Venerdì 24 Maggio 2019
   
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Casamassima, le associazioni e gli stranieri casamassimesi

unitre casamassima (2)

Un incontro con l’Unitre per raccontare l’integrazione concreta sul nostro territorio

Raccontare l’integrazione sia dal punto di vista di chi arriva, che dall’ottica di chi accoglie: era questo lo scopo della conferenza intitolata “L’integrazione tra culture e popoli a Casamassima” che l’Unitre ha organizzato il 20 febbraio u.s., coinvolgendo il Settore Socio Culturale del Comune di Casamassima diretto dalla dott. Teresa Massaro e con la presenza del dott. Giampaolo Montanaro, le civiline del Servizio Civile Nazionale (S.C.N.) Antonella Camasta, Antonella De Pascale, Alessia Lori e Martina Moscato (progetto Isidora), Elisa Cuscito e Dalila Didonna (progetto Incipit), Il Vicinato con la presidente Isa Cristantielli e la relatrice Graziana Nanna, altre associazioni presenti e vive sul territorio.

Senza lasciarsi spaventare dalle notizie di cronaca che giungono quotidianamente, il più delle volte strumentalizzate per pura propaganda politica, ci si è concentrati sulla realtà dell’immigrazione che si vive tutti i giorni sul territorio di Casamassima, ove sono presenti molti stranieri, giunti da diverse parti del mondo: una nutrita comunità cinese, gruppi di famigliole dall’est Europa, ragazzi africani, egiziani, pachistani, albanesi. Tutti orgogliosi delle proprie radici, ma in cerca di quella integrazione che consenta loro di sentirsi parte di una comunità, senza dover rinunciare alle proprie origini.

unitre casamassima (1)

Molti gli interventi che hanno animato il dibattito, moderato dal prof. Giuseppe Emilio Carelli : l’associazione di volontariato Il Vicinato, tra le prime a Casamassima ad integrare gli stranieri nelle proprie iniziative, sia gli adulti, con i corsi di formazione per assistenti familiari, che i bambini con attività di supporto scolastico. Quando si toccano con mano queste realtà, ci si rende conto che integrare non significa solo accogliere: significa anche aprirsi agli altri, imparare da loro e lasciarsi coinvolgere senza pregiudizi, senza quel velo di diffidenza che da sempre accompagna la visione di un qualcosa che è altro da noi.

Le ragazze dei progetti Incipit e Isidora del Servizio Civile Nazionale, durante l’anno trascorso hanno avuto modo di conoscere le comunità straniere presenti sul territorio e hanno ricordato, tramite un breve excursus, la lungimiranza dei nostri padri costituenti, che già settant’anni fa nella Costituzione, parlavano di cittadini con pari dignità sociale davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali.

Parimenti, osservando i ragazzi frequentare la biblioteca e i laboratori, si è visto che quando c’è la voglia di stare insieme, conoscersi, imparare, le differenze linguistiche non sono più un limite, ma una nuova sfida: e, prendendo spunto da una relazione sentimentale tra un giovane italiano e una ragazza egiziana, hanno fornito una splendida testimonianza di confronto leggendo uno stralcio del libro Amira – Storia di una mezzosangue di Nicole Cascione.

La Fondazione “don S. Montanaro”, con l’intervento del vicepresidente prof. Pasquale Moramarco, continua a portare il proprio messaggio nelle scuole attraverso il concorso “Sulle tracce di don Sante Montanaro” ed ha potuto rendersi conto di quanto i bambini siano desiderosi di imparare e confrontarsi con altre culture. Proprio loro, che sono nati già cittadini del mondo e non hanno mai sentito il bisogno di integrarsi, o il peso di essere stranieri, perché in realtà non si sentono affatto stranieri: senza neanche rendersene conto, sono i veri portatori di una cultura universale di rispetto e tolleranza.

Infine, le testimonianze di vita vissuta: Omar, senegalese, che ad aprile inizierà il suo percorso a Casamassima con il Servizio Civile Nazionale, ha confessato che ama l’Italia e vorrebbe restarci; e Ana, rumena, in Italia dal 2002, dopo un inizio un po' turbolento, adesso è perfettamente integrata nel tessuto sociale casamassimese e contenta di aver dato questa direzione alla sua vita e alla sua famiglia.

Graziana Nanna

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