Venerdì 24 Novembre 2017
   
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“Sulle tracce di don Sante”: ex aequo al concorso per le scuole casamassimesi

Premiazione 14

 

Una chiusura perfettamente in linea con l’impegno, la dedizione e la passione sempre dimostrati dalle scuole del territorio quella che ha visto protagonisti, all’unisono, alunni e docenti di “Marconi”, “Rodari” e “Majorana” lo scorso mercoledì 31 maggio, quando, nella palestra della scuola elementare “G. Marconi” ha avuto luogo la fase conclusiva del concorso “Sulle tracce di don Sante”, ideato e realizzato da Elena Maria Valentino, in collaborazione con Peppino Carelli e Mario De Matteo.

Il concorso in questione, promosso dalla locale fondazione dedicata al monsignore, è stato rivolto ai giovani e in particolare alle scuole del territorio di ogni ordine e grado e si è posto l’obiettivo di far conoscere alle nuove generazioni, per mezzo di un percorso storico-culturale, la figura di don Sante Montanaro e l’impegno da lui profuso, sia in Italia che a Casamassima, in particolare in favore dei giovani.

Classe 1916, nel 1972 don Sante ricoprì infatti il ruolo di assistente ecclesiastico presso la Primaria associazione cattolica artistica-operaia, nel cui ambito organizzò nove seminari di studi dal tema “Cultura e società”, insieme a numerosi corsi post-universitari nei settori delle lettere, delle scienze e delle arti, frequentati all'anno da 400 ragazzi neolaureati, mentre dal 1993 al 2000 lo stesso si fece promotore a Casamassima, suo paese natio, di ben otto estemporanee e rassegne di arte, nelle quelle furono esposti i lavori di centinaia di artisti, la maggior parte dei quali giovani.

 

Articolato in sezioni di prosa, poetica, arte visiva ed elaborazione multimediale, il concorso dedicato a don Sante aveva chiamato a raccolta tutti gli studenti del territorio affinché ideassero opere (racconti brevi, ricerche, relazioni, dialoghi, poesie in italiano o in vernacolo con relativa traduzione, disegni, pitture, sculture, fotografie, installazioni, ipertesti o video) a lui ispirate, il tutto prendendo spunto da un’uscita didattica in paese comprendente la visita dello storico Palazzo Monacelle a cura di Rosa Rizzi (tra libri e quadri, lascito di don Sante) e il giro nel centro storico in compagnia della guida Gianni De Tommaso.

 

Tra i lavori pervenuti, in seconda battuta, una giuria composta da Nica Ferri, Pasquale Moramarco, Elena Maria Valentino, Peppino Carelli, Mario De Matteo e Marilena Rodi avrebbe dovuto formulare una vera e propria graduatoria, decretando la classe, o la scuola, vincitrice. Ma così non è stato, perché la fondazione, colpita dalla bellezza e dall’originalità dei lavori realizzati, ha deciso di premiare tutte le opere in gara, che sono state esposte in una mostra allestita proprio in occasione della cerimonia di premiazione. Di seguito la descrizione completa dei prodotti artistici presentati al concorso, per i quali le tre scuole sono state omaggiate con un video proiettore munito di telo e usb.

 

FRANCESCA DELL’AIA

 

Foto: Associazione “A. C. Photographers”

 

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Scuola primaria “G. Marconi”

Le classi V C, D ed E, coadiuvate dalle insegnanti Alessandra Morgese e Cherubina Spinelli, hanno realizzato un Lapbook e un Calendario tematico. Nel grande libro tridimensionale, costruito con ammirevole creatività, i ragazzi hanno racchiuso, nei diversi ‘cassetti’, gli aspetti della figura di don Sante che più li hanno colpiti, con produzioni personali che vanno dai disegni alla poesia e attraverso l’inserimento di documenti inediti. Nel corso dei dodici mesi del calendario, invece, si è cercato di intessere la lunga vita di don Sante, spesa tra arte, territorio, chiesa, famiglia, cultura e storia, senza tralasciare la sua autentica passione per Casamassima. Per la produzione di queste opere alunni e maestre sono stati assistiti da Peppino Carelli e Angelo Campanella, che sono intervenuti nei progetti in questione per integrare informazioni e raccontare aneddoti su don Sante, che con loro aveva collaborato in occasione dell’organizzazione di estemporanee di pittura.

Scuola primaria “G. Rodari”

I bambini delle classi IV A, B e C, coadiuvati dalla referente Giuliana Colacicco e dagli altri maestri coinvolti (Angela Di Donna, Elorina Damiani, Tiziana Antonacci, Dominga Racanelli, Annamaria Cristofaro, Domenico Valerio e Emilia Loperfido, Angela Plantone), hanno partecipato al concorso con la consapevolezza che la cultura forma la persona e l’animo umano. Infatti, sull’esempio di don Sante, amante e mecenate della cultura in tutte le sue forme, i bambini sono stati guidati all’analisi di tutte le espressioni culturali d’arte e letteratura. Per incidere maggiormente con le attività curricolari svolte a scuola, i docenti hanno incrociato i contenuti disciplinari di storia, arte e immagine, musica e italiano con la tematica del progetto, che ha fatto da sfondo integratore. Gli alunni hanno realizzato un libro cartonato sfogliabile, partendo dall’esperienza fatta durante il sopralluogo avvenuto in data 29 marzo, analizzando le tre tematiche importanti riguardanti la figura di don Sante Montanaro, quali la pinacoteca e il suo significato, la biblioteca, partendo dalla prima biblioteca della storia, cioè  quella di Ninive, nel regno di Assur, confrontandola con quella di don Sante presso Palazzo Monacelle, passando poi all’analisi della figura di Caio Cilnio Mecenate, protettore nell’antica Roma di giovani poeti. Infine hanno analizzato la figura di don Sante, che ha reso, rende e renderà sempre Casamassima fiera. In seguito è stato realizzato anche un power point sulle tematiche affrontate.

