Giovedì 17 Ottobre 2019
   
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IMMIGRAZIONE, IL NODO IRRISOLTO DELL’OCCIDENTE

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Lampedusa, baciata dal sole e accarezzata dal mare, meta di turisti che vogliono riscoprire luoghi isolati e selvaggi, e meta di migranti che affrontano l’ignoto per inseguire la speranza di una vita migliore.

Isola di contraddizioni, il cui modello è stato apprezzato dalle istituzioni internazionali, ma dove i barconi non arrivano più e i centri di accoglienza sono vuoti, perché se non si riesce a fermare la maggioranza di immigrati che arriva in Italia via terra, allora che si blocchi quel 10% che arriva per mare e si faccia vedere che la situazione è sotto controllo.

Isola simbolo dei due volti dell’Italia, quello furbo che sfrutta le tragedie per farci soldi, pronto a navigare nel business dell’accoglienza e quello fatto di uomini che si impegnano per soccorrere chi sopravvive a viaggi impossibili.

Isola emblema di un sud che rivendica l’abbandono del governo, pretendendo aiuti e sovvenzioni, per poi impiegarli in uno sviluppo che si traduce in abusivismo e sovrasfruttamento del territorio, da parte di chi, quel territorio, dovrebbe amministrarlo.

Isola dove tutti i giorni si affronta una realtà difficile che è italiana, ma che dovrebbe essere europea.

Lampedusa, frontiera d’Europa e protagonista del libro-inchiesta di Fabio Sanfilippo e Alice Scialoja, presentato questa mattina dagli autori all’Università LUM Jean Monnet.lampedusa_002

A Lampedusa. Affari, malaffari, rivolta e sconfitta dell’isola che voleva diventare la porta d’Europa è il racconto di chi l’immigrazione la vive in prima persona: i lampedusani che lo scorso anno si sono ribellati alla realizzazione di un altro centro di accoglienza, le istituzioni che dopo aver realizzato il secondo centro hanno dovuto smantellarlo perché abusivo e i migranti che si sono uniti alle proteste dei residenti al grido: Libertà!

È un libro che vuole fornire gli strumenti per capire cosa ci succede intorno, perché il multiculturalismo è una realtà con cui ormai bisogna fare i conti, senza cadere nella facile associazione immigrato = criminale e senza dimenticare che fino a mezzo secolo fa sono stati emigranti anche i nostri nonni.

Andando controcorrente rispetto ai media che sembra si divertano a creare allarmismi, non solo negli ultimi anni, l’immigrazione sta diminuendo, ma pare proprio che l’Italia non sia più una meta, ma solo un punto di sbarco, di passaggio: il vero obiettivo è il nord Europa, in particolare l’Inghilterra, dove forse è più facile trovare lavoro, o vedersi riconosciuti diritti che in Italia vengono considerati privilegi.

Non solo dati statistici, ma storie nate sul territorio, un intreccio di vite e di esperienze che ha cercato di ricostruire la sfaccettata realtà dell’immigrazione, di capire cosa è diventata oggi quest’isola che per anni è stata dimenticata, salvo poi ricordare che si tratta di un pezzo di Italia nel 2008, quando improvvisamente è balzata agli onori delle cronache per i continui sbarchi. Un racconto per indagare insieme a chi nella realtà di Lampedusa ci vive, perché ci è nato o perché ci è arrivato e aspetta l’occasione per rimettersi in viaggio.

Popolo di frontiera e popolo di viaggiatori, spesso lasciati soli a risolversi i propri problemi, ma non per questo inesistenti. Lampedusani e migranti, accomunati forse proprio dall’invadenza di quei confini che oggigiorno più che identità nazionale sembrano significare isolamento.

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