Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Annalisa Monfreda presenta finalmente a Casamassima il suo primo libro

Annalisa Monfeda

Accolta come una star, ma con l’affetto e la gioia che si mostra ai propri figli quando raggiungo un importante traguardo.

Lo scorso giovedì Casamassima si è stretta intorno ad Annalisa Monfreda, direttrice dal 2013 di Donna Moderna, il femminile più venduto in Italia, e dal 2015 del settimanale Starbene.

Nel 2011 aveva vinto la prima edizione del premio Personaggio casamassimese dell’anno nella categoria cultura per la nomina a direttrice dell’edizione italiana di Cosmopolitan, il mensile femminile più diffuso al mondo con ben 60 edizioni internazionali. Per i suoi 40 anni Annalisa si è regalata la scrittura e pubblicazione di un libro, il primo di una serie ne siamo certi, dal titolo “Come se tu non fossi femmina – appunti per crescere una figlia” (ed. Mondadori).

Dal mese di aprile lo ha presentato in librerie e città importanti, il 25 ottobre ne ha finalmente parlato nella sua Casamassima, nell’Auditorium dell’Addolorata, in un evento organizzato dall’ass. I bottegai, moderato da Marilena Rodi e aperto da un momento musicale a cura di Angela Lilli, sua maestra di pianoforte, Giovanna Verna e Giulia Ingravallo con reading dell’attrice Sara Mosca.

Annalisa Monfeda

Casamassima è il posto in cui ha tracciato le prime parole nere su foglio bianco dando loro la forma di un articolo, dal giornalino delle scuole elementari fino al bimestrale ‘Il bando’, da lei fondato insieme all’Archeoclub non appena diplomata.

Il libro è una sorta di diario di bordo di un viaggio a tre in Croazia che l’autrice ha dovuto affrontare, suo malgrado, con le due sue bambine, di sei e nove anni, in automobile. Spaventata, per non dire terrorizzata, inizialmente, la mamma-guida scopre la bellezza di rivestire anche il ruolo paterno per qualche giorno, il ruolo di chi normalmente si prende dai figli il momento dello svago, dell’avventura, del gioco. Mangiando km, villaggi ed esperienze, le tre ‘piccole donne’ accorciano le distanze e si conoscono nell’intimo estrapolando da questo viaggio cinquanta lezioni di vita, utili alle bambine quando saranno adulte, ma anche all’autrice per preservare entusiasmo e libertà. Un romanzo di formazione oserei dire, pedagogico, dove però ad evolversi e maturare non è il protagonista narrato dall’infanzia all’età adulta, ma la stessa autrice, già donna, che in contatto con la spontaneità e semplicità delle sue due figlie, mette a punto sentimenti, emozioni, progetti, azioni e obiettivi.

Chi scrive ha vissuto e subito l’enormità di Annalisa giovanissima, elogiata continuamente da mia madre e additata come l’unico modello che avrei dovuto seguire passo dopo passo: pianoforte, scuola, giornalismo, università, volontariato, teatro, amore per il proprio paese, hobby, … La classica sorella maggiore, in fin dei conti abitava di fronte casa mia, da odiare, per poi amare nel segreto e seguirne i successi per capire “come si fa”.

Strade in apparenza molto diverse oggi, ma che leggendo il libro scopro identiche nell’interpretazione libera del mondo, del ruolo della donna, del lavoro, della famiglia. E infine la sua dedica “A Luna che ha la fortuna di saper seguire i mille rivoli delle sue passioni”. Grazie Annalisa, sulle tue orme non ci sono solo le tue figlie, ma tante donne che ti stimano e ammirano. Bentornata a casa Annalisa!

LUNA PASTORE

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