Venerdì 17 Agosto 2018
   
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Madonna del Carmine, si avvicina la festa

Madonna del Carmine Casamassima

Le origini dell'appuntamento tra storia, leggenda e tradizione

A seguito della battaglia combattuta nella piana cosiddetta di Pacifico tra i soldati legittimisti e sanfedisti e le truppe francesi, che si erano distinte per le violenze, i massacri e i saccheggi nei paesi limitrofi, la mattina del 5 aprile 1799 quest’ultime si apprestavano ad entrare anche in Casamassima, guidate dal generale Jean Baptiste Broussier.

Gli invasori incontrarono, a circa un miglio fuori dall’abitato, “sulla gran via che mena a Bari”, una contadina seduta su una pietra dalla forma circolare, la peta tonn. Il monolite, a cui il culto casamassimese attribuisce dunque un significato ben maggiore di un semplice sasso o di una vecchia macina di mulino, come lo identificano alcuni, rappresenta secondo altri studiosi invece una scoperta dall’importante valore archeologico. La pietra tonda, dalle dimensioni di 100 centimetri di diametro e 80 di spessore, apparterebbe infatti alla famiglia dei reperti di epoca romana, denominati limites, ossia un segnacolo dell’antica centuratio. Pietra Tonda

La pietra, dopo essere stata rimossa dal luogo d’origine, l’incastro di un muretto a secco situato in via Bari, venne ricollocata al proprio posto il 16 luglio del 2014, in occasione di una delle tre giornate dei festeggiamenti estivi, che le autorità religiose, il Comitato Feste Patronali e la Confraternita del Purgatorio organizzano in onore di Maria Vergine del Monte Carmelo. Il monolite fu provvisoriamente posizionato sul sagrato della Chiesa del Purgatorio, nel 2013. Il ritorno in paese si attuò grazie all’intervento di due imprese del luogo: Metal Infissi dei fratelli Salamina e Cantina Lattavino, considerato il fatto che il masso era rimasto depositato in un’azienda, in via Turi.

La leggenda narra che Broussier chiese alla donna se quella terra in lontananza fosse Casamassima, ma lei indicò un diverso percorso, preservando così il paese dalla crudeltà dell’esercito. Il 12 aprile, le truppe francesi transitarono nuovamente per Casamassima e ancora una volta la popolazione, colta dal panico, si rifugiò nelle campagne ed in chiesa. Il giorno seguente, Broussier, passando davanti alla Chiesa del Purgatorio, fu incuriosito dalla folla, si avvicinò alla porta d’ingresso senza però entrare perché era ateo e giacobino, ed enorme fu lo stupore quando guardò verso l’altare. La contadina che il 5 aprile lo aveva indirizzato per altra strada, altri non era che la Madonna che il popolo stava implorando. Raccontato il fatto ai presenti, domandò di aprire la nicchia in cui si trovava l’icona e, tolta dalla divisa la sua più alta onorificenza, la appuntò sul petto della statua dove è tuttora visibile. Quindi, montò a cavallo, e andò via non nuocendo minimamente a Casamassima.

La statua, che era stata vista sudare e scostare il velo, fu portata nel Monastero di Santa Chiara, ove venne constatato che la camicia della Vergine era bagnata. L’incredulità aumentò nei giorni a seguire, allorquando le truppe francesi si accamparono sulla piana di Padulo, e dopo aver pernottato, abbandonarono il posto senza infierire contro alcuno, provocare danni alle cose, né chiedere ducati d’oro e vettovagliamenti ai Governatori.

A 219 anni dall’apparizione, la comunità, profondamente legata alla tradizione, continua ancora a commemorare l’evento con una celebrazione eucaristica presso la stessa Chiesa del Purgatorio in piazza Aldo Moro il 5 aprile di ogni anno.

È dal luglio successivo al miracolo, che si volle dare inizio ai solenni festeggiamenti. La spinta popolare indusse il sindaco a convocare il Pubblico Parlamento allo scopo di approvare una deliberazione che eleggesse la S.S. Maria del Carmelo a Protettrice di Casamassima. La delibera sanciva che si dovesse contribuire alla festività con una somma di pubblico denaro. Il provvedimento fu realizzato il 14 luglio. Dal 1803, fu statuito di onorare la Vergine del Carmelo tramite la consegna delle chiavi del borgo nel giorno della solenne festività ad opera del sindaco. Da allora, questa caratteristica usanza richiama e raduna la cittadinanza.

Durante la processione del mezzogiorno, prima che la Sacra Immagine entri nel borgo antico da Porta Orologio, il primo cittadino appone alla Madonna le chiavi del paese. La festa si svolge nell’ultima settimana di luglio in data non fissa con fuochi pirotecnici, luminarie e la partecipazione di complessi bandistici, che si esibiscono in performance di musica lirico - sinfonica.

FRANCESCA VALENTINO

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