Martedì 21 Novembre 2017
   
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“Oltreognitabù”: dopo la pausa estiva, il cineforum riprenderà a settembre

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Sono anche i cineforum ad animare questa prima parte di estate casamassimese, un periodo in cui, come ogni anno, le proiezioni cinematografiche (all’aperto) si attestano in alto nell’indice di gradimento dei nostri concittadini tra le iniziative atte ad allietare le calde serate e a generare aggregazione sociale. Ma questo progetto, denominato “Oltreognitabù: per una nuova cultura della disabilità”, vuole andare oltre, vuole intrattenere, certo, ma anche sfidare la mentalità comune, che porta a provare compassione verso le persone disabili e a far sì che ciascuno non guardi al di là del proprio naso, scoprendo, oltre le apparenze, “individui ricchi di un’umanità e di sentimenti profondissimi”.

 

Dialogare e riflettere sui temi dell’affettività, della sessualità e del lavoro, riferiti alle persone diversabili, è dunque lo scopo del cineforum organizzato da “Comunione è vita – Caritas”, associazione del territorio che quest’anno ha deciso di improntare le proprie attività sull’analisi da un lato del disagio infantile e adolescenziale (sul quale si sono recentemente svolte tre iniziative: il seminario “Ars Pueri: 10 anni di esperienza a Casamassima”, il convegno internazionale “Il bene e il male nell’Ars Pueri” e la proiezione di cortometraggi realizzati da ragazzi dal titolo “Amore sano e amore malato nell’adolescenza”), dall’altro dei tabù riguardanti i rapporti affettivi fra e con le persone disabili e delle possibilità di inserimento lavorativo per queste ultime.

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Il primo appuntamento, svoltosi sul sagrato della chiesa Madre lo scorso 23 giugno e conclusosi solo verso mezzanotte, si è caratterizzato per la visione del film “Perdiamoci di vista”, diretto da Carlo Verdone e con protagonisti lo stesso regista e Asia Argento. Nel film Gepy Fuxas è un noto conduttore televisivo che nei suoi programmi sfrutta il dolore del prossimo, sino a quando una spettatrice paraplegica, Arianna, lo sbugiarda in diretta. Da quel momento la vita di Gepy cambierà, il suo futuro sarà incerto e il suo rapporto con Arianna diventerà amore.Perdiamoci di vista” racconta con pudore ed efficacia la disabilità, in una commedia toccante, in grado di trattare un tema delicato, alternando momenti di ironia e drammaticità.

 

Ma la serata si è arricchita soprattutto della presenza di Francesco Canale, in arte anima blu, pittore, scultore, autore teatrale e musicale. Francesco è un giovane focomelico: ha una grave malformazione congenita agli arti superiori e inferiori tale per cui risulta privo di braccia e gambe. Per questo vive una vita apparentemente difficile, senza alcuna possibilità motoria e come membro dell’associazione mondiale dei pittori dipingenti con la bocca. “Mi chiedete – ha asserito nel corso del suo lungo intervento il pittore Canale – se nella mia vita ho dei momenti di debolezza. Di certo non posso dirvi che nascere senza braccia e senza gambe sia una figata pazzesca. Incontro tante difficoltà tutti i giorni. Ci sono cose che non posso fare, sia per la mia condizione fisica, sia per la stupidaggine dell’essere umano, che crea barriere architettoniche e non solo di tipo strutturale. Ma cerco di pensare positivo: non c’è nulla di insuperabile. Basta impegnarsi. Se proprio non riesco a fare qualcosa, cerco la soluzione grazie all’aiuto di mia moglie e della mia famiglia”.

