CASAMASSIMA CAPOFILA NEL PROGETTO "I CARE"

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I CARE è l’acronimo di Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa. Si tratta di un progetto avviato dal Ministero della Pubblica Istruzione e rivolto ai problemi dell’integrazione scolastica e sociale dei ragazzi con disabilità, ma più in generale, finalizzato a promuovere un'effettiva dimensione inclusiva della scuola italiana. Nasce nel 2007, anno del trentesimo anniversario della promulgazione della legge 517, con cui sono state abolite le classi differenziali per gli alunni diversamente abili o con difficoltà di apprendimento.

A Casamassima hanno aderito la Scuola Secondaria di rimo grado "D. Alighieri" e il Primo Circolo didattico "G. Marconi" affrontando problematiche molto concrete come la formazione dei docenti e il persistere delle barriere architettoniche. I docenti hanno aderito con entusiasmo al progetto sviluppato nell’arco di due anni e hanno prodotto un protocollo di osservazioni, cioè una guida pratica all’osservazione per individuare l’eventuale presenza di disturbi dell’apprendimento anche in età precoce. Non si tratta quindi dei classici test propinati ai bambini, ma di imparare a fare più attenzione ai piccoli segnali che ci inviano. Il campione era piuttosto ridotto, ma sarà ampliato e convalidato con l’aiuto della facoltà di psicologia dell’Università degli Studi di Bari ed eventualmente diffuso a livello nazionale.

A conclusione del percorso, lunedì 15 marzo, presso la scuola D. Alighieri, si è tenuto un convegno il cui scopo era far conoscere meglio i DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) che non essendo handicap non possono usufruire dell’insegnante di sostegno, e soprattutto realizzare un ponte con le altre scuole. Il convegno, patrocinato dal Lions Club Casamassima "Isabella d’Aragona e Costanza d’Altavilla", dalla Provincia di Bari e dal Comune di Casamassima, ha visto la partecipazione delle dirigenti scolastiche Francesca Santolla e Rita Gagliardi, delle pediatre Maria Domenica Ferri ed Enza Mumolo, della psicologa Lucia Susca, per l’Associazione Italiana Dislessici, e del dottor Antonio Rago, in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Provinciale. Presenti anche il sindaco, prof. Domenico Vito De Tommaso, e il maresciallo del Carabinieri Rocco Colacicco, oltre a moltissimi insegnanti e genitori.

Ma cosa sono questi DSA? Si tratta di un gruppo eterogeneo di disturbi genetici e non curabili, che rende difficile l’apprendimento. Il soggetto è sano fisicamente, psicologicamente e socialmente, ha un QI nella norma e non ha difficoltà di logica: ci sono solo delle disfunzioni neurologiche di alcune cellule deputate al riconoscimento degli automatismi, per cui il soggetto trova difficoltà in compiti che per la maggior parte delle persone sono semplici proprio perché automatici come leggere, scrivere o imparare le tabelline. Di solito tali disturbi vengono alla luce in prima elementare ma i segni rivelatori ci sono anche prima: ritardata o alterata comparsa del linguaggio, difficoltà nel percepire la velocità, difficoltà di coordinazione motoria, problemi di memoria, diversa organizzazione dello spazio e principalmente il ripetersi degli stessi errori anche dopo le correzioni. Spesso la complicazione maggiore è data dal fatto che il soggetto si rende perfettamente conto di queste sue difficoltà e può sentirsi inferiore o umiliato rispetto agli altri. La cosa più importante è non far finta che il problema non ci sia perché si ha paura di affrontarlo: genitori, medici e scuola possono collaborare affinché i DSA vengano diagnosticati e il soggetto impari a superarli.

Per concludere i lavori si è esibita l’orchestra della scuola media “Musiche e Strumenti dal Mondo” che utilizza strumenti costruiti dai ragazzi con materiali di recupero e ha un repertorio composto da brani tratti dalla tradizione musicale di diverse etnie.

Sicuramente i DSA possono spaventare, perché non esistono medicine e ci si fanno i conti per tutta la vita; ma non bisogna scoraggiarsi perché, se affrontati, non impediscono di riuscire in qualunque campo: basti ricordare che fra i dislessici figurano Picasso, Leonardo da Vinci e Albert Einstein.