DEGRADO URBANO, VERDE PUBBLICO ABBANDONATO

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Non si arresta la nostra inchiesta sugli sfasci pubblici di Casamassima, che si tratti di architetture storiche o aree verdi. Da mesi denunciamo le discariche abusive a cielo aperto (alcune delle nostre segnalazioni hanno favorito il sequestro delle aree o la semplice identificazione per l’avvio del monitoraggio, soprattutto nel caso di abbandono di Raee, apparecchiature elettriche, computer, grandi e piccoli elettrodomestici, condizionatori, luci: un campo d'azione piuttosto vasto che produce rifiuti pari a 14 kg all'anno per abitante con ritmi di crescita del 3-4%) e lo faremo fino a quando qualcuno si prenderà cura della res publica.

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La zona che abbiamo ri-preso (avevamo documentato lo stato di degrado già durante il periodo natalizio) è quella di via vecchia Sammichele, ove insiste un “parco giochi per bambini”, ma definirlo tale ci pare assai azzardato: le condizioni precarie in cui desta fanno accapponare la pelle e scoraggiano anche i più temerari ad avventurarsi all’interno.

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A guardarlo si direbbe che la manutenzione ordinaria non venga effettuata da almeno 3-4 anni, e facciamo qualche sconto (erbacce altissime, pavimenti spaccati, panchine distrutte, immondizia abbandonata e rifiuti organici e inorganici a cielo aperto); per non parlare dei “graffiti artistici” che ci pare siano messaggi chiari verso qualcuno (in alcuni si legge “Fame” o “Nella vita bisogna combattere”).

Del resto l’arte urbana (urban street art per essere glamour) è la sponda intelligente della società, il medium attraverso il quale inquadrare lo stato sociale, il termometro per il livello di degrado/benessere e/o squallore/eleganza dell’ambiente in cui la stessa foparco di via sammichele degrado del verde pubblico - 5968rma espressiva è immersa.

Casamassima ci pare scivolata pesantemente in uno stato di shock, di torpore, di inappetenza culturale e sociale: non si può non meravigliarsi di un materasso abbandonato sull’argine di una strada comunale, di fronte a palazzine regolarmente abitate, o più in là cassonetti straboccanti di ogni tipo di rifiuto (ingombrante o no, non fa molta differenza), o crateri nell’asfalto che pare di camminare (o pedalare, il che è ancora peggio, visto il disagio derivante dal non poter adoperare una pista ciclabile) sui sampietrini.


Ma il parchetto (perché alla fine ha le dimensioni di un appartamento, poco più) sito tra via vecchia Sammichele e via Piave ci fa davvero raccapricciare: come può un bambino trascorrere un certo numero di ore in quel degrado? Come può un genitore accompagnare i propri figli in quel postaccio e leggersi un libro sulla panchina mentre i bambini giocano? E dove e con cosa, poi, visto che mancano i giochi?

C’è da chieder(e)si che cosa si intenda per gestione delle aree pubbliche, o del verde cittadino, e soprattutto con i soldi di chi. E poi dove fossero gli amministratori, per permettere una situazione del genere. Ma anche dove sia la coscienza civile degli abitanti che permettono a se stessi la deroga sulla buona educazione.
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