 

Quello di Francesco Canale, artista poliedrico nonostante la malformazione con cui è nato, è stato un vero inno alla vita. Durante l’incontro, ha lanciato messaggi che hanno colpito cuore e mente dei presenti. “La diversità – ha dichiarato l’anima blu – è insita nella natura. Siamo tutti diversi, unici e irripetibili. Nessuno è uguale all’altro. Ma questa diversità è una risorsa, che ognuno di noi dovrebbe sfruttare. Nascendo, abbiamo la possibilità di vivere o di sopravvivere. Io ho deciso di vivere la vita, cogliendo ogni attimo che mi riserva e di non essere vittima e prigioniero di me stesso o della mia condizione fisica”.

 

Usando l’ironia, mista ad acute osservazioni e profonde riflessioni sul senso della vita, Francesco Canale ha raccontato ai presenti il suo modo di interpretare una vita ‘diversa’, che vive da protagonista e mai banale. “Sin da quando ero bambino – ha raccontato – ho cercato di cimentarmi nelle stesse attività dei miei coetanei. Quando ho imparato a scrivere usando la bocca mi si è aperto un universo davanti. Ho praticato tutti i giochi possibili. Anche il calcio. Potrà sembrare paradossale, ma a me piaceva fare il portiere. Grazie a questo mio modo di concepire la vita, sono riuscito a trasformare un’esistenza considerata persa in partenza in qualcosa di unico e meraviglioso”.

 

Trapiantato a Lecce, dove ha sposato Cinzia, dopo aver vissuto in Piemonte, l’ospite della serata ha parlato anche della sua famiglia naturale, che lo ha abbandonato alla nascita: “Non li odio. Hanno commesso un errore, gravissimo, di cui sono pentiti, ma in un certo senso li capisco”. Poi ha raccontato dell’amore che ha ricevuto dalla famiglia che lo ha adottato quando aveva 40 giorni e delle sue capacità nei campi della pittura, della musica e della scrittura, dell’amore verso sua moglie Cinzia, del forte e profondo rapporto che li lega, lasciando letteralmente incollato alla sedia un pubblico sempre attento e partecipe.

 

“Sono molto soddisfatta della serata”, ha affermato in chiusura ai nostri microfoni Rosanna Selvaggi, presidente di “Comunione è vita”. “In alcuni momenti all’inizio – ha spiegato – non ho retto emotivamente nell’ascoltare la storia di Francesco, ma dopo un po’ la situazione si è ribaltata perché ha inaspettatamente cominciato a trasmetterci forza e gioia di vivere. Ho avuto la sensazione che fossimo noi, i cosiddetti ‘normali’, a essere in condizione di disabilità per i tanti problemi, le ansie e le rigidità che ci contraddistinguono. Le difficoltà che incontra Francesco sono davvero tante però per lui rappresentano una sfida continua, che affronta con tanta serenità perché felice di vivere, nonostante tutto. Cinzia, sua moglie da 10 anni, è una donna forte e coraggiosa, che ha affrontato con perseveranza le barriere mentali di chi le stava intorno, sfidando il punto di vista di chi non accetta la diversità. Oggi questa donna accompagna l’artista nei suoi continui spostamenti finalizzati all’incontrare i giovani nelle scuole e la gente comune per diffondere il suo messaggio. In seguito all’evento ho anche avuto il piacere di accompagnare i due nel nostro centro storico affinché scoprissero un po’ della nostra storia e ho potuto conoscere i progetti che hanno in mente. Sicuramente torneranno a farci visita per far sì che Francesco ci accompagni nel mondo dell’arte e della pittura, facendoci vivere le emozioni che si provano a dipingere con la bocca”.

 

Le prossime due delle tre date totali dedicate al cineforum “Oltreognitabù” avranno luogo rispettivamente il 21 settebre con la proiezione di “The session – Gli incontri” alla presenza del sessuologo Massimo Laforgia e il 19 ottobre con la visione di “Si può fare” con ospite il responsabile dell’Ufficio collocamento disabili della provincia di Bari Antonio Mele, entrambe le volte alle 18.30 presso l’auditorium dell’Addolorata, sempre a Casamassima.

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