Pupe della Quarantana

pupe

pupe (3)

Lo scorso 1 marzo si è svolta nella sede Pro Loco la mostra e la consegna degli Attestati di Partecipazione del corso delle Pupe della Quarantana (i 40 giorni della Quaresima) che anche quest’anno ha arricchito la serie di iniziative legate alla tradizioni locali.

Venuta meno l’Archeoclub, cui si deve il ripristino di questa antica tradizione, il corso è stato curato dalla Pro Loco e Casarmonica, in particolare dalla sottoscritta e Beatrice Birardi, nella confortevole sede dell'Infopoint.

pupe (2)

La serata come sempre si è svolta in un clima di festa cui hanno partecipato adulti e bambini che hanno seguito il corso, concludendosi con un momento conviviale che ha visto la presenza dell’Assessore alla Cultura, Azzurra Acciani, che ha dichiarato la sua soddisfazione nel vedere i lavori fatti e la continuazione di un’antica usanza che anche a casa sua viene perpetrata.

Ricordiamo che le 7 Pupe sono una tradizione tutta casamassimese, al punto che fu inserita alcuni anni fa nelle eccellenze per cui richiedere la DECO (Denominazione di Origine Comunale).

Il periodo quaresimale ha inizio con il “mercoledì delle ceneri”. Durante quel periodo da data immemorabile facevano capolino prima nelle strade del borgo antico, poi man mano nelle strade del paese le cosiddette Pupe de Pezza. Le famiglie usavano appenderle a una corda o ramazza tesa tra i balconi o le finestre per contare le 7 settimane di Quaresima prima di Pasqua, le Pupe de Pezza de la Quarantana confezionate nelle stesse famiglie. Per la preparazione dei soggetti c’era una gara tra le ragazze che sapevano cimentarsi di ago e filo e dovevano saper ricamare. L’abilità e l’orgoglio facevano sì che le pupe, rispettando i colori tradizionali, si distinguessero per l’eleganza della fattura e il pregio della decorazione. Le famiglie erano fiere di ascoltare i commenti favorevoli dei passanti che apprezzavano come da semplici brandelli di stoffe nascessero dei piccoli capolavori.

pupe (4)

Le Pupe ricordiamo che hanno ognuna il proprio nome. Nell’ordine di esposizione e prelevamento sono : Janne (Anna) con abito beige ricorda Sant’Anna madre della Vergine Maria; Pagàne (Pagano) con abito rosso a strisce o quadri come un pagliaccetto, ricorda la fine di tutte le religioni antecedenti il Cristianesimo, greche e romane; Rebbécche (Rebecca) con abito viola, personaggio dell’Antico Testamento moglie di Isacco e madre di Esaù e Giacobbe; Sesànne (Susanna) con abito rosa esprime il simbolo dell’innocenza, altro personaggio dell’Antico Testamento fu accusata di adulterio e fu salvata dal profeta Daniele mentre era già stata disposta la sua esecuzione capitale; Làzzere (Lazzaro) con abito rosso porpora, ricorda il miracolo della resurrezione ad opera di Gesù; Palme con abito nero è simbolo di pace e prelude la settimana di passione, si toglie la domenica delle Palme; Pasque (Pasqua) con abito bianco e ricami dorati, rappresenta il candore e lo splendore della Resurrezione di Cristo e si toglie la Domenica di Pasqua.

Infatti, secondo il Calendario Liturgico, ogni settimana veniva rimossa una pupa sino alla Resurrezione iniziando con Anna e terminando con Pasqua. L’iniziativa si è diffusa nel corso degli anni incrementando il numero delle famiglie casamassimesi, e non solo, che hanno ripristinato questa antica usanza, e che sono censite annualmente. La diffusione e la conoscenza di questa tradizione è importante affinchè le giovani generazioni e i tanti cittadini immigrati possano farne bagaglio culturale e fare un giro per ammirare le tante Pupe della Quarantana che dondolano dai balconi di Casamassima in attesa della Pasqua.

Marilina Pagliara