Sabato 15 Giugno 2019
   
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GRANDI INCONTRI PER LA REDAZIONE DELLA MARCONI

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Per celebrare la conclusione di un’esperienza come Il giornalino dei ragazzi, che ha sorpreso ed entusiasmato alunni e insegnanti, venerdì 4 giugno il primo circolo didattico “Marconi” ha organizzato un incontro con Annalisa Monfreda, direttrice di Geo, e Giovanni Spinelli, scrittore e giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno.

Presentata dalla dirigente scolastica Rita Rosaria Gagliardi, dalle maestre responsabili del progetto, Mariantonietta Natuzzi e Paola Susca Bonerba, applaudita dagli alunni, dai genitori, e dalle redattrici degli scorsi anni ora alle medie, la redazione ha ricevuto i diplomi di merito e ha potuto chiacchierare con gli ospiti su cosa significa essere un giornalista e sul mestiere di scrivere.

Un lavoro che non scegli, piuttosto sembra che sia lui a sceglier te: un lavoro che va affrontato con una passione che quasi sempre è innata e che ti guida nel percorso anche quando la meta sembra lontana. In realtà difficile davvero non lo è mai, perché se si ha la vocazione, se si crede nella storie che si raccontano, se si vuol fare arrivare ai lettori le emozioni e le sensazioni vissute in prima persona, allora la mano va da sola e non ci si stanca mai di scrivere.

Se si riesce ad affrontarlo in questo modo diventa un’esperienza bellissima, un sistema per tirar fuori qualcosa di importante e comunicarlo, un mezzo per entrare in contatto con realtà e gente diversa e prendere da ogni situazione esperienze che possono solo arricchire.

Mettersi davanti a un foglio bianco, che sia elettronico o che sia una vecchia pagina che odora ancora di carta, iniziare a scrivere e vedere un pensiero prendere forma pian piano, suscita sempre un sorriso, la sensazione che si sta facendo una cosa antichissima come comunicare, per scopi assolutamente nuovi, come raccontare storie che nessuno ha mai scritto prima e dare quello che gli altri non danno.

Il lavoro più bello del mondo: mette insieme la voglia di raccontare e la passione per lo scrivere, realizza un ponte fra due mondi complementari, e forse è proprio per questo che spesso il confine fra giornalista e scrittore sfuma, forse perché non c’è neanche un confine.

La scrittura è universale, sia che si tratti di buttare giù un articolo sportivo nello stadio stritolato fra tifosi scalmanati, sia che si tratti di raccontare una storia in piena notte, mentre il sonno non vuole saperne di arrivare. Comodo no, quello non lo è. Ma l’appagamento che da il sapere che stai facendo l’unica cosa che faresti per tutta la vita, quello per cui hai la vocazione, il lavoro che ti è quasi capitato, ma da cui sei stato scelto, tanto che a volte non ti sembra neanche un lavoro… è un qualcosa che ti porta a pensare che sicuramente ne vale la pena.

Poi vedere i propri articoli pubblicati è sempre una soddisfazione perché, è inutile negarlo, tutti gli scrittori, compresi i giornalisti, sono un po’ narcisisti: si è sempre i primi a comprare il giornale quando si sa che all’interno c’è la propria firma.

Tutto questo è scrivere, tutto questo è essere giornalisti.

Emozioni che la redazione de Il Giornalino dei ragazzi ha già provato, scegliendo di aderire al progetto e scrivendo dei propri interessi e delle proprie passioni.

Emozioni che, ci auguriamo, continuino a sentire a lungo senza mai stancarsene.

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