SAVIANO A BARI, UN EROE LASCIATO SOLO?

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Roberto Saviano si è fermato a Bari, per una sera, a raccontare la sua "traversata nel deserto". Eroe o meno, il successo che questo ragazzo senza peli sulla lingua sta riscontrando è degno di nota, soprattutto alla luce di quanto imbarazzante sia (soprattutto per noi di Casamassimaweb) scoprire quanto oscurantismo ancora soggiace le logiche incaute di una politica accomodante e "indaffarata" che tende a "mettere il bavaglio" all'informazione. Ma imbarazzante ancor peggio è svelare i volti di coloro che vorrebbero le notizie taciute: non solo "i soliti noti".

Abbiamo approfittato del passaggio di Saviano per interrogare, non a caso, Nica Lilli e Mariella Forleo, due donne impegnate politicamente e socialmente. Abbiamo chiesto loro cosa accade ai giovani e a Casamassima. Ci hanno dato un parere, ma ci piacerebbe tanto indagare oltre.

Il passaggio di Saviano a Bari (lunedì scorso alla Feltrinelli) ha mobilitato un migliaio di giovani fan. È un segnale importante. Cosa ne pensa?

NL: Credo davvero sia un segnale importante, credo che la mobilitazione dei giovani baresi, serva a sfatare i luoghi comuni che vorrebbero vedere i nostri giovani proiettarsi in un futuro di veline o calciatori. A mio avviso, la loro presenza, così cospicua, dimostra l'esistenza di un pubblico colto e giovane con una grande voglia di "buoni" modelli televisivo-culturali.

MF: È una notizia clamorosa ed è, sicuramente, un segnale importantissimo ed estremamente positivo. Esprime la grande voglia di cambiamento che sta invadendo la società civile, ormai stanca di una sudditanza culturale dettata e imposta dai massmedia. I giovani studenti e lavoratori di Bari, ma anche di tutta Italia, vedono in Saviano la speranza di un futuro migliore e lo considerano un eroe che lotta per gli ideali di libertà, solidarietà e giustizia.

Forse cominciamo ad assistere a una rivoluzione culturale? A detta di qualcuno c'era più gente che al passaggio della cantante Emma..

NL: Penso che la tv commerciale abbia avuto il suo momento, un momento durato forse un po’ troppo, ma destinato ormai al declino. I ragazzi, non sono quei "bamboccioni" che qualcuno ha descritto in modo improprio: sanno che rincorrere un sogno è bellissimo, ma sanno anche che questo sogno, non può essere barattato con la dignità, l'integrità e l'onestà. Il mondo dello spettacolo, sarà pure affascinante, ma prevede e ammette una serie di "compromessi" ai quali i ragazzi non vogliono più scendere. I nostri ragazzi, sanno bene che solo la "cultura rende liberi".

MF: È sicuramente l’inizio di una vera e propria rivoluzione culturale e le manifestazioni di questi ultimi giorni ne sono la prova. Migliaia di persone, soprattutto donne, sono scese in piazza per opporsi al potere che rischia di sconvolgere la nostra democrazia. La gente torna ad affollare le piazze e i luoghi di cultura, consapevole che è l’unica via da percorrere per svegliare una società narcotizzata, che ha perso la voglia di guardare al futuro con ottimismo.

La nostra società è spaccata: da una parte questi giovani assetati di emancipazione dal sistema della corruzione, ma dall'altra un sacco di giovani vittime di questa sudditanza mentale (la mafia è più forte). Saviano è una specie di eroe. Per Casamassima cosa crede ci vorrebbe?

NL: Non credo che Saviano sia un eroe. Per me l'eroe per eccellenza resta Peppino Impastato (il suo impegno nelle battaglie sociali non violente, gli scioperi alla rovescia, la satira contro i mafiosi...), ma anche Giovanni Falcone. E non perché siano morti, ma semplicemente perché impegnati nella lotta alla mafia in completa solitudine, consapevoli dei rischi ai quali erano esposti e rifiutando ogni tipo di compromesso e di "alleanze protettive". Per Casamassima ci vorrebbe più allegria. Casamassima è diventato un paese triste, malinconico. Casamassima e i casamassimesi dovrebbero ritrovare la voglia di agire, di esserci, di far sentire le loro voci. Sono un'insegnante di scuola primaria da quasi 20 anni e posso dire che questa comunità educante può fare davvero molto. Sino a quando l'organizzazione scolastica ce lo ha permesso (ora abbiamo giusto il tempo di lavorare per il curriculare) abbiamo attivato percorsi di educazione alla legalità. Voglio ricordare la "MARCIA PER LA LEGALITA'" organizzata insieme a tutte le scuole di Casamassima. Approfitto per ringraziare ancora una volta le dirigenti dei due Circoli (Marconi e Rodari ) e la preside della scuola media (Alighieri) per la loro disponibilità e sensibilità.

MF: La mafia è forte perché è un atteggiamento mentale fatto di sudditanza al potere economico e politico. Uno dei suoi strumenti d’azione: la corruzione, con la quale crea patti di solidarietà tra corrotti e corruttori, che si svolgono in una condizione di riservatezza e di fiducia reciproca. Molti giovani ne sono vittima perché sono ostaggio di chi mercanteggia il loro futuro, costringendoli per questo al silenzio e alla logica del do ut des. Mi auguro che lo possano gridare tutti quei casamassimesi che hanno capito che non siamo tutti uguali. Tra poco saremo chiamati a eleggere i nostri amministratori e mi piacerebbe che gli elettori di Casamassima non soggiacessero più allo scambio tra favore e consenso politico e che sappiano scegliere, con libertà e convinzione, chi dovrà occuparsi di migliorare il nostro paese. Inoltre, ci vorrebbe un vero e proprio rinnovamento della classe politica, cercando di avvicinare sempre di più i giovani e le donne che, ad oggi, sono stati espropriati di uno strumento di impegno e cambiamento, che sono sicura vivrebbero con tanta passione e tanta voglia di occuparsi dei problemi di tutta la comunità: la buona politica.