Con la Pentolaccia si recupera il rito dei festini

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In programma due appuntamenti in collaborazione con l’Hangar Pub e il festino “Pazza Piazza”

L’antica tradizione dei festini durante il nostro Carnevale è quanto intende ripristinare la commissione al lavoro per la quarantaduesima edizione della Pentolaccia, sottotitolata ‘Pentolac...CIAK Casamassimese– Cinema’.

Sono previsti domenica 3 marzo e il 5 marzo, in occasione del Martedì Grasso, due veglioni per adulti e bambini.

Domenica 3 marzo, in via Susca, nei pressi dell’ufficio postale, il festino “Pazza Piazza” farà ballare soci, simpatizzanti, sostenitori e amici dell’Aserc e della Pro Loco.

“L’idea di passare qualche ora in spensieratezza - spiega Rocco Campanella, presidente dell’Aserc - nacque nel 2014. Si trattava, però, di singoli appuntamenti danzanti. Invece, è dal 2015 che il gruppo di volontari Aserc ha rimesso in piedi l’antico festino casamassimese, conservandone il nome d’origine.

Oggi, come allora, l’iniziativa non ha scopo di lucro, bensì benefico. Nel 2017 permise, infatti, di racimolare una piccola somma di denaro che, unita al contributo dell’associazione “Antonio Busto”, servì a comprare una nuova barella per la nostra ambulanza; nel 2018 il ricavato è stato destinato all’acquisto di un defibrillatore semiautomatico nuovo; mentre, quest’anno,sarà impiegato per acquistare materiale sanitario utile all’allestimento dell’ambulanza.

Il 9 e il 10 marzo prossimi, saremo impegnati nel servizio d’ordine e di assistenza durante la manifestazione. Inoltre, siamo ben contenti di partecipare alla Pentolaccia Casamassimese anche aprendo le porte di “Pazza Piazza”, perché ancora non tutti ci conoscono, e sarebbe bello tornare ad un tempo quando non eravamo l’unico festino presente a Casamassima, fra festini c’era competizione ma ci si ospitava l’uno nel festino nell’altro e, intorno ai festini, si sviluppava tutto un commercio: le donne andavano dal parrucchiere, affollavano le mercerie per fare a gara a chi abbelliva di più il proprio abito”.

Il festino rispetta, nell’allestimento, il tema a cui decidono di ispirarsi gli organizzatori della Pentolaccia. Quindi, domenica 3 marzo, fra i manifesti di film storici, ciak, pellicole e cineprese, si esibiranno sul palco di “Pazza Piazza” i Musicanti del Paese Azzurro, ovvero Giuseppe Saponaro e Gabriella Birardi Mazzone nei panni di Calascione e della bella popolana. Ciascuno è invitato a preparare una pietanza tipica carnascialesca, da condividere insieme alla compagnia.

Martedì 5 marzo, l’Hangar Pub di Nico Pastore, in via Bari 52, farà da location ad un party elegante, condotto dallo showman Stefano Capozzo. Alle associazioni che vogliano aderirvi, verrà chiesto di cimentarsi in una scenetta a scelta, tratta da colossal del cinema.

 

Il rito dei festini

Le origini di tali gioiose riunioni risalgono addirittura agli anni ’20 e ’30, allorquando molte famiglie bandivano in casa festicciole per trascorrere in allegria fra parenti e conoscenti alcune ore della sera, e dare la possibilità alle coppie di fidanzarsi. Chissà quante si sono innamorate tra un giro di valzer e una mazurka. L’epoca della civiltà dei consumi vide trasformarsi i festini privati in ritrovi a pagamento.

L’usanza dei festini è poi andata persa in città, spostandosi nella vicina Sammichele, che ha cominciato così ad essere frequentata dai casamassimesi, nostalgici del vecchio e divertente Carnevale.

I tesserati accedono alle sale da ballo i giovedì, i sabati e la domeniche di tutto il periodo carnevalesco, che talvolta viene prolungato fino a quaresima inoltrata.

La prima regola fondamentale è quella di ballare secondo i criteri stabiliti dal capo sala, una specie di giudice-arbitro, animatore e padrone dello svolgimento delle serate. Se ad esempio c’è troppa affluenza, è prescritto che ballino prima i cavalieri del settore destro con le dame del settore sinistro, e così via discorrendo, adeguandosi sempre a quanto sia capace di escogitare la fantasia dell’animatore. Quando si finisce di ballare, è di obbligo applaudire. Non si può rifiutare un invito a ballare, pena l’espulsione dalla sala.

Del tutto a sorpresa accade la visita in sala di gruppi mascherati esterni, i quali entrano senza pagare il biglietto d’ingresso, accompagnati da un soggetto non mascherato che garantisce sul corretto comportamento delle maschere.L’accompagnatore, o conduttore, intrattiene una piacevole schermaglia poetica di rime con il capo sala. Le maschere possono invitare a ballare soltanto i maschi presenti in sala e, dopo due o tre balli, devono abbandonare la sala onde lasciare il posto ad altri eventuali gruppi mascherati. E si ricomincia da capo...maschere e conduttori possono invitare!

Francesca Valentino