Mercoledì 19 Settembre 2018
   
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San Rocco, raccontati settant'anni di Festa

Grande. La processione di San Rocco del 2013 (foto archivio Onofrio Mancini)

Il culto nel libro di Onofrio Mancini. Anche una mostra a palazzo Accadia

Si intitola “San Rocco. 70 anni di festa a Casamassima dal 1946 al 2016” l’ultimo lavoro di Onofrio Mancini. Un catalogo, frutto delle ricerche dell’autore, che ha raccolto nel tempo materiali inerenti ai festeggiamenti dedicati a Rocco da Montpellier, è quanto è stato pubblicato nel settembre del 2017 da Levante Editore. Onofrio descrive, attraverso l’uso di locandine, ritagli di giornale, foto e cimeli, i suoni e gli eventi che, a partire dal secondo dopoguerra e fino ai giorni nostri, hanno animato l’appuntamento più importante, ed anche più atteso, della fine dell’estate casamassimese. Le bande, gli spettacoli pirotecnici, il luna park e le luminarie, oltre alle tante manifestazioni concomitanti quando, durante la festa patronale di San Rocco, emozionanti trofei impegnavano gli sportivi, estemporanee di pittura coloravano il paese, cittadini e forestieri affollavano il centro per assistere con il naso all’insù al lancio della mongolfiera artistica, oppure aspettare «il cantante», in occasione della sagra dell’uva che chiudeva la solennità del Taumaturgo.

storia di san rocco Mancini

Onofrio Mancini arriva al cuore dei conterranei più nostalgici citando nel testo le esibizioni di Claudio Villa, Albano, Mino Reitano e Orietta Berti, che calcarono il palcoscenico di piazza Aldo Moro tra il 1972 e il 1978. Centociquantacinque pagine di storia che narrano la vita del Pellegrino, e in cui è possibile ammirare le stampe originali dei manifesti della festa dal 1946 ad oggi. I cartelloni di ogni edizione sono corredati da immagini e da una scheda informativa contenente i nomi delle persone coinvolte nell’organizzazione, quali sindaci, parroci e componenti del comitato. Il volume “San Rocco. 70 anni di festa a Casamassima dal 1946 al 2016” gode del patrocinio del Comune di Casamassima, della Pro Loco e del Comitato Festa di San Rocco. Onofrio Mancini parla di antichi sapori e costumi.

“Ci si alzava di buon mattino - racconta Mancini nell’opera - per preparare le due portate principali del pranzo dominicale: u chenigghie chìene e la fecazze de patane . Una volta pronti, i tegami, con dentro le focacce e il coniglio rigorosamente posto cìambe all’arie, venivano portati a mano dalle donne presso il forno di fiducia per la cottura a legna, giusto in tempo per recarsi alla processione di mezzogiorno. Secondo un’usanza tramandata nei decenni, la statua è preceduta da un gruppo di fedeli scalzi che portano faticosamente in processione grossi ceri, simbolo della gratitudine per una grazia ricevuta. Fortunatamente, la tradizione sta riprendendo piede grazie alla presenza di nuovi giovani fedeli che affiancano gli anziani storici portatori”.

Ricordiamo ai lettori che proprio in questi giorni Palazzo Accadia ospita la rassegna “I ceri a San Rocco” sempre a cura di Onofrio Mancini. In mostra, 38 fotografie a colori, scattate a partire dal 1976 e appartenenti all’archivio di Onofrio Mancini, che catturano le figure di San Rocco e le preghiere impresse sulle grandi candele. L’esposizione, visitabile dalle 18.30 alle 20.30, resterà aperta al pubblico sino all’11 settembre.

 

Chi è Onofrio Mancini.

Onofrio Mancini nasce a Casamassima il 27 gennaio 1941. All’età di 17 anni, si arruola nell’Esercito Italiano. Il suo lavoro lo porta a prestare servizio in varie città d’Italia e degli Stati Uniti. Dal 1963 al 1968 insegna presso la Scuola Tecnici Elettronici di Artiglieria Contraerei a Roma - Cecchignola. Nel 1969, viene assegnato al 1° Gruppo del 4° Reggimento Artiglieria Contraerei di stanza a Ravenna, dove rimane in servizio fino al collocamento in ausiliaria con il grado di Maresciallo Maggiore Aiutante.

Coltiva da sempre l’interesse per la fotografia. Ottiene il diploma di fotografo rilasciato dal Centro Regionale Emilia Romagna Albe Steiner. Fa parte del primo nucleo di fotografi che costituiscono a Ravenna un gruppo che si occupa di documentare aspetti di vita sociale e di cultura popolare. Molte sue foto sono pubblicate su libri, riviste e quotidiani. Stampa di persona i suoi negativi con attenzione critica. Utilizza la fotografia come un medium, che gli permette sì di dare testimonianza di un evento, ma soprattutto che attesta la sua partecipazione culturale ed emotiva all’evento stesso. Quindi, la sua soggettività è stimolata dalla realtà oggettiva, della quale lui offre un’interpretazione e una visione del tutto personali.

Dai suoi lavori fotografici, scaturiscono alcune pubblicazioni. Nel 1997, esce “Festa di San Rocco a Casamassima: 50 anni di manifesti”, al quale fa seguito alcuni anni dopo “Uomo Soldato nella Grande Guerra, mentre nel 2003 “La Settimana Santa in Puglia”. E ancora, “Itinerari Pugliesi” e “Terra di Puglia”.

Appassionato di vari generi musicali come ad esempio la lirica, il balletto e il jazz, dopo aver frequentato con successo il corso di orientamento bandistico sezione trombe - tromboni organizzato dalla Banda Musicale Cittadina per conto della Regione Emilia Romagna, nel 1985 ne entra a far parte. Viene eletto alla carica di Presidente Legale dell’orchestra, e successivamente riconfermato sino all’anno 2015.

E’ insignito delle seguenti onorificenze: Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, Medaglia Mauriziana, Croce d’oro con stelletta per anzianità di servizio. Socio fondatore dell’associazione europea “Amici di San Rocco”.

FRANCESCA VALENTINO

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