STEFANO OTTOMANO, UN VIDEO PER GRIDARE “NO AL RAZZISMO”

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La passione per la musica, per le persone, per le culture dei popoli che abitano il pianeta, per l’umanità in senso lato. Stefano Ottomano ci sorprende ancora, di nuovo, stavolta con un’alzata di scudi sulla diversità che rende uniche le genti e le proietta verso la circolarità dei bisogni: siamo “tutti diversamente uguali”, abbiamo tutti una pelle in cui abitare e con la quale relazionarci ai nostri simili, che differenza fa o potrebbe fare se quella pelle è olivastra o scura o rosea?

Ottomano rende omaggio alla cultura dell’alterità sfiorando le anime nascoste di ciascuno di noi, attirando l’attenzione su un argomento ancora mai banale e mai esaurito, deliziando i suoni con il coinvolgimento di persone diverse tra loro per carattere ed esperienze ma uguali nello “stare nella pelle”; donandoci emozioni che toccano le corde dell’intimità e ricordando a noi stessi che siamo tutti figli della stessa terra.

Un video spot che il musicista casamassimese mette a disposizione di quanti vorranno “adottarlo” per campagne contro il razzismo, perché se siamo in tanti a dirlo qualcuno ci ascolterà.

Un video ispirato ai diritti umani: "Tutti diversamente uguali". I nostri complimenti, intanto. Ma perché questo video? A chi si rivolge?
Come prima cosa i complimenti vanno ad Alessandro Porzio, il regista che come sempre riesce ad entrare nel mio pensiero e a trasformare in immagine quello che voglio esprimere e a tutti gli attori che per  due giorni hanno girato con professionalità e tantissima pazienza in un set infuocato non solo dall’entusiasmo ma dal calore delle lampade. Ovviamente un ringraziamento a tutto lo staff della Zen.movie.

Ho sempre pensato che la musica deve poter parlare solo di se stessa e non farsi coinvolgere in altre faccende sociali così delicate come ad esempio il razzismo o altri disagi, ma quando è troppo è troppo….


E' casuale con la ricorrenza del 150° anniversario dell'Unità d'Italia o trae spunto da qualche accadimento particolare?
La mia è una denuncia a tutte le forme di razzismo; certo la musica come tutte le arti può dare un piccolo contributo al miglioramento dell’io ma se l’io non inizia un vero processo educativo e di coscienza che va dall’infanzia fino alla sua fine siamo nella merda… ed ecco che quotidianamente veniamo a sapere di storie raccapriccianti. La storia a quanto pare non ha insegnato nulla. Quindi una denuncia a chi non rispetta il prossimo in tutte le sue caratteristiche fisiche, morali e di pensiero.


C'è qualcosa nella sua vita che ha qualche collegamento con questo messaggio? Le è capitato qualcosa che vuole raccontarci?
Ognuno di noi può (purtroppo) raccontare di aver visto atti di razzismo nei confronti di uno straniero o semplicemente di disprezzo nei confronti di un individuo “diverso” dal comune modo di pensare o relazionare.


Si alternano voci di donna, di bambini, di multietnie: a chi fanno riferimento? Chi sono queste persone che hanno prestato la loro vocalità?
La composizione nasce appunto per piano e voci e vuole dar “voce” a tutte le etnie. Colgo l’occasione di ringraziare tutti i miei amici stranieri che in fase di registrazione dell’album con tanto entusiasmo si sono precipitati in studio, hanno pazientato per ore solo per dire “
Tutti diversamente uguali” ognuno nella propria lingua e hanno gridato o solo bisbigliato quel pensiero che ci accumunava tutti ovvero No al Razzismo in tutte le sue forme.

Questo video è possibile che diventi lo spot di "qualcosa"?

Diverse associazioni hanno mostrato interesse per questo lavoro. Il video è a completa disposizione di tutti coloro che vogliono utilizzarlo come spot.