MIMMO BIRARDI A IL BALCONE FIORITO, TOUR NEL CENTRO STORICO

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È stata la prima uscita “pubblica” della neo amministrazione comunale, che ora aspetta solo i tempi tecnici per l’insediamento. Ieri, per le vie del borgo antico, ravvivato dall’iniziativa primaverile promossa e organizzata dalla Pro Loco, si sono visti un po’ di volti noti della recente campagna elettorale, dai maggiori suffragati del Movimento Schittulli, Gino Petroni, e del Pdl, Ninni Columbo, al primo eletto della Puglia prima di tutto, Peppino Padalino, al consigliere Valenzano, al non ultimo, il sindaco Mimmo Birardi, che ha presenziato all’intero spettacolo in piazza Delfino, dov’erano previste la premiazione del concorso fotografico, l’estrazione della lotteria, il saggio di pizzica, la rappresentazione teatrale e il concerto di musica rock.

 

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Dalla danza al pseudo anfiteatro virtuale, dunque, passando per una mostra fotografica e un concerto, come dall’esposizione dei progetti dei piccoli architetti alle idee di eco riciclo, alla festa della ciliegia e tante altre iniziative, la XII edizione de Il Balcone fiorito ha visto la partecipazione di 76 soggetti diversi tra loro, dalle scuole alle associazioni agli artigiani. Un’edizione 2011 ricca di contenuti e partecipazione, non solo da parte degli espositori, ma pure dalla cittadinanza, che ha accolto di buon grado questa ventata di novità.

balcone fiorito_pizzica

Il centro storico vive, e lo fa colorandosi di vivaci gradazioni primaverili donando a chi vi entra un sorriso: il borgo antico, preso di mira dalla Pro Loco, riesce ancora a entusiasmare chi per un motivo o per l’altro non vi metteva piede da “qualche” anno.

La porta di ingresso scelta per cominciare il tour nel cuore di Casamassima è Porta orologio, e lo spirito col quale ci approcciamo è quello di curiosità: siamo turisti a tutti gli effetti, noi della redazione, e per un pomeriggio ci regaliamo qualche ora in giro a sbirciare.

balcone fiorito_mappa

L’itinerario (ritiriamo la mappa al banchetto della Pro Loco appena all’ingresso del centro storico) propone subito il Mercatino dell’antiquariato da una parte e il trionfo espositivo dell’oro rosso casamassimese, le ciliegie, dall’altro: lo staff è indaffarato a preparare cestini e a sorridere agli stranieri (ci sono anche loro, ci paiono inglesi); più in là, in piazza S. Croce, ci imbattiamo nel “rione gioventù”: tanti bambini e giovanetti alle prese con i loro lavoretti, c’è chi propone composizioni floreali di carta, chi progetti di riciclo ecosostenibile (quelli targati scuole e associazioni sono “Ri-creazione”, “La magia dei linguaggi” e “Rifioriscono i rifiuti”), e non manca l’Ecologica pugliese.

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Girovagando, storditi e inebriati da tutte le novità, continuiamo il tour: il Castello svetta sovrano nel cuore del borgo antico, circondato da bancarelle e fiori, ma ci pare indegno che le condizioni di precarietà nelle quali versa ormai da decenni rendano l’impatto così avvilente. Un giro anche nell’atrio e torniamo a guardarci intorno: la situazione è degradante qui (ci vengono in mente i castelli bizantini e normanni che intersecano la multiculturalità di questa regione dove altrove è valorizzata), Casamassima potrebbe scrivere ancora pagine di storia ma pecca nell’incapacità di proiettarsi nel futuro, che del turismo culturale dovrebbe fare sua sponda economica, oltre che intellettuale.

Proseguiamo l’itinerario sulla via dell’artigianato e approdiamo alla piazzetta scelta per gli spettacoli. È qui, infatti, che restiamo fino alla fine della serata.

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La premiazione del concorso fotografico “Scatti alle finestre”, la cui curatela è di Simona Gelao e Luna Pastore, vede vincitrice la principiante Mariangela Francone di 28 anni, con lo scatto “Wiosna w Warszawie”; mentre i migliori balconi fioriti, individuati in 3 categorie, Composizione floreale, Componimento artistico e Tradizione, sono stati, rispettivamente, quelli di Maria Marsala, Giuseppina Barone e Tatiana Busco.

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Una citazione di merito sulla valorizzazione del centro storico in fatto di ristrutturazioni è andata al sig. Napolitano, residente in Chiasso della carità, al quale è stata riconosciuta una targa per la capacità di interpretare le esigenze abitative moderne con le caratteristiche architettoniche del borgo antico (non ci sfuggono voci di corridoio secondo le quali il proprietario, venuto a conoscenza del progetto “Piccoli architetti”, abbia chiesto qualche suggerimento sulle fasi di ristrutturazione).

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La citazione speciale invece, sentiamo di attribuirla alla compagnia Acca, che nonostante l’assenza da almeno 15 anni, di un contenitore teatrale sul territorio, ha perseverato nel tempo con convinzione nell’investimento su questo tipo di cultura e di relazione sociale; c’erano tanti giovani sul palchetto arrangiato, non si sono persi d’animo, e con fulgidi ispirazioni artistiche la compagnia ha messo in scena una rappresentazione dai toni ironici ma all’uopo nostalgicamente riflessivi sui temi dell’olocausto e sul valore della vita (parafrasando scherzosamente la virtualità delle innovazioni tecnologiche compreso l'amato-odiato facebook): quel che resta, alla fine, sono le relazioni umane e sentimentali reali. Uno slancio 'didattico' tipico dell’autore Giulio Santonocito.
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Le interviste e i video
Mariangela Francone

Il finale dello spettacolo Anthemon della compagnia Acca

La pizzica (saggio GymNikos)