I LIONS INTERROGANO I CINQUE CANDIDATI SINDACO

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Ha partecipato parecchia gente (per lo più addetti ai lavori) alla presentazione dei cinque candidati sindaco organizzata dai Lions e moderata da Gerardo Spinelli: “Quale futuro per Casamassima?”.

Non c’è stata possibilità di dibattito con la platea, ma solo un veloce giro di botta e risposta a cui tutti i candidati si sono sottoposti per spiegare le motivazioni che li hanno portati a candidarsi, cosa hanno intenzione di fare per il paese e come pensano di operare.

Riportiamo le domande e le risposte più interessanti, seguendo un criterio puramente alfabetico.

Pensa di essere l’uomo giusto per amministrare Casamassima e se si, perché?

M. Amoruso, Movimento 5 stelle: “Il Movimento 5 stelle Casamassima ha una storia troppo breve per poter ambire a una carica così elevata. Il nostro obiettivo è il Consiglio comunale, per promuovere la visione che vogliamo proporre di una nuova Casamassima e credo di essere un rappresentante giusto per poterlo fare avendo già iniziato un percorso sul territorio, e sicuramente ci proverò”.

M. Birardi, coalizione di centrodestra: “Io spero di essere la persona giusta: sono il candidato di ben sei liste, quasi la metà di quelle presenti in questa tornata elettorale, che hanno creduto nella mia persona. Sono in politica da venticinque anni, lo faccio per passione, ho sempre lottato per il bene della collettività e il mio obiettivo è continuare ad ascoltare le istanze della gente e della collettività: poi saranno i cittadini a valutare se sono la persona giusta”.

G. D’addabbo, SEL-IDV-PRC: “Io non penso di essere il sindaco ideale, ho già ribadito che avrei preferito una donna o un giovane, perché ritengo che le vecchie facce della politica debbano lasciare il posto alla vera ricchezza della gioventù e delle donne. Gli eventi mi hanno portato ad accettare un compito che ho ritenuto di dover cogliere per aprire lo spazio alla democrazia e in cui metterò cervello e onestà perché sono rilevanti per ricoprire questa carica”.

A.Nitti PD-Libera Casamassima: “Due anni di opposizione, sette da vicesindaco, la conoscenza dei problemi di Casamassima e la conoscenza dei modi con cui risolverli immediatamente: ritengo che siano elementi sufficienti per spiegare la mia candidatura come sindaco. Tuttavia l’elemento più importante è che la mia nomina è stata fortemente voluta dai miei sostenitori, che hanno ritenuto opportuno individuare in me la persona più adatta a ricoprire la carica di sindaco”.

V. Rodi, Autonomia cittadina-Vivere Casamassima: “Per quanto mi riguarda è difficile darsi un giudizio. So di essere una persona molto equilibrata, abituata a valutare le questioni e ad assumere sempre un portamento corretto e giusto nella risoluzione dei vari problemi che di volta in volta vengono alla ribalta. Ritengo che il giudizio spetti ad altri, chiaramente dopo aver dato prova di quello che si è in grado di fare”.

Cosa pensa di poter fare che gli altri candidati non farebbero?

Amoruso: “Noi proponiamo un elemento diverso: coinvolgere i cittadini nei nostri progetti e farli partecipare alle scelte fatte all’interno del consiglio comunale. Proponiamo un bilancio partecipato, strumento democratico che comprenderà tutte le parti della cittadinanza che messe insieme possono dare le indicazioni chiave per realizzare un programma che poi il sindaco dovrà portare avanti. Poi c’è la necessità di abbassare la produzione dei rifiuti e di istituire l’isola ecologica e per concludere un altro strumento importante è la possibilità di trasmettere in video i consigli comunali per renderli più fruibili dai cittadini”.

Birardi: “I punti principali del nostro programma sono quattro: rivalorizzazione della piazza, in modo da bloccare il traffico e renderla più vivibile, con più spazi verdi e con la possibilità di espandere gli esercizi commerciali già presenti e di crearne di nuovi, magari anche con grossi marchi che diano più lusso; ripristinare il Paese Azzurro incentivando chi deve ristrutturare casa o gli artigiani e i piccoli esercizi commerciali che vorranno rianimare il borgo; la zona PIP, fondamentale per uno sviluppo economico ed occupazionale; realizzazione di un parco urbano comprendente anfiteatro, aiuole, chioschetto, campo da bocce e pista da jogging”.

D’Addabbo: “Dal confronto con gli altri programmi ho colto differenze minime, a parte il problema della immediata approvazione delle lottizzazioni, che secondo noi vanno fatte quando ci sono le condizioni per farle. Andrebbe fatta prima una verifica degli alloggi vuoti, mentre lottizzare ancora significherebbe solo produrre altri alloggi che richiamerebbero gente che verrebbe a Casamassima non per scelta di vita ma solo perché le case costano meno. Noi siamo un paese baricentrico, all’incrocio fra la statale 100 e la statale dei trulli e possiamo diventare un valido centro di riferimento. Inoltre va rivalorizzata la Lama San Giorgio per evitare che diventi uno scarico e dall’altra parte bisogna risolvere l’annoso problema della fognatura”.

Nitti: “Mi sembra che gran parte delle cose che ci proponiamo di fare siano le stesse. Ho trovato delle differenze fondamentali soprattutto in materia di urbanistica, noi proponiamo di approvare subito il nuovo schema di convenzione, che garantisce la primaria esecuzione delle opere di urbanizzazione, poi di approvare varianti per il piano regolatore vigente per tutelare la zona più antica del paese (che non è solo il centro storico) ed evitare di comprometterne definitivamente il substrato storico culturale e paesaggistico. Infine c’è l’approvazione del PUG per andare incontro alle esigenze della perequazione urbanistica, principio che garantisce equità sociale, e per evitare una ulteriore erosione del territorio”.

