RIFIUTI, 278MILA EURO DA PAGARE. ENTRATE DA ICI ED ENEL

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È passata in consiglio comunale, con 9 voti favorevoli, cinque contrari, e nessun astenuto, la variazione del bilancio di previsione, approvata dall’assemblea al fine di fronteggiare i maggiori costi (278mila euro) relativi al nuovo ciclo integrato dei rifiuti. In sostanza, il consesso cittadino ha dato il via libera a una variazione di bilancio che permetterà al Comune di coprire le maggiori spese inerenti lo smaltimento dei rifiuti che saranno conferiti in discarica. E questo perché – come spiegato dal responsabile del Servizio Bilancio e finanze del Comune, Lucio Piedigrotta – il nuovo ciclo integrato dei rifiuti ha subito un incremento notevole dei costi, pari appunto a 278mila euro, creando ai conti del Comune una situazione che si è dovuta riequilibrare attraverso il bilancio di previsione di quest’anno. Dunque le nuove tariffe relative allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani – che le forze di maggioranza hanno spiegato essere state imposte agli enti locali, e quindi anche al nostro Comune, dalla Regione – costringono le casse comunali a far fronte quest’anno, ma anche nei prossimi anni, a questo maggiore esborso. “La Regione – ha osservato a tal proposito l’assessore alle politiche fiscali e finanziarie, Ninni Columbo – ha addebitato al nostro comune un’ulteriore spesa di 278mila euro, da pagare per lo smaltimento dei rifiuti. Pertanto si è reso necessario votare una variazione di bilancio che ci consenta di affrontare la situazione”.

Ma come verranno reperiti i 278mila euro oggetto di questa variazione di bilancio? A spiegarlo è ancora l’assessore Columbo. “Una parte di questi 278mila euro – ha affermato Columbo – arriverà dal recupero dell’evasione fiscale sull’Ici (l’imposta comunale sugli immobili, ndr), la restante parte, invece, dalla maggiorazione dell’addizionale sull’accisa che si trova sulle bollette dell’Enel. Più nel dettaglio, 100mila euro saranno rastrellati recuperando l’evasione sull’Ici, i restanti 178 mila, invece, aumentando l’accisa sulla fornitura di energia elettrica. La possibilità di maggiorazione dell’accisa, inizialmente adottata solo dalla Regione Campania – ha aggiunto Columbo – ora è stata estesa dal governo centrale anche alla Puglia, quindi abbiamo deciso di introdurla per recuperare dei fondi che altrimenti avremmo dovuto attingere in maniera più cospicua dalle tasche dei cittadini. Ma il prossimo anno non si potrà più adeguare l’aliquota in base alle tariffe dell’Enel – ha già anticipato Columbo – quindi si dovranno valutare soluzioni alternative per risolvere il problema”.

Dunque la tassa che il Comune deve pagare per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani da conferire in discarica aumenta, e allo stesso tempo aumenta anche la bolletta della luce. E mentre le forze di maggioranza spiegano che questa è la via più indolore per le tasche dei cittadini, quelle di opposizione insorgono. “Mi pare che la maggioranza – ha detto a riguardo il consigliere di Pd e Libera Casamassima, Alessio Nitti – debba fare chiarezza. Prima infatti ha detto che non avrebbe aggravato la pressione fiscale sui cittadini, ora invece aumenta l’addizionale sull’accisa relativa all’energia elettrica, con effetto retroattivo a partire dal 1° gennaio 2011. Questo forse accade perché se si dice che aumenta la Tarsu (la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, ndr) scoppia la rivoluzione, se invece si parla di crescita della spesa per la bolletta dell’Enel, magari nessuno si accorge di nulla. Inoltre la soluzione legata all’addizionale è valida solo per quest’anno, quindi, a meno che il sindaco non recuperi soldi tagliando altre spese, la stessa addizionale non coprirà i costi di tutto il nuovo ciclo integrato dei rifiuti”.

“Tassare maggiormente la corrente elettrica per far fronte alle spese che derivano dal conferimento in discarica dei rifiuti – ha sottolineato invece il consigliere di Sinistra ecologia libertà, Partito della rifondazione comunista e Italia dei valori, Giancarlo D’Addabbo – è come nascondere la polvere sotto il tappeto. Nel senso che, in questo modo, non si fa capire ai cittadini la differenza tra il comportarsi bene e il comportarsi male, tra il fare la raccolta differenziata e il non farla. Poi, non essendoci dati precisi circa la raccolta dei rifiuti solidi urbani e la differenziata, non mi pare si possa mettere a bilancio una cifra congrua inerente il nuovo ciclo integrato dei rifiuti. La questione – e di questo faccio appello all’assessore con deleghe ad ambiente e rifiuti, Pino Gengo – va studiata e approfondita in maniera molto attenta”.

“Aumentando l’addizionale sull’accisa – ha detto ancora Vito Rodi di Autonomia cittadina e Vivere Casamassima – in realtà parte di questi 278mila euro vengono pagati da tutti i cittadini indistintamente. In questo modo, però, i residenti del nostro comune non comprendono poi quali vantaggi potrebbero ottenere facendo la raccolta differenziata”.

“In tutta questa situazione – ha precisato infine il sindaco, Mimmo Birardi – c’è solo un dato certo: le casse del Comune devono accollarsi una spesa di 280mila euro per lo smaltimento dei rifiuti. E questo perché in municipio arriva una fattura diretta al nostro ente locale, che deve saldare il suo debito. Non c’è un’azienda partecipata che si assuma il compito di coprire questa spesa, ma come detto è il Comune che deve pagare direttamente. Pertanto potevamo seguire due direzioni: da un lato scegliere di aumentare la Tarsu (già cresciuta del 20% nel 2009 e del 3% nel 2011) almeno di un ulteriore 15%; dall’altro, invece, optare per l’addizionale sull’accisa. Abbiamo preferito quest’ultima soluzione, anche perché è nostra intenzione non aggravare pesantemente il carico delle tasse sui cittadini”.