Istituto alberghiero “E. Majorana” – Sede di Casamassima

Il quadro “Don Sante: un pesce rosso nella storia dei tempi”, realizzato da due studenti della I A, Claudio Brescia e Loryta Fiermonte, coadiuvati dalle docenti Francesca Dell’Aia e Maria Teresa Fatone, raffigura don Sante Montanaro, un fonte battesimale e un pesciolino rosso e riporta la poesia scritta dai due succitati alunni in onore del monsignore. L’immagine di don Sante si configura come una rivisitazione in chiave pop art di un ritratto di Tommaso Fiermonte, nonno di Loryta e artista casamassimese da lui tanto apprezzato. Nel quadro alla figura del monsignore, incollata su tela con la tecnica del decoupage, è stata affiancata l’immagine di un pesciolino rosso che si sta tuffando in un fonte battesimale dipinto a tempera, simbolo di purezza e spiritualità, per richiamare Papa Pio XII, che definì don Sante “un pesce rosso nell’acqua santa”. Non a caso il pesciolino assume le sembianze di Nemo, il protagonista curioso e pieno di vita di un contemporaneo film d’animazione per bambini e ragazzi, per mettere in risalto, in chiave rivisitata, quanto il monsignore fosse vicino ai giovani e li sostenesse, anche nei suoi ultimi anni di vita.

 

Il brano “Don Sante Trap”, ideato dallo studente Leonardo Sanna della I A, coadiuvato dalle docenti Francesca Dell’Aia e Maria Teresa Fatone, si configura invece come una rivisitazione, in chiave contemporanea, per lo stile musicale utilizzato, il ‘Trap’, della figura di don Sante, il tutto ‘mixando’ i contenuti espressi dal monsignore durante un discorso svoltosi pochi anni prima della sua morte nel corso di un evento avente luogo a Casamassima. Tale dialogo con la cittadinanza è stato registrato e reso oggi fruibile all’alunno grazie alla gentile concessione del baritono casamassimese Pietro Barbieri. La canzone, che ha l’obiettivo principale di avvicinare il più possibile la figura di don Sante e i messaggi di grande valore etico di cui si è fatto portatore alle giovani generazioni, presenta un ritornello dal contenuto emblematico ed evocativo della sua persona e del suo operato: “Io amo Casamassima!”.

Infine, l’ispirazione alla creazione de “Il gioco delle ‘Sante’ torri”, realizzato dagli studenti della I E, coadiuvati dai docenti Maria Teresa Fatone, Michele Lombardi e Tiziana Susca, è scaturita dalla volontà di rivivere il percorso intrapreso la mattina della visita nel centro storico di Casamassima attraverso “A spasso con don Sante” con il noto e intramontabile “Gioco dell’oca”, sulla base di un idea del professor Francesco Gentile. Al posto dell’oca, è stato scelto come simbolo del gioco la torre, essendo lo stendardo del paese di Casamassima, un tempo circondata da ben 33 torri. L’aggettivo ‘Sante’ aggiunto nel titolo del gioco ha un doppio significato: vuol essere un omaggio a don Sante Montanaro, che con la fondazione a lui dedicata ha permesso che i ragazzi si arricchissero di un’esperienza culturale legata al territorio di Casamassima, ma si riferisce anche al fatto che lo stesso comune fu una piazza d’armi importante nell’epoca delle crociate in Terra Santa. Seguendo la cronologia dei luoghi visitati, nelle caselle del gioco sono stati inseriti gli elaborati degli studenti: disegni, acquerelli e fotografie interpretate con il programma di fotoritocco Adobe Photoshop, tutti raffiguranti monumenti, scorci del centro storico, alcune opere della collezione “don Sante Montanaro”, che i ragazzi hanno potuto osservare nella biblioteca di Palazzo Monacelle, ma anche alcuni elementi della tradizione casamassimese, come le case azzurre, le Pupe della Quarantana e la Pentolaccia. Questo lavoro non solo ha permesso di creare un gioco divertente, che avvicina con leggerezza piccoli e grandi alla conoscenza di Casamassima e dell’opera di don Sante Montanaro, ma ha rappresentato anche un’importante occasione di socializzazione per i ragazzi, che hanno potuto così scoprire insieme e valorizzare talenti tra di loro nel campo dell’arte (poesia, pittura, fotografia, scultura), proprio come don Sante ci ha sempre insegnato a fare. Un ultimo e non trascurabile aspetto della realizzazione del progetto è stata l’inclusione scolastica, per il coinvolgimento attivo, nelle varie fasi di lavoro, di ragazzi con bisogni educativi speciali. 

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