Rodi: “L’urbanistica è una materia molto delicata, ma è certo che a Casamassima non ci sono servizi: prima di approntare nuove lottizzazioni andrebbe fatto uno studio del territorio per capire di cosa la popolazione ha bisogno e apportare quindi servizi utili. Molta gente che da fuori è venuta ad abitare qui, poi è andata via perché non aveva a disposizione dei servizi e questo comporta oltre ai disagi e ai maggiori costi per le famiglie anche un danno economico, perché così i terreni non varranno più nulla. Un altro aspetto finora trascurato è il controllo del territorio: dare più sicurezza ai cittadini e alle aziende utilizzando anche mezzi elettronici”.

Quali sono i settori su cui puntare per rilanciare Casamassima?

Amoruso: “Forse si possono trovare delle alternative alla zona PIP: puntare su uno sviluppo turistico rivalutando oltre al borgo antico, anche la Lama San Giorgio che è completamente dimenticata e puntare sull’universo giovani, un settore attualmente piuttosto maltrattato, senza spazi e senza politiche dedicate a loro”.

Birardi: “La realizzazione di un’area industriale. Ci sono tanti imprenditori che vogliono investire nel nostro territorio e non ne hanno l’opportunità, inoltre creerebbe occupazione, in sinergia con le zone commerciali che abbiamo ed educherebbe al lavoro i giovani casamassimesi che così diventerebbero capaci di portare avanti le aziende. In secondo luogo, creare spazi per i giovani in modo che il paese sia vissuto”.

D’Addabbo: “Vivibilità del territorio urbano: strade, sicurezza, ambiente, beni comuni, trasparenza ed efficienza della gestione della cosa pubblica, economia, conoscenza e cultura e infine la sanità con i problemi legati alla casa della salute e alla cura dei cittadini più umili”.

Nitti: “Prevalentemente sviluppo e occupazione, che non partono dal PIP, ma dal territorio: più un paese è bello da vivere e più sorge la voglia di creare imprese, che poi hanno riscontri sia economici, sia occupazionali. Avevamo già commissionato uno studio per capire quali strade era possibile intraprendere, ma poi non c’è stato il tempo di confrontarsi con i cittadini”.

Rodi: “Il paese ha bisogno di essere riorganizzato sotto ogni punto di vista, a partire dall’apparato burocratico, dove c’è carenza di personale e senza risorse umane non si può essere produttivi, né avere dei servizi. Dobbiamo partire dalla promozione dello sviluppo, altrimenti non avremo mai un territorio efficiente e appetibile per le aziende. Una buona qualità per un amministratore è saper dialogare con tutti, per capire quali sono le giuste soluzioni”.

Pensa che tutti i candidati delle liste presentate siano in grado di rappresentare la popolazione?

Amoruso: “M5S va da solo proprio per estraniarsi da meccanismi che possono diventare serbatoi di voti, ma laddove ci sono fermenti rappresentati attraverso liste, viva la democrazia”.

Birardi: “Il mio augurio è che i 206 continuino a sentirsi coinvolti nella vita politica anche dopo le votazioni, perché solo questo ci permetterà di crescere. Se sono a conoscenza dei problemi della gente, che ben vengano anche 500 persone”.

D’Addabbo: “Non conosco i 206, ma conosco i miei 43 e di loro sono sicuro”.

Nitti: “Noi seguiamo dei criteri durante la compilazione delle liste e penso che li seguano anche gli altri partiti, ma non me la sento di parlare male di quello che possono aver fatto le altre liste sotto questo aspetto”.

Rodi: “Penso che andrebbe fatta un’indagine fra i candidati per capire quali sono le motivazioni che li hanno spinti a candidarsi e se sono davvero portatori di istanze legate alla popolazione”.

In caso di vittoria, pensa di utilizzare forze esterne per i cinque assessorati?

Amoruso: “Il concetto è sempre quello della persona giusta al posto giusto”.

Birardi: “Saranno gli elettori a stabilire chi deve avere un ruolo preponderante nella mia giunta. Io non ho firmato alcuna cambiale per alcun rappresentante, non c’è niente di già deciso”.

D’Addabbo: “Pensare di vincere al primo turno mi sembra abbastanza inverosimile e necessariamente il secondo turno sarà un momento importante che avrà una notevole importanza nell’individuazione delle persone che formeranno la squadra. Il principio fondamentale tuttavia è l’uomo giusto al posto giusto e non escludo di cercare all’esterno le personalità se nelle liste dovessero mancare”.

Nitti: “Secondo me non c’è ancora la cultura della squadra del sindaco e penso che sia anche un problema materiale: se i compensi fra assessori e consiglieri fossero più equilibrati, questa lotta non ci sarebbe. Purtroppo ci sono notevoli differenze fra retribuzione degli assessori e retribuzione dei consiglieri e sono questioni che scattano spesso nella lotta per ricoprire certi ruoli. Detto ciò, poiché gli assessori sono collaboratori del sindaco, il sindaco deve avere una squadra idonea a mandare avanti il suo programma: se ci sono fra gli eletti si sceglierà fra di loro, altrimenti si cercherà all’esterno. Non abbiamo accordi preelettorali, anzi chi sarà assessore deve sapere che se non lavorerà bene, sarà messo da parte, nonostante i voti presi”.

Rodi: “Credo che nelle mie liste ci siano professionalità in grado di assicurare la formazione di un’amministrazione nella quale servono una serie di specializzazioni, ma è una considerazione che mi riservo di fare in maniera più approfondita ove dovesse toccare a noi. La giunta è un organo operativo, in cui ognuno deve contribuire ai bisogni dell’amministrazione”.