Lunedì 23 Settembre 2019
   
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I Sì SECONDO I GIOVANI IDV BARESI

idv giovani bari

Noi Giovani dell'Italia dei Valori, invitiamo i cittadini a recarsi alle urne, non solo per votare ai quattro quesiti referendari, ma soprattutto per difendere l'unico strumento che permette al popolo di respingere scelte verticistiche, decise nelle stanze del potere.

Tanti sono stati i tentativi di boicottaggio da parte del Governo per inabissare il referendum, ma Corte di Cassazione e Corte Costituzionale ci hanno restituito pieno diritto di parola.

Il valzer, terminato con il totale oscuramento informativo e mediatico delle date e dei quesiti referendari da parte del governo, aveva inizio con la scelta del ministro Maroni (quello per intenderci di Roma ladrona) di bruciare 400 milioni di euro di denaro pubblico, evitando l'accorpamento delle date elettorali amministrative e referendarie.

Noi Giovani IdV ci opponiamo a tale prepotenza e invitiamo i cittadini a una sonora risposta che dia ritmo a nuove note musicali dal profumo di democrazia e trasparenza a prescindere dai colori politici.

I 4 quesiti referendari chiedono risposte relative alla dignità e alla vivibilità di ognuno di noi, ed è  errato porre un ragionamento ideologico e politicizzato alla lettura delle schede di voto.

Sì all'ACQUA PUBBLICA:

L'acqua è un bene primario per la sopravvivenza umana e gestirla similmente al petrolio porterebbe il black-out di quelle famiglie in difficoltà economiche che rischierebbero la sete; basti evidenziare l'esperienza toscana, dove l’acqua è stata privatizzata da 15 anni con tariffe tra le più alte d’Italia; e anche le esperienze del Lazio dove la privatizzazione dell’acqua ha decuplicato i costi per i cittadini a fronte di una scadente qualità dei servizi.

Sì per dire no al NUCLEARE:

Sorprende che un paese ricco di sole e vento discuta una fonte energetica provvisoria come il nucleare, invece di concretizzare una politica energetica avanzata che permetterebbe al paese di occupare le prime posizioni mondiali per produzione, tecnologia e intelligenza amministrativa.

La costruzione delle centrali necessita almeno di 20 anni, al termine dei quali le stesse risulteranno già superate da altre innovazioni tecnologiche, divenendo così, cattedrali nel deserto.
L'uranio, al pari del petrolio, comporta l'acquisto di materia prima da stati esteri, lasciando irrisolto il problema della sudditanza energetica e considerando che la Puglia, grazie all'investitura su fonti rinnovabili, produce il doppio dell'energia richiesta dal suo fabbisogno; domandiamoci quale sia la sensatezza di un ritorno al nucleare.

Dove smaltire le pericolosissime scorie? Come renderle inerti dal rischio esplosioni? Fukushima è un chiaro esempio di quanto dannosa possa essere la perdita di controllo di una centrale.

Compromissione degli equilibri idrogeologici (la raffinazione nucleare richiede enorme quantità d'acqua), inquinamento (atmosferico, agricolo, acquifero ecc.), cambiamenti climatici, radioattività, danni alla salute umana, sono solo alcuni degli effetti collaterali nucleari.

Alcune ipotesi di costruzioni parlano di Comuni pugliesi come Mola, Avetrana, Ostuni, Nardò, il che potrebbe generare problemi al sistema agricolo e turistico dell'intera regione.

Basta con la leggenda delle centrali francesi che automaticamente propagano il rischio alla vicina Italia; è come paragonare un fumatore accanito a chi esposto a fumo passivo.

Sì per abrogare il LEGITTIMO IMPEDIMENTO:

L'art. 3 della Costituzione recita che LA LEGGE è UGUALE PER TUTTI; pertanto ministri e presidente del Consiglio devono sottostare alla legge al pari di un comune cittadino.

Non si comprendono le ragioni per cui alte cariche statali possano sfuggire ai processi, legittimando le assenze e progredendo così sino al raggiungimento della prescrizione, che annullerebbe di fatto l'intero processo. Tale legge comporta l'invalidità di oltre 15mila processi, premiando l'ingiustizia verso vittime innocenti.

Savino Percoco, Segr. IdV Giovani Prov. di Bari

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