erogati in deficit: diamo anch'essi in gestione ai privati?
Beh, io non ci sto: non dubito che gli acquedotti siano spesso gestiti malissimo, che la sanità sia alle pezze e la giustizia pure, ma la soluzione non è delegare quei servizi (e far guadagnare) i privati, ma fare in modo che gli stessi vengano gestiti al meglio dallo Stato.
L'acqua, la scuola, la sanità, la giustizia, la sicurezza sono beni di tutti, e per questo tutti noi (lo Stato) dobbiamo gestirli, non i privati.
 
 
#2 pierpollo 2011-06-15 10:29
Sul nucleare.

La Corte costituzionale ha idee decisamente diverse rispetto a quelle dell'ing. Biondo.
Copio la parte finale della sentenza della Corte costituzionale n. 174 del 7 giugno scorso (la trovate sul sito della Corte costituzionale):

"Le disposizioni di cui si propone l’abrogazione (commi 1 ed 8 del citato art. 5) risultano, infatti, a seguito della riformulazione del quesito da parte dell’Ufficio centrale, unite da una medesima finalità: quella di essere strumentali a consentire, sia pure all’esito di «ulteriori evidenze scientifiche» sui profili relativi alla sicurezza nucleare e tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore, di adottare una strategia energetica nazionale che non escluda espressamente l’utilizzazione di energia nucleare, ciò in contraddizione con l’intento perseguito dall’originaria richiesta referendaria, in particolare attraverso l’abrogazione dell’art. 3 del d.lgs. n. 31 del 2010.
Dunque, anche il quesito in esame mira a realizzare un effetto di mera ablazione della nuova disciplina, in vista del chiaro ed univoco risultato normativo di non consentire l’inclusione dell’energia nucleare fra le forme di produzione energetica, fermo restando, ovviamente, che spetta al legislatore e al Governo, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, di fissare le modalità di adozione della strategia energetica nazionale, nel rispetto dell’esito della consultazione referendaria".

L'ing. Biondo la pensa diversamente. Dovrò farmene una ragione...
 
 
#1 Giuseppe Conte 2011-06-14 22:57
Incredibile come i promotori dei referendum, quelli che li hanno sostenuti, quelli che li hanno pubblicizzati ecc.... ci hanno presi per i fondelli! Daccordo che le privatizzazioni le hanno volute la destra e la sinistra, anzi, se non ricordo male, le prime privatizzazioni in Italia sono partite proprio da alcuni esponenti dell'attuale sinistra. Ma se è vero che questi referendum sono stati solo strumentali a qualcuno, allora siamo proprio messi male! Io non credo ma sarebbe interessante conoscere il parere di altri...
 

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