Lunedì 18 Novembre 2019
   
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UN’INDUSTRIA CULTURALE PER CASAMASSIMA

palazzo monacelle

 

Quando Monacelle divenne il Centro per la produzione del sapere

Oltre che per mostre e conferenze (la sua vocazione primitiva era la Biblioteca comunale, passata a miglior vita) pare che lo splendido Palazzo Monacelle, finemente restaurato, non riesca a decollare con una “programmazione organizzata” (che in altri termini significa pianificazione, ragionamento sulle attività educative e di intrattenimento da strutturare e promuovere facendo attenzione a rilanciare il territorio) e ad avviare un circuito virtuoso di eventi “pensati” invece che spot.

Senz’altro un Assessorato alla Cultura dovrebbe tenere in considerazione anche l’evoluzione delle politiche regionali e provinciali e guardare costantemente ai fondi europei, oltre che prendere al volo l’iniziativa del governo sui fondi Fas (che altro non sono che un soccorso al Mezzogiorno). E magari tentare di usare tutte queste risorse per recuperare altre strutture e riportare nei giovani la voglia di abitare il territorio; creare circolarità d’intenti e stimolare l’aggregazione.

Notizia dei giorni scorsi è l’approdo del festival “Italia wave” in Puglia, nel Salento: una manifestazione che per oltre vent’anni si è svolta in Toscana. Al di là delle polemiche relative alle scelte finanziarie di questo governo regionale non si può certo smentire il successo di incoming che la Puglia ha visto in questi ultimi anni (si pensi solo che la Taranta – di Melpignano – produce affari per 17 milioni di euro). Il turismo è una vera e propria industria, un comparto economico niente affatto da sottovalutare, pure per questa cittadina che uno spaccato storico interessante e che – se in grado di valorizzarla – potrebbe scatenare un fattore attrattivo di investimenti. Il progresso di una comunità passa per il miglioramento architettonico, la bonifica di aree degradate, la sicurezza notturna (e non solo), una politica sociale di sostegno e sviluppo, ma per approdare a tutto ciò è necessario che “ogni” cittadino si senta in diritto di essere “informato e formato” su una politica di gestione della cosa pubblica. Facendola propria e custodendola. Non certo delegando sempre e solo agli amministratori (chi sono, se non la scelta consapevole degli elettori e quindi i rappresentanti di chi li vota?) la scelta strategica di posizionamento del proprio territorio.

E dunque Monacelle potrebbe assurgere a divenire luogo di incontro laboratoriale, dove si produce cultura e si investe per la cultura (che per inciso, non è “solo” un ammasso di libri antichi); un luogo che prende vita dai progetti e traduce in produttività le idee. Un processo antico quanto il mondo, ma poco tangibile per chi non ha una mente allenata e nel cuore il desiderio di far funzionare anche questo comparto.

Commenti  

 
#4 Vito Cassano 2011-02-18 19:26
Recentemente il nostro Ministro dell’economia Tremonti ci ha ricordato che con la cultura non ci si riempie la pancia. Naturalmente non sono d’accordo con lui perché senza la cultura lui non sarebbe diventato Ministro che grazie agli appannaggi riscossi, ci mangia, eccome. Inoltre mi sono augurato che, nella sua qualità di docente universitario a Pavia, si sia presentato con i testi di economia e non con sacchetti di panini da distribuire ai suoi studenti. Credo invece che la proposta culturale, e perché no, economica dell’articolo sia da condividere assolutamente. Passeggiando per il centro storico mi sono fermato ad osservare lo stato di abbandono del monastero Santa Chiara, che insieme ai tanti suggestivi luoghi di questo gioiello, potrebbero attrarre turisti, meglio ancora se invogliati da eventi culturali “pensati”, cioè programmati ed inseriti nei diversi circuiti culturali. D’altronte, il PIST, è su questo che sta lavorando, il risanamento e ripristino di percorsi naturalistici, in rete con altri comuni che attraggano turismo. Condivido le osservazioni fatte dalla sig.ra Sgambati, ma la mia esperienza è stata quella di rivendicare ed ottenere dall’amministrazione caduta, un minimo di intervento di risanamento nella zona in cui abito che ha migliorato la vivibilità della zona in cui abito. Ora aspetto con ansia la nuova amministrazione per continuare il mio impegno civile continuando a chiedere una maggiore sicurezza, un intervento per il rispetto delle norme igienico sanitarie per gli animali da affezione, il rispetto degli impegni circa la raccolta differenziata porta a porta, l’organizzazione del ritiro dei materiali ingombranti, il riasfalto del manto stradale, un ripensamento del piano urbanistico che sia più armonico con le architetture esistenti, (anch’io oltre dieci anni fa mi innamorai della dimensione umana delle case, quasi tutte basse e monofamiliari). Insomma una gestione amministrativa che induca un più elevato senso civico, perché un cittadino lasciato a se (senza voler giustificare nessuno) cerca di risolvere, egoisticamente, il proprio problema
 
