Domenica 22 Settembre 2019
   
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Matteo Radogna, quando la pasticceria diventa arte

Matteo Radogna con Davide Malizia

È figlio d'arte, essendo cresciuto in un'azienda storica casamassimese – Dolci Capricci di corso Garibaldi – ma nonostante profumi, sapori, colori e ingredienti rappresentino da sempre il suo 'pane quotidiano', non ha mai smesso di crescere e migliorarsi. Diventando adesso, a soli 32 anni, un pasticcere completo e un vero 'mago' del cake design.

Matteo Radogna

Lui è Matteo Radogna, giovane casamassimese amante della cucina, specializzato nella pasticceria. La passione – non potrebbe essere altrimenti – è nata in 'casa', ma poi Matteo ha voluto crescere e specializzarsi sempre di più.

"Mi piace dedicarmi alla pasticceria in tutte le sue espressioni – ci racconta Matteo – ma prediligo soprattutto il cake design e le cosiddette torte moderne. Mi piace studiare e comprendere qual è la stratificazione del dolce da realizzare – o meglio ancora da creare – perché ritengo che il prodotto finale debba essere sicuramente gustoso da mangiare, ma debba essere prim'ancora bello da vedere. Una buona torta, un dolce fatto bene, a mio avviso si deve cominciare a mangiare con gli occhi".

 

Da quanto tempo ti dedichi alla pasticceria?

"Ormai da diversi anni – ci dice Matteo – mentre lo scorso anno ho potuto frequentare l' 'Aroma Accademy' del maestro Davide Malizia, campione del mondo sia di pasticceria di zucchero artistico ma anche, stavolta da allenatore, della categoria juniores. Ma non dimentico neppure i maestri Gianluca Fusto e Fabrizio Donatone, campioni del mondo e chef stellati che hanno dato un contributo fondamentale alla mia formazione".

 

Come è nata questa passione?

"Innanzitutto – osserva ancora Matteo – dal fatto di essere cresciuto nell'azienda di famiglia. Poi però ho cominciato a specializzarmi nel cake design, che ho iniziato a sviluppare quasi per gioco. Il mio primo corso, di ottanta ore, l'ho seguito ad Alberobello, con il maestro Francesco Aquilino, poi è stata la volta di Azzurra Cuomo, fino a quando ho avuto modo di incontrare Davide Malizia, a Bari. Quindi sono andato a Roma, sempre per seguire Malizia, perché mi piace la sua arte e il suo puntare sui giovani. Ma tutti i maestri sono stati fondamentali per me. La pasticceria è un'arte, e come tale, va coltivata, esercitata, seguita. Mi reputo un pasticcere completo, ma assolutamente non ancora arrivato. Nel nostro campo non si smette mai di apprendere, di migliorarsi, e l'errore più grande che si possa commettere è quello di cullarsi. Sono giovane, ho ancora tanto da imparare, ed è proprio quello che voglio fare".

 

Ma come nasce una buona torta?

"Io comincio – afferma Matteo - a 'pensarla' nello stesso momento in cui mi viene commissionata. Mentre chi mi richiede la preparazione mi parla, il dolce già comincia a prendere forma nella mia mente. Segreti ce ne sono tanti, ma fondamentale è utilizzare ingredienti di qualità. Io, per esempio, non faccio mai ricorso a surrogati del cioccolato, ma utilizzo solo materie di prima qualità. Il resto lo fanno la manualità e l'arte del pasiccere. Amo il mio lavoro e voglio continuare a farlo, migliorandomi continuamente".

 

Sei dunque soddisfatto del tuo percorso?

"Molto – conclude Matteo -. Per questo sento di ringraziare con tutto il cuore mia madre, mio padre e la mia ragazza, che mi incoraggiano sempre e mi spingono a migliorarmi sempre di più".

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