Mercoledì 18 Settembre 2019
   
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Ricordare il passato per comprendere il presente e progettare il futuro

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La piccola sede di via Monti dell’associazione nazionale ‘Combattenti e reduci’ non bastava lo scorso giovedì a raccogliere l’ingombro della storia, di una tragedia resa ancora più grande da decenni di negazionismo e oblio. Gli internati militari italiani, ossia i 700mila soldati italiani che furono rastrellati in tutte le regioni e resi prigionieri nei campi tedeschi all’indomani dell’Armistizio dell’8 settembre 1943, sono stati riconosciuti vittime di guerra e risarciti solo cinquant’anni dopo la fine del conflitto, quando molti di loro erano già morti di vecchiaia.

 

Sono loro i protagonisti della mostra internazionale itinerante “Dialogo con la memoria”, in anteprima nazionale dopo aver solcato il terreno tedesco lo scorso novembre. Preziosi documenti, la corrispondenza dagli Stammlager, dai campi di lavoro, le piastrine dei prigionieri di guerra e i messaggi della Croce Rossa Italiana, Vitoronzo Pastore espone parte della sua collezione relativa agli internati provenienti da tutta Italia e chiama a dialogare sul tema chi scrive e Francesca Dell’Aia per la redazione Casamassimaweb - La Voce del Paese, Pina Catino, presidente del Club per l’Unesco di Bisceglie, Giuseppe Emilio Carelli e Vito De Tommaso, ex docenti ed ex sindaci.

 

Il nostro giornale segue da anni il collezionista casamassimese nelle presentazioni dei suoi testi, nelle mostre e nei numerosi premi che riceve quasi mensilmente, e l’ha seguito anche a Berlino nel novembre 2016, come ha ricordato Francesca Dell'Aia nel pomeriggio inaugurale, quando, su invito diretto del Ministero degli Esteri tedesco, Vitoronzo ha inviato oltralpe alcune scansioni di una parte del suo vasto materiale relativo agli internati militari italiani. In particolare sono stati scelti per la mostra tedesca intitolata “Tra più fuochi” alcuni pizzini, messaggi inviati dai prigionieri alle famiglie prima di abbandonare l’Italia.

Cosa può significare la privazione della libertà e, con essa, la brutalità della guerra? Carelli ha invitato a riflettere sulla lontananza forzata dalla patria, dalla propria casa e dagli affetti familiari, portando anche la propria esperienza e recitando due suoi componimenti poetici dialettali, il primo dedicato alla piazza di Casamassima e il secondo alla Grande guerra.

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Vito De Tommaso ha sottolineato invece l’importanza di tener alto il valore della memoria perpetuandola alle presenti e future generazioni. Ha portato la sua esperienza quarantennale come docente di storia, sempre molto attento a raccontare il passato tenendo vivo il ricordo degli eventi drammatici della nostra storia, ponendoli in relazione con quanto di drammatico accade ancora nel presente in tutto il mondo, il tutto per seminare una cultura della consapevolezza.

Anche il sindaco Vito Cessa ha voluto ringraziare Vitoronzo per la sua capacità di rendere viva e vicina la storia grazie alla sua collezione che narra di personaggi reali con le loro paure e sentimenti.

Infine, assai interessante è risultato l’intervento di Pina Catino, presidente del Club per l’Unesco di Bisceglie che da diverso tempo sostiene le attività di Vitoronzo riconoscendone il grande valore in termini di invito alla tolleranza e alla cooperazione. La dottoressa Catino ha rammentato i fondamentali diritti umani precisando che ogni diritto nasce da un dovere e che se ciascuno di noi assolvesse ai propri doveri, tutti i diritti sarebbero facilmente garantiti.

 

La mostra, a cura delle sezioni casamassimesi delle associazioni nazionali ‘Combattenti e reduci’ e ‘Sottufficiali d’Italia’, ha il patrocinio morale, oltre che del Club per l’Unesco di Bisceglie, anche dell’Accademia “Italia in Arte nel Mondo” e dell’Archeoclub d’Italia Onlus sede di Bisceglie.

 

L’esposizione, visitabile gratuitamente ancora fino al 6 maggio tutti i giorni dalle 16.30 alle 18.30, nei prossimi mesi viaggerà in alcune importanti città portando con sé il carico di storia e il nome di Casamassima. Chi volesse prenotare una visita collettiva o individuale, anche per associazioni e scuole, è possibile contattare il numero. 347 5905224.

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