Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

Monumento ai Caduti casamassima

Il 4 novembre ricorre il centenario della fine della Grande Guerra

La Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate è una giornata celebrativa nazionale italiana. Istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale, è festeggiata ogni 4 novembre, data dell'entrata in vigore dell'armistizio di Villa Giusti (4 novembre 1918), e la resa dell'Impero austro-ungarico.

La celebrazione del 4 novembre è l'unica festa nazionale che abbia attraversato decenni di storia italiana: dall'età liberale, al Fascismo, all'Italia repubblicana.

Nel 1921, in occasione della celebrazione della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, il Milite Ignoto venne sepolto solennemente all'Altare della Patria a Roma.

Nel 1922, poco dopo la marcia su Roma, la festa cambiò nome in Anniversario della Vittoria, assumendo quindi una denominazione caratterizzata da un forte richiamo alla potenza militare dell'Italia, mentre dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1949, il significato della festa è tornato quello originale, ridiventando la celebrazione delle forze armate italiane e del completamento dell'Unità d'Italia. Infatti, con la vittoria nella prima guerra mondiale, l'Italia completò l'unità nazionale, iniziata con il Risorgimento, con l'annessione di Trento e Trieste, tant'è che questo conflitto è considerato la quarta guerra d'indipendenza italiana, sebbene oggi tale termine abbia perso di rilevanza, senza però scomparire.

Durante la stagione dei movimenti giovanili del Sessantotto, la festa delle forze armate è andata incontro a contestazioni di varia matrice politica. Specialmente nella seconda metà degli anni sessanta e nella prima metà degli anni settanta, in occasione del 4 novembre, il movimento radicale, gruppi dell'estrema sinistra e gruppi appartenenti al "cattolicesimo dissidente" hanno dato vita a contestazioni per chiedere il riconoscimento del diritto all'obiezione di coscienza o per attaccare in generale l'istituzione militare. Spesso, la contestazione veniva portata avanti attraverso la distribuzione di volantini o l'affissione di manifesti polemici nei confronti delle forze armate. Non di rado, i contestatori venivano perseguiti per l'offesa all'onore e al prestigio delle forze armate, e per istigazione dei militari alla disobbedienza.

Fino al 1976, il 4 novembre è stato un giorno festivo. Dal 1977, in pieno clima di austerity, a causa della riforma del calendario delle festività nazionali introdotta con la legge n. 54 del 5 marzo 1977, la ricorrenza è stata resa "festa mobile", con le celebrazioni che hanno luogo, ancora oggi, alla prima domenica di novembre.

Nel corso degli anni ottanta e novanta, la sua importanza nel novero delle festività nazionali è andata declinando ma negli anni duemila, grazie all'impulso dato dall'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che fu protagonista, all'inizio del XXI secolo, di una più generale azione di valorizzazione dei simboli patri, la festa è tornata a celebrazioni più ampie e diffuse.

In occasione del 4 novembre, e dei giorni immediatamente precedenti, le massime cariche dello Stato rendono omaggio al Milite Ignoto, la cui salma riposa presso l'Altare della Patria a Roma; si recano in visita al Sacrario di Redipuglia, dove sono custodite le salme dei 100.000 caduti italiani della prima guerra mondiale, nonché a Vittorio Veneto, dove si svolse l'ultima e risolutiva battaglia del conflitto armato fra il Regio Esercito italiano e l'esercito imperiale austro-ungarico.

È prassi che il Presidente della Repubblica Italiana e il Ministro della Difesa inviino alle forze armate italiane, il giorno della celebrazione, un messaggio di auguri e di riconoscenza a nome del Paese. Nel giorno della festa, presso il Palazzo del Quirinale, viene effettuato in forma solenne il Cambio della Guardia con il Reggimento Corazzieri e la Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a cavallo in alta uniforme. Questo rito solenne viene svolto solamente in altre due occasioni, durante le celebrazioni della Festa del Tricolore (7 gennaio) e della Festa della Repubblica Italiana (2 giugno).

Il 4 novembre viene celebrato anche in altre sedi istituzionali come Regioni, Province e Comuni. In occasione della festa delle forze armate italiane, è pratica diffusa l'apertura al pubblico delle caserme e la visita a unità navali militari. All'interno delle caserme, vengono organizzate esposizioni di armamenti e mostre riguardanti la prima guerra mondiale. Usuali sono anche le dimostrazioni sportive e le esercitazioni dimostrative dei soldati. Nelle piazze delle principali città italiane, si tengono concerti delle bande militari, così come vengono organizzate cerimonie di fronte ai Monumenti ai Caduti che sono presenti nei Comuni italiani, tra cui vi è anche Casamassima.

 

IL PROGRAMMA DELLA CERIMONIA

Ore 9.45 Ritrovo presso la scuola G.Marconi (Largo Fiera) con gli studenti di ogni ordine e grado delle scuole di Casamassima.

Ore 10.00 Arrivo della Fanfara, formazione del corteo, che percorre Via G. Marconi, Piazza Aldo Moro, C.so Umberto I, Largo Lago, Piazza Plebiscito, C.so Garibaldi, C.so V. Emanuele fino a raggiungere il Comando di Polizia Locale.

Ore 10.45 Riunione di tutti i partecipanti presso il Comando di Polizia Locale.

Ore 11.00 Aggregazione alla Fanfara per il trasferimento presso la Chiesa Madre con il seguente ordine: Fanfara; Scolaresche; Corone; Bandiere; Bandiera A. N. S. I; Bandiera A. N. C; Labaro A. A. A; Bandiera Combattenti e Reduci; Gonfalone Comune; Autorità civili, religiose e militari.

Ore 11.30 Celebrazione Santa Messa (lettura della Preghiera dei Combattenti e Reduci).

Ore 12.15 Al termine della Santa Messa, il corteo, nello stesso ordine assunto durante il trasferimento in chiesa, si sposta presso il Monumento ai Caduti per la deposizione delle corone. Il Sindaco e il Presidente dell’associazione Comabattenti e Reduci sostano mentre le corone vengono posizionate al centro dello schieramento. Lentamente, le corone vengono portate verso il monumento, seguite dal Sindaco e dal presidente dell’associazione Combattenti e Reduci, che giunti a circa tre metri dallo stesso Monumento ai Caduti si fermano in attesa della sistemazione delle corone ai piedi del monumento. I militari se armati presentano le armi, se non armati assumano la posizione di attenti. Il Sindaco depone le corone, rendendo onore ai caduti. Il trombettiere esegue tre squilli di tromba ed il Silenzio d’ordinanza. Il coro dell’Unitre canta l’Inno di Mameli. Al termine, il Sindaco e il Presidente dell’associazione Combattenti e Reduci raggiungono le restanti autorità. Il parroco, don Carlo Lattarulo, benedice le corone. Lettura della Preghiera ai Caduti.

Ore 12.30 Allocuzione delle Autorità civili, religiose e militari.

Ore 12.50 Fine della cerimonia. Il corteo ritorna al Comando di Polizia Locale sulle note del Piave.

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