 
#3 Marilena Rodi 2011-02-18 17:44
@Patrizia Sgambati: gentilissima, è da luglio dello scorso anno che stiamo portando avanti un'inchiesta ambientale e fatto qualche denuncia a livello nazionale. Un'area è già stata sequestrata dalla Guardia di finanza. Ciascun cittadino è invitato a segnalare cose "oscene" al Corpo forestale dello stato (per i reati ambientali). Se ha voglia si faccia una passeggiata qui:
http://www.casamassimaweb.it/attualita/869-degrado-rischi-per-la-salute-a-casamassima-.html
http://www.casamassimaweb.it/attualita/868-degrado-sporcaccioni-e-inquinatori.html
http://www.casamassimaweb.it/attualita/822-degrado-e-discariche-abusive-ci-risiamo.html
http://www.casamassimaweb.it/cronaca/643-degrado-il-paese-di-pulcinella-.html

Ci scusiamo con i lettori per l'off topic!
 
 
#2 Patrizia Sgambati 2011-02-18 17:33
Apprezzo le operazioni di make up che hanno consentito di rimettere in pista una serie di strutture meritevoli di considerazione.
Mi interessa, però stigmatizzare lo stato di assoluto abbandono dal punto di vista della cura del verde pubblico, della pulizia delle strade e delle campagne che insistono nel cento abitato.
In realtà la parola pulizia è un ossimoro.
Tutto il Paese è in assoluto abbandono da sempre. Abitiamo a Casamassima ormai da una decina d'anni e sono veramente sconcertata dalla mancanza di cura che l'amministrazione comunale ha sempre avuto (destra o sinistra, senza distinzione). Si stabiliscono aree da destinare al verde pubblico e poi si lasciano abbandonate al loro destino. Per non parlare della inciviltà della gente che abbandona difronte alle proprie abitazioni di tutto: carcasse di frigorigeri, televisori, bottiglie rotte o intonse che siano, mobili, divani, abiti vecchi ecc. Stendiamo un velo pietoso poi, sugli escrementi dei cani. Noi possediamo un golden retriever e abbiamo l'abitudine (peraltro circostanza stabilita dalla legge) di raccogliere con una paletta il prodotto del nostro animale domestico. Non fanno la stessa cosa la stragrande maggioranza dei cittadini di Casamassima.
Innanzi casa nostra c'è un campo libero dove viene gettato di tutto e l'altro giorno il nostro cane ha rischiato di rimetterci il pelo.
Dispiace constatare questo stato perenne di incuria, perchè quando ci siamo tasferiti a Casamassima eravamo animati da grande entusiasmo.
Fra l'alto recentemente accanto al piazzale dove il sabato si esibisce il mercato, è stata realizzata un'area attrezzata. Bene, non avete idea (o forse invece l'avete) di quello che hanno già combinato. Oltre a tutto quello già detto, quel posto è diventato un albergo ad ore. Ma fin qui potrebbe anche non interessare, se non lasciassero per terra fazzolettini sporchi e altre suppellettili e attrezzi del "mestiere". Massima comprensione per i bollenti spiriti giovanili, ma perchè non evitare di sporcare in modo indecoroso la strada? Hanno inventato le buste per l'immondizia, saranno arrivate anche a Casamassima?
Non c'è proprio nulla da fare per rendere più gradevole questo paesino che ha tante qualità che però vengono assolutamente cancellate da questa mancanza di controllo? Attendiamo fiduciosi che qualcosa cambi, non ci
aspettiamo molto perchè il senso civico non lo si può costruire a tavolino, ma ci auguriamo che chi ha i titoli per controllare, eserciti questo diritto-dovere, nell'interesse di tutti, dei tanti cittadini di Casamassima che vivono nel rispetto degli altri e perchè no, anche di coloro che gettano i frigoriferi per strada, dopo tutto la strada è di tutti.
 
 
#1 michele 2011-02-18 17:25
tu pensa che il programma elettorale del centrosx proponeva esattamente ciò di cui tu parli.
che ne è stato di quel programma?
 

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