REFERENDUM, LE BUGIE DEI QUESITI

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Alla fine non si parla d’altro: voto (in)utile per questa edizione referendaria? La partigianeria diffusa emersa nella coscienza collettiva (a un certo punto) sta ispirando il popolo su una riflessione: il voto è un diritto e un dovere, esercitarlo è quanto di “adeguato” si possa fare come italiani. E se si vota Sì tanto meglio (così com’è andato configurandosi nell’immaginario popolare il risultato a favore della res publica).

Ma a noi piace indagare anche quello che si vede meno, e cioè il rovescio della medaglia. Mentre la campagna accusatoria ai mezzi di informazione era quella che “non se ne parlava abbastanza” ora il ridicolo sta che si parla solo del Sì, come se il No fosse talmente alieno da non appartenere a questa terra.

Noi però vogliamo analizzare, sapere, capire.

Per esempio, sull’acqua “non c'è alcuna privatizzazione: qualunque sia l'esito del referendum, sorgenti e acquedotti sono e resteranno pubblici. Il problema è se possano essere dati in concessione (cosa che
già avviene per le acque minerali) a privati che intendono migliorarli, per guadagnarci, o se tutto deve restare allo Stato, che non ha soldi per migliorarli. Nel secondo caso, le tariffe resteranno più basse e non poche zone d'Italia continueranno a restare senza acqua corrente”. È quanto commenta Luciano Biondo, milanese, uno dei massimi esperti di formazione del personale nelle aziende: i suoi corsi sono seguiti ogni anno da oltre 100mila persone; compie ricerca scientifica nel campo della psicologia applicata, del marketing, del pensiero emotivo e dello sviluppo dell'intelligenza. Ha scritto oltre trenta libri e ha insegnato in 6 Università. Lo abbiamo sentito su quel che nessuno dice..

Ing. Biondo, lei asserisce che non c'è alcun referendum sul nucleare. Perché? Cosa avviene esattamente votando Sì o No?
Dal punto di vista legislativo, praticamente nulla. Quello che c'era di sostanziale era già stato abrogato con provvedimento di legge. Restavano un paio di commi senza importanza, che probabilmente saranno abrogati comunque, per la loro inutilità, nell'opera di semplificazione normativa di Calderoli. Curiosamente, comunque, quei commi in discussione (per quel molto poco che possono) sono contro il nucleare e non a favore. Per cui votando "Sì" si facilita il nucleare. In ogni caso, con quel voto non lo si esclude in alcun modo.
C'è però una cosa più importante. L'esito dei referendum (tutti, nel loro complesso) costituirà un passo in avanti o all'indietro del movimento eversivo in atto. Intendiamoci: il movimento esiste senz'ombra di dubbio, alcuni lo chiamano eversivo e altri lo chiamano progressista. Scegliete pure voi. Sicuramente il movimento è contrario alla Costituzione, all'etica tradizionale italiana e al cristianesimo. Sicuramente di fatto (volutamente o no) favorisce, fra gli altri, la malavita. Berlusconi c'entra solo di striscio. Il movimento prevede l'esproprio dei beni di Berlusconi (tutte le rivoluzioni mirano a impadronirsi dei beni dei ricchi), per cui costui tenta di difendersi e, difendendo le sue proprietà, finisce (probabilmente, senza volerlo) con l'essere l'ultimo baluardo contro il movimento. È una vera e propria guerra in atto: oggi la disinformazione è, in tutte le guerre, una delle armi strategiche. Non vado oltre, anche perché farei presto a diventare poco credibile: è sempre poco credibile chi tenta di opporsi a una disinformazione di massa, se no che disinformazione sarebbe?

