D’ALEMA, L’ESTREMISMO: SCIOCCO SERVIZIO A QUEGLI ALTRI

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Giungeva giovedì scorso a Casamassima Massimo D’Alema, esponente di spicco del Partito Democratico (pubblichiamo solo ora per ovvi motivi). Si tratta a tutti gli effetti dell’ospite d’onore del centrosinistra che consacra gli ultimi sforzi di una lunga e complessa campagna elettorale comunale e che si pone a sostegno del candidato sindaco Alessio Nitti in vista del ballottaggio dei giorni 29 e 30 maggio.

A inaugurare il suo intervento è proprio il candidato della coalizione del centrosinistra Nitti, il quale, dopo una breve introduzione, nella quale riassume le principali tematiche oggetto e fulcro del suo programma di potenziale governo cittadino, cede la palla a un D’Alema capace di entrare sin da subito nel merito della questione elettorale scandendo, con atteggiamento distinto e toni pacati, i tempi di una vera e propria disquisizione in cui analizzare la questione del voto a Casamassima ricollegandola al contesto nazionale.

D’Alema si rivolge ai casamassimesi sottolineando il peso e la valenza della scelta che compiranno esprimendo la propria preferenza in sede di ballottaggio e, proprio per tale ragione, esorta a compiere lo sforzo di superare le divisioni tra i partiti di sinistra e di centrosinistra poiché, a suo parere, “nessuna ragione può giustificare la scelta di consegnare questa città a una destra che ha dimostrato di non saper governare il paese e che certamente non saprebbe governare Casamassima”. È chiaro il riferimento alla situazione casamassimese relativamente alle difficoltà, riscontrate nei mesi scorsi come negli ultimi giorni, nel trovare un dialogo davvero costruttivo e un’alleanza tra forze di sinistra e di centrosinistra nel paese stesso. Il monito che D’Alema rivolge alla comunità ha, a suo dire, valore per Casamassima ma è di fondamentale importanza anche per l’avvenire dell’intera nazione, messa in ginocchio dalla crisi politica, economica e sociale degli ultimi anni e in cerca di un profondo cambiamento.

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D’Alema sdrammatizza sul profilo che ha tracciato a proposito della situazione italiana quando fa ironia sulla controversa figura del presidente del Consiglio. L’Italia è a suo avviso un paese prigioniero dei problemi personali di Berlusconi, delle sue ossessioni, dei suoi processi ed è una realtà incapace di riscattarsi e di decollare a causa dei crescenti problemi legati alla pressione fiscale, alla condizione dei pensionati, alla disoccupazione giovanile e al precariato. I toni si inaspriscono quando giunge una riflessione relativa ad alcune forze interne al governo italiano, i cosiddetti nordisti e antimeridionali caratterizzati da un costante sprezzo mostrato verso il mezzogiorno. D’Alema enfatizza l’argomento chiedendosi quale peso abbiano all’interno di un governo “leghista” i parlamentari meridionali di destra e per quale recondita ragione non siano mai mossi da orgoglio alla difesa del Sud, delle sue tematiche e dei suoi diritti. D’Alema pone in primo piano questo aspetto facendone una questione di principio e stabilendo essere questa una delle ragioni principali per cui votare, anche a Casamassima, contro la destra. “La destra arretra a nord e a sud” afferma deciso. Poi ammette con rammarico che la confusione presente a sinistra stia impedendo di raccogliere appieno il frutto di uno spostamento politico che avviene in tutto il paese. Stabilisce però essere il momento dell’unità e della responsabilità, valori questi ultimi che troverebbero espressione nell’appoggio offerto per esempio a Napoli dal PD a De Magistris. Giunge a questo punto un secondo riferimento rivolto direttamente a Casamassima nel momento in cui D’Alema, esortando le forze all’opposizione di governo affinché coerentemente lavorino per una svolta necessaria, lascia intravedere una concreta possibilità di dialogo con le forze moderate di centro, tranne nei casi in cui queste ultime si siano alleate con la destra. Il chiaro riferimento è all’avversario di Nitti, il candidato sindaco Mimmo Birardi, espressione di una coalizione di centrodestra. “L’estremismo è una forma sciocca di servizio a quegli altri”, è una delle frasi più emblematiche che riecheggia in una piazza insolitamente colma di gente e chiusa al traffico.

D’Alema conclude affermando la necessità di compiere un’opera di ricostruzione basata sul ritorno all’etica pubblica e sul ripristino di valori fondamentali e condivisi come lavoro e famiglia, elementi senza i quali “un paese non progredisce e non costruisce nulla”.

L’ottica entro la quale si esprime D’Alema è chiaramente orientata al raggiungimento di un risultato positivo per il centrosinistra, per il candidato dell’alternativa alla destra, fondamentalmente allo scopo di ottenere un dato che possa essere significativo ed emblematico per Casamassima e per l’Italia tutta.