CONFRONTO NITTI-BIRARDI, È SHOW

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The show must go on, lo spettacolo deve continuare, recita il titolo di una famosa canzone degli anni Ottanta del celeberrimo gruppo musicale The Queen; molto si adatta alla serata che ieri sera, scoppiettante, ha offerto ai cittadini casamassimesi accorsi in piazza Aldo Moro per il faccia a faccia tra il candidato sindaco per la coalizione di centrodestra, Mimmo Birardi, e quello del centrosinistra, Alessio Nitti.

Il confronto è partito con toni assai riverenti nei confronti della scena mediatica e popolare: si è cominciato con il commento al voto dell’elettorato dei candidati avversari D’Addabbo e Rodi, sia l’uno che l’altro (come immaginabile) hanno espresso apprezzamento per la coerenza manifestata dalle liste civiche e dalla sinistra (Prc-Idv-Sel). Ma se nel caso delle liste civiche non ci si poteva aspettare altro (“lasciamo liberi gli elettori di votare secondo coscienza”), la perplessità degli elettori tradizionalmente di sinistra avanza sulla posizione assunta, di chiusura, verso il Partito democratico: in Italia, nel resto dei Comuni dove si è giunti al ballottaggio, scontata – o quasi – è stata la decisione di appoggiare gli schieramenti vicini per ideologia con l’unico scopo di battere quelli di destra, in alcuni casi mettendo da parte eventuali diatribe interne. Unione e compattezza prima di tutto. Ma questa tendenza a riunirsi per affrontare la battaglia finale (siamo in campo neutro, teoricamente, a Casamassima, visto che non c’è stato apparentamento e pare non ci sarà nemmeno appoggio) ci viene da riflettere: quanto è durato l’ultimo governo Prodi?

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Ma torniamo al confronto di ieri. La popolazione ha accolto positivamente l’iniziativa – assetata di informazione – accalcando la piazza; il traffico è stato sospeso e i candidati sindaci, quasi dimenticando di essere in diretta web, si sono rilassati abbastanza da aver offerto uno spettacolo che, in certi tratti, non è stato proprio da manuale fair play. Alcuni nervosismi hanno agitato gli animi dei sostenitori (schierati a mo’ di tifoserie) tanto da provocare l’intervento dei pubblici ufficiali. Per quanto possa essere tesa la campagna elettorale (e questa lo è stata particolarmente: non se ne vedeva una così da 30 anni circa, a detta dei casamassimesi più longevi) i candidati sindaci dovrebbero, in qualche modo, conservare la correttezza e la calma: che accadrebbe in Consiglio comunale se tutti i consiglieri cominciassero a urlare?

Certo, la scena politica nazionale insegna, meglio fare la voce grossa per far soccombere l’avversario che un dialogo costruttivo fatto di botta e risposta nel quale ci si contesta i contenuti del programma elettorale e si critica una scelta piuttosto che un’altra. Ma quello che davvero sta mancando a Casamassima è proprio il confronto sui contenuti.

Il centrosinistra, a detta di Birardi, ripropone lo stesso programma del 2003 (indice del fatto che non sia riuscito a darvi attuazione in questi 7 anni e mezzo); dall’altra parte Nitti risponde che il centrodestra mette in campo un programma fatto di sogni e illusioni, irrealizzabile, perché – fondamentalmente – non avendo governato con le ristrettezze finanziarie nel quale il ministero dell’Economia ha “ridotto” l’Italia, non sa nemmeno come si amministra un paese, e che in ogni caso, le casse comunali sono in ordine.

Ma al di là dei conti (che saranno in ogni caso da verificare, per coerenza e alla luce delle riforme) ci aspettavamo una dialettica politica degna di due professionisti, invece è mancato il senso del parlare costruendo idee, quello che garantisce la sopravvivenza e che aiuta (stimolando) a guardare al futuro.
Domenica (08.00-22.00) e lunedì (07.00-15.00) si torna alle urne.