GERARDO SPINELLI, NON MI SCHIERO E FANNO FUORI IL FESTIVAL?

gerardo spinelli

Il nostro paese rischia di perdere il festival Latilla, vedendolo ‘emigrare’ in qualche località vicina. La manifestazione dedicata al compositore settecentesco di origini casamassimesi, ideata dal centro culturale il Sipario diretto dal maestro Gerardo Spinelli, potrebbe infatti seriamente vivere la sua quinta edizione senza far tappa nel nostro centro cittadino. E questo anche se il festival – come racconta proprio Gerardo Spinelli – lo scorso anno è stato seguito, solo nel corso dei suoi tre appuntamenti casamassimesi, da 1500 spettatori. “Al momento – fa sapere a tal proposito Gerardo Spinelli – la possibilità che il Latilla si svolga lontano da Casamassima è tutt’altro che remota. Eppure la precedente amministrazione, l’autunno scorso, aveva già approvato una delibera attraverso la quale si prevedevano nuovi appuntamenti del festival qui a Casamassima, proprio durante l’estate attualmente in corso. Poi ci sono stati dei problemi, e sono arrivati il commissario e i tagli al bilancio. Ecco, nessuno – prosegue Spinelli -  discute il fatto che i Comuni debbano fare i conti con le ristrettezze economiche. Dall’aria che tira, però, mi pare di capire che evidentemente l’amministrazione tenda prima ad assecondare chi ha fatto la campagna elettorale in suo favore. Non nascondo che ci sono state delle voci secondo le quali, siccome il Latilla è nato sotto l’amministrazione di centrosinistra, si sarebbe potuto evitare di continuare a portare il festival in paese. A mio avviso, la nuova amministrazione ha mostrato una certa rilassatezza verso questo evento, che però è l’unico appuntamento culturale casamassimese che nelle precedenti edizioni ha ricevuto sovvenzionamenti dalla Regione, poi utilizzati per dar vita ad altre manifestazioni locali”.

Poi Spinelli fa anche un’altra considerazione. “Per cercare di comprendere il perché di questa situazione – dice – mi sono anche chiesto se possa aver influito il fatto che, pur essendo notoriamente di destra, alle ultime elezioni comunali non mi sono schierato con nessun partito politico. Magari qualcuno può aver interpretato questo mio atteggiamento secondo la formula ‘O con me, o contro di me’, non so. Il sindaco Mimmo Birardi, tuttavia, mi ha spiegato che al momento per la cultura ha a disposizione solo 5.000 euro, e che la situazione è difficile per tutti. Ora staremo a vedere cosa accadrà, altrimenti porterò il Latilla, questo festival dell’opera buffa unico nel suo genere, che tra l’altro vanta amici come Katia Ricciarelli, in qualche altra località vicina. Del resto ci hanno già contattato non solo da tutta la Puglia, ma anche dalla Sicilia”.

Ma quali erano le opere del festival Latilla previste a Casamassima dalla delibera firmata dall’amministrazione guidata da Vito De Tommaso?  A dare risposta a questa domanda è ancora il maestro Gerardo Spinelli. “Tra gli appuntamenti del Latilla già previsti per l’estate in corso – afferma Spinelli – c’era il concerto inaugurale della manifestazione, tenutosi il 9 giugno alla masseria Cariello Nuovo, ma anche l’interpretazione della Serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi che si sarebbe dovuta tenere a Monacelle. E poi non sarebbero mancati il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, oltre all’incisione su cd dell’Amore artigiano, un’opera di Gaetano Latilla da me revisionata assieme al maestro Carmine Catenazzo. Questo dramma giocoso, secondo i programmi iniziali, avrebbe dovuto essere inciso, per la prima volta al mondo, entro Natale per poi essere presentato il prossimo anno a Guimaraes, la località portoghese eletta città della cultura per il 2012. Adesso però la situazione è quantomeno incerta e non so se tutti i progetti in cantiere potranno trasformarsi in realtà”.

Gaetano Latilla è un compositore italiano nato a Bari il 12 gennaio 1711. Ancora giovanissimo, nel marzo 1726, si recò a Napoli per studiare musica al Conservatorio di sant’Onofrio a porta capuana, dove fu allievo di Ignazio Prota e Francesco Feo. Da lì prese il via la sua luminosa carriera che lo portò, tra le altre cose, a ricoprire incarichi importanti a Roma, nella basilica di Santa Maria Maggiore, e a Venezia, alla basilica di San Marco. Rientrato a Napoli, morì nella città ai piedi del Vesuvio il 15 gennaio 1788.