CASAMASSIMA, IL PAESE AZZURRO

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“Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me…”. Il ritornello della famosa canzone interpretata da Adriano Celentano potrebbe diventare una sorta di auspicio per il nostro paese. Certo, magari inizialmente occorre fare un piccolo sforzo di fantasia, ma poi non è difficile rendersi conto che nelle parole di Celentano potrebbe celarsi una speranza per il nostro centro storico. La speranza che Casamassima possa tornare a splendere e a identificarsi, nella sua parte più antica e ricca di storia, come il Paese Azzurro. Ma perché ciò avvenga è necessario innanzitutto riportare all’antico splendore abitazioni e locali del centro storico che una volta avevano la loro unicità proprio nella colorazione azzurra. Il sindaco Mimmo Birardi – a tal proposito – ha già annunciato l’intenzione dell’amministrazione comunale di studiare e dare attuazione a un progetto che possa permettere in futuro ai proprietari degli immobili del borgo antico di ripristinare l’azzurro delle costruzioni, anche perché al momento la fotografia della Casamassima che si incontra addentrandosi nei vicoli una volta superata dalla piazza la Porta dell’Orologio non è delle più incoraggianti. Al momento, infatti, di azzurro per le vie del borgo è rimasto poco, assieme però alla volontà, condivisa da più parti, di far nascere a nuova vita una Casamassima azzurra. La Pro loco, a tal proposito, ha cominciato da tempo una campagna di sensibilizzazione, portando avanti con convinzione l’idea secondo la quale, sebbene ci sia tanto da fare, le speranze di ripristinare il Paese Azzurro siano tutt’altro che andate perdute.paese azzurro_01

Tracce di azzurro, infatti, sono ancora evidenti nell’ex convento di Santa Chiara, nel Castello, in tutto il borgo antico e anche al di fuori dello stesso. Segni del tempo e della nostra storia che sono stati raccolti e immortalati dall’architetto Marilina Pagliara, che ha aperto anche il profilo su facebook “Il paese Azzurro”. Questo gruppo in poco tempo ha già raccolto oltre 246 adesioni. L’augurio e la speranza per il futuro, adesso, sono quelle che un pomeriggio, ma anche qualsiasi altro momento della giornata, nel nostro borgo antico possa davvero diventare azzurro e lungo, proprio come diceva il ritornello del famoso brano cantato da Celentano.

Ma perché la nostra Casamassima è detta il Paese Azzurro? Ad aiutarci a sciogliere questo interrogativo è Gianni De Tommaso, da sempre appassionato e studioso della storia e delle tradizioni del nostro paese. “Nel 1656 – scrive a tal proposito De Tommaso proprio sul profilo facebook Il Paese Azzurro – a Bari sbarcarono dei marinai con la peste che contagiarono 20mila persone portandole alla morte. La malattia, diffusasi rapidamente, dal capoluogo raggiunse in breve tempo le porte della nostra Casamassima, che si chiuse a riccio all’interno delle sue mura, evitando qualsiasi contatto con il mondo esterno e sperando che un miracolo la risparmiasse dalla pestilenza. Il miracolo si compì: Casamassima non fu colpita dal contagio pertanto, nel 1658, il duca Orlando Vaaz, oltre a far edificare una chiesetta in onore della Madonna di Costantinopoli, nel rispetto di un voto alla stessa fatto, ordinò che tutte le case fossero riverniciate con calce viva per riportare igiene e pulizia. E allo stesso tempo diede l’ordine che tutte le abitazioni fossero imbiancate aggiungendo però alla calce viva l’azzurro, ovvero il colore del manto della Madonna”. A tutto questo dunque – secondo De Tommaso – si deve il fatto che Casamassima sia poi diventata il Paese Azzurro.

Tra le varie versioni che spiegano perché Casamassima sia diventata il Paese Azzurro ce n’è una secondo la quale le casalinghe, nel fare il bucato, aggiungessero la polvere azzurra all’acqua, per evitare che i vestiti si ingiallissero. Una volta terminato il lavaggio di maglie e pantaloni, però, le donne non buttavano via l’acqua utilizzata allo scopo, anche perché allora non esistevano i rubinetti, ma era necessario recarsi alle fontane del paese. Quella stessa acqua, dunque, veniva poi mescolata alla calce e riutilizzata per riverniciare le pareti, o anche usata per lavare i muri delle case, dando di fatto la caratteristica colorazione azzurra alle abitazioni del centro.
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[Le immagini sono di Marilina Pagliara]