Martedì 23 Luglio 2019
   
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La Passione di Cristo secondo Mel Gibson

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Se ne discute all’Archeoclub con il dottor Nicola Partipilo

Si è svolto giovedì 11 aprile, alle ore 17.30 presso l’auditorium dell’Addolorata di Palazzo Monacelle, l’appuntamento a cura dell’Archeoclub che, immancabile come ogni anno, prepara i casamassimesi a vivere la Santa Pasqua con animo cristiano.

Il presidente dell’Archeoclub di Casamassima, Angelo Campanella, e Giuseppe Emilio Carelli hanno predisposto la platea intervenuta in sala alla visione dell’opera cinematografica “La Passione di Cristo”, prodotta da Mel Gibson, nel commento di Nicola Partipilo, che inevitabilmente è andato ad intrecciarsi con gli studi sulla Sindone e i suoi scritti al proposito.

Il dottor Partipilo ha condotto i presenti lungo un cammino nel processo antico fra ebraismo e lex romana. Dopo la celebrazione dell'ultima cena in compagnia dei discepoli, Gesù fu arrestato dentro il Getsemani, poco fuori Gerusalemme, con la complicità di Giuda Iscariota. In seguito, fu interrogato dalle diverse autorità politiche e religiose di allora: Anna, Caifa, il Sinedrio, Pilato, Erode. Il tribunale ebraico gli contestò un'accusa teologica, la bestemmia, per essersi equiparato a Dio. Davanti al tribunale romano, vennero formulate invece l’ipotesi di sedizione verso il popolo a non pagare i tributi, e il reato di lesa maestà per essersi proclamato re dei Giudei, motivo questo della condanna capitale emessa da Pilato, ed eseguita mediante crocifissione.

Uscita nelle sale cinematografiche nel 2004, con il divieto ai minori di 17 anni non accompagnati da un adulto, “La Passione di Cristo” incassa quasi 20 milioni di euro in Italia e quasi 612 milioni di dollari nel mondo. Il film, diretto da Mel Gibson, interamente girato in Italia, tra Matera e Cinecittà, racconta le ultime ore di vita terrena di Gesù: dalla preghiera nell’orto degli ulivi alla morte sulla croce. Ad esempio, quando Pietro, capo della Chiesa, rinnega il Signore, ricorre in vari momenti il sentimento cosiddetto dell’imbarazzo.

Il regista Mel Gibson fa un’operazione forte, puntando molto sui particolari più duri, non risparmiando allo spettatore lo scempio dei corpi. Il flagello si abbatte sul corpo del protagonista, Jim Caviezel, lacerando le carni e provocandone la fuoriuscita di sangue che imbratta i centurioni. Il calvario di Gesù, descritto in questo film, è per stomaci forti, per molti versi macabro e senza filtri. La stessa critica lo definisce "ignobile e non religioso nel suo efferato dolorismo".

Ma se da un lato il pubblico assiste ad una spietata descrizione delle torture perpetrate ai danni del Figlio di Dio, dall'altro non può fare a meno di notare la spettacolarità della fotografia, i trucchi, le interpretazioni e la tenerezza di alcune scene. Il regista stesso rivela che la scena con Gesù che giace tra le braccia di Maria dopo essere stato tirato giù dalla croce, è stata fortemente ispirata dalla famosa scultura di Michelangelo, “La pietà”.

“Non si poteva toccare il sangue perché si diventava impuri – ha narrato Partipilo nel corso della proiezione – quindi si suppone che la deposizione dall’alto della croce fu affidata a pagani o ebrei pagati. La Madonna, da ebrea, raccolse prima il sangue di Gesù durante la tortura usando un lenzuolo poiché, in base a quanto ha spiegato Partipilo, l’ebraismo sanciva che il sangue venisse sepolto insieme alle membra. “Badate – ha detto Partipilo – al respiro di maggiore o minore intensità, a seconda dell’episodio, che scandisce i tempi del film”.

Il cast è prevalentemente formato da attori di casa nostra, tra i quali spiccano i nomi di Sergio Rubino, Claudia Gerini, Sabrina Impacciatore, Rosalinda Celentano e Monica Bellucci. Girato, come abbiamo detto tra Cinecittà, la zona di Matera e inoltre Craco, un paese fantasma della Basilicata, il pubblico ascolta le performance di Rosalinda Celentano che interpreta il diavolo, di Monica Bellucci nei panni di Maria Maddalena, di Claudia Gerini e Sabrina Impacciatore rispettivamente nella parte della moglie di Pilato e della Veronica. Maria Maddalena, la moglie di Pilato e La Veronica rappresentano nelle Sacre Scritture, accanto alla Madonna, Le Pie Donne. Gli attori recitano nelle lingue dell’epoca, il latino e l’aramaico, con i sottotitoli. Le fonti di questa operazione, che vuole essere dichiaratamente filologica, sono i quattro Vangeli ma anche i diari di Anna Katharina Emmerick, una mistica tedesca vissuta tra il 1774 ed il 1824.

Il ruolo di Gesù è affidato a un attore statunitense cattolico, appunto Jim Cavaziel che, scopriamo dalle parole di Partipilo, vive sul set dure esperienze: dalla slogatura della spalla nella scena della crocifissione alla polmonite causata dalle rigide temperature a cui è esposto nell’inverno lucano. Addirittura colpito da un fulmine, viene seguito durante le riprese da un sacerdote, e nei momenti di pausa, per calarsi maggiormente nel personaggio di Gesù, recita il rosario. Jim ammette che, dopo le riprese del film, Hollywood gli ha voltato le spalle, e quella che era una promettente carriera ha subito una battuta d’arresto. “Ma lo rifarei. Questa occasione ha rafforzato la mia fede”, dichiara Cavaziel in un’intervista. Per le scene più truci, come quella in cui gli infliggono i chiodi nelle mani, o quelle in cui è in croce e non viene ripreso in primo piano, lo sostituisce un robot.

La pellicola fa discutere, oltre che per le scene di violenza e il crudo realismo, in quanto la si giudica portatrice di messaggi antisemiti. Il regista è perciò costretto ad eliminare dal copione la frase: “Questo sangue ricada su di noi e sui nostri figli”. Il film guadagna tuttavia tantissimo al botteghino. Realizzato con un budget di 30 milioni di dollari, ne riscuote in tutto 611.899.420 dollari.

Alla fine del 2016, Mel Gibson annuncia che nel 2019 dovrebbe uscire “Resurrection”. Infatti, il meritato successo registrato dal primo esperimento fa ben sperare in un sequel, ed è proprio Jim Caviezel a confessare al quotidiano USA Today che un seguito è in lavorazione. Dietro la cinepresa, ci sarà sempre Mel Gibson il quale farà riflettere sul tema della Resurrezione. A questo punto non ci resta che attendere consapevoli che, per quanto non sia facile avvicinarsi ad argomenti così tanto importanti, Gibson saprà sorprenderci ancora una volta.

Dall’incontro organizzato dall’Archeoclub, associazione che offre a soci e simpatizzanti interessanti spunti di riflessione, a fine serata si è evinto che Mel Gibson e la sua rivisitazione della passione di Cristo non sono punibili, perché la mente di ognuno è padrona di immaginare a suo modo la storia tramandata dagli apostoli. Ciò che mentre è certo, è che Gesù sia morto per noi.

Stefano Capozzo
Francesca Valentino

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