Acqua: quello che passa come messaggio è che si vuole impedire di privatizzare il bene comune. Cosa accade invece votando Sì o No?
Votando “No” (o non recandosi alle urne) la gestione degli acquedotti (ma anche quella della raccolta rifiuti e altro ancora) dovranno essere assegnate mediante gare, cui potranno partecipare i privati. Votando “Sì”, la gestione degli acquedotti (e della raccolta rifiuti)
saranno affidate a società municipalizzate, senza alcuna gara e senza alcun controllo.
I referendum, in realtà, sono due. Il secondo riguarda le tariffe, che sono fissate da un apposito ente pubblico, per cui un privato, anche se avesse la concessione di un acquedotto, non potrebbe decidere le tariffe da applicare. La norma che eventualmente si abrogherà stabilisce che l'ente pubblico può fissare tariffe differenziate, in modo da premiare quei privati che avessero investito nel miglioramento dell'acquedotto.
Pochi sanno (la solita disinformazione!) che sei mesi fa Bersani aveva presentato un progetto di legge praticamente identico alle leggi che ora vuole abrogare. In effetti, si tratta di norme molto ragionevoli.

Ma secondo lei un ente pubblico può garantire la gestione/manutenzione di un servizio idrico efficiente?
In una società di gatti, o  in una di pinguini, certamente sì. In una di italiani, certamente no. Guardi che non sto scherzando: sono molti gli animali che possiedono un'etica molto più corretta e funzionale di quella dell'amministratore pubblico italiano medio.


Energie alternative. È vero che il proprietario del quotidiano la Repubblica ha cospicui interessi nella fornitura di pale eoliche?

Premesso che non sono il massimo esperto nazionale della materia e che la questione non mi interessa poi molto, mi risulta proprio questo. È sicuramente vero, comunque, che le pale eoliche (con esclusione di quelle di dimensioni casarecce) distruggono ricchezze turistiche più di ogni altro tipo di costruzione oggi conosciuto. Quanto agli animali, pensi che per disturbarli, da tempo immemorabile, basta uno spaventapasseri, si figuri che cosa può fare uno di quei bestioni.
Quanto ai pannelli solari, male non fanno e sono un'ottima soluzione per scaldare gratis il caffè e magari qualcosa in più. Purtroppo, hanno un costo molto elevato rispetto alla poca energia prodotta. Se li paga un privato, il prezzo d'acquisto può essere pareggiato dalla felicità per aver dato un contributo all'ambiente, ma un ente pubblico dovrebbe fare calcoli economici un po' meno emotivi. Una volta installati i pannelli, quello che si risparmia sulla bolletta è poco e potrebbe non essere sufficiente per la pura manutenzione. Penso quindi che ne installeranno parecchi, con gli incentivi dello stato, poi molti di essi, dopo tre o quattro anni d'uso, resteranno come ruderi sui tetti.

Come vede invece il referendum sul legittimo impedimento?
Un'altra buffonata. La Corte Costituzionale ha già modificato tutte le parti della legge che avevano uno scopo, quindi non resta niente di concreto da abrogare, solo aspetti formali. In ogni caso, la legge (o meglio: quel che ne resta) era a tempo, cioè si auto-abroga nel prossimo ottobre e non è rinnovabile. Soldi buttati, e non sono mica pochi, sa?


Curiosità. Da milanese avrà espresso anche lei un voto, non le chiediamo per chi, se non vuol rivelarcelo. Ma cosa si aspetta ora, da Pisapia, vendoliano?
Reputavo che la Moratti non avesse un livello di intelligenza adeguato al compito per cui ella si proponeva. Pisapia intelligente lo è, molto, ma i suoi comportamenti passati lo farebbero classificare fra i disonesti e fra i violenti. Lei capisce che era una bella scelta...

Comunque mi adeguo alle maggioranze. Che cosa mi aspetto? Tutti vorrebbero che amministrasse bene, cosa possibilissima a prescindere dal colore. Certo, l'inizio non è incoraggiante. Le ultime sue parole prima delle elezioni sono state: "Eliminerò l'ecopass (una specie di bollo di circolazione supplementare per le automobili dei milanesi) e i trasporti pubblici saranno gratuiti per gli anziani". Le prime parole dopo l'elezione sono state: "Aumenterò il costo dell'ecopass e il prezzo del biglietto dei trasporti pubblici". Questo interessa molto di più i milanesi del fatto che sia amico di Vendola o delle ragazze di Playboy o di qualcun altro.

Infine ci chiediamo: che sia una trovata di marketing elettorale anche questo referendum?