Mercoledì 18 Settembre 2019
   
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Gianni Birardi, da Casamassima al landscape design

Casamassima-Gianni Birardi, da Casamassima al landscape design (3)

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

 

Colorare gli spazi e musicare gli angoli nudi. Ritemprare i nostri sensi con l’armonia delle componenti. Di questo si occupa Gianni Birardi, giovane casamassimese da anni dedicato all’arte del giardino.

Birardi ha fatto dell’arte verde una professione e non un semplice servizio riuscendo, attraverso uno studio accurato, a ricreare un habitat ideale, meditato e composto ad hoc per ogni cliente, come se fosse un abito verde disegnato e cucito su misura per ogni villa. Proprio per la sua personalità e professionalità l’ultimo numero della rivista nazionale “VilleGiardini” ha deciso di riportare alcune fotografie scattate in una villa con sistemazione esterna progettata dal designer nostrano. Si tratta di un’abitazione incastonata su di una scogliera che affaccia sul mare di Trani, a pochi passi dal monastero di Santa Maria di Colonna. Birardi ha disegnato e realizzato per questa casa a picco sul mare, uno spazio verde curato nei minimi dettagli, non troppo ordinato, seguendo i gusti dei proprietari, ricercando la grande regola del caos. Una macchia mediterranea selvatica, dal disordine controllato ma autentico. Gramigna, carrubi secolari, fichi d’india, cespugli con toni blu, rosa e bianco che al variare delle stagioni rinnovano le emozioni al solo sguardo e olfatto. “Oggi posso dire di aver coronato il mio sogno da bambino. Questa è l’ennesima villa di cui curo lo spazio esterno, ogni volta è una nuova sfida e un nuovo quadro da dipingere con i colori della natura infinita.” È così che, con gli occhi colmi d’orgoglio, Birardi ci ha presentato il suo ennesimo capolavoro. “I miei genitori avrebbero preferito un figlio imprenditore o un tecnico termoidraulico, con una semplice passione per i fiori, l’orto e il verde in generale, ma poi si sono resi conto che per me il verde è vita e realizzare il giardino dei sogni di ognuno, è una missione.”

Per comprendere meglio questo tracciato di vita professionale abbiamo fatto due chiacchiere con il giovane landscape designer.

 

Gianni, come è riuscito a convincere i suoi genitori che poteva fare della sua passione un lavoro?

«Un giorno a pranzo svelai ai miei genitori che il mio sogno era quello di realizzare giardini, nella mia mente sentivo già che avrei potuto realizzarne in tutto il mondo. Sulle prime mi presero per pazzo, non comprendendo il mio stato d’animo. Mia madre mi etichettò subito come nota dissonante, in campo lavorativo ovviamente, ma mio padre, che ha sempre creduto in me ed essendo sempre stato mio complice di progetti, decise di accompagnarmi in questa impresa. I miei genitori sapevano che sin da piccolo, a parte i cavalli e gli animali in genere, la mia più grande passione era la terra, il verde, i fiori colorati che profumavano l’aria che respiravo. Così ho iniziato con un ape 50 le prime manutenzioni a Casamassima e dintorni».

Quali sono state le difficoltà maggiori che ha incontrato nel suo percorso e a quali esempi si è ispirato?

«Le difficoltà maggiori sono state le delusioni inaspettate. I primi a non credere in me sono stati quelli che più stimavo, alcuni miei familiari ad esempio. Pensavo ancora che tutto il mondo fosse bello come la mia famiglia e pensavo che le strette di mano avessero un valore, ma presto mi sono dovuto rendere conto del contrario. Però ho sempre cercato il meglio e non ho mai perso l’ottimismo. I miei esempi sono sempre stati i miei genitori che mi hanno trasmesso l'amore per Dio e i valori, i miei nonni Michele e Giovanni che coltivavano la terra, sempre amati da tutti, proprio per la loro onesta e laboriosità. Tanto mi ha dato in termini di generosità mia nonna Francesca che ha sempre aiutato gli altri. Non dimentico neanche la mia professoressa di italiano delle scuole medie, Domenica Alfonso, che mi ha sempre insegnato che nella vita non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni, da qualunque posto si provenga. Sin da piccolo, mentre tutti i miei coetanei giocavano a pallone io curavo il mio orto nel giardino di casa e qui coltivavo anche i bulbi di croco e iris, oltre alle rose che poi regalavo alle mie maestre. Imparai subito a fare le talee. Mi ha sempre affascinato il processo che porta un seme a diventare una pianta e poi un frutto. Capivo il benessere che questo generava in noi umani e nell’ambiente in generale».

Qual è stato il giro di boa che l’ha trasformata da giardiniere in un paese del sud Italia a landscape designer in giro per il mondo?

«Nel 2004, a 25 anni, sono partito per il nord Italia per specializzarmi sempre di più nel mio settore, ho frequentato alcuni corsi di aggiornamento sulla paesaggistica e sono entrato a far parte di una società che realizza parchi e giardini in diverse nazioni. Così ho iniziato a lavorare su progetti faraonici che mi hanno portato in giro per il mondo. Oggi ho sedi a Milano e Roma, sono spesso in Svizzera e negli Emirati Arabi soprattutto. Lavoro con grosse multinazionali nel campo del design e nelle abitazioni di alcuni personaggi della moda, dello spettacolo e dell’imprenditoria. A Dubai ho lavorato per alcune famiglie reali di Rashid Al Bawardi per il Desert Palm, per il Bury Khalif, attualmente la torre più alta del mondo».

Gli Emirati Arabi sono davvero come ce li descrivono?

«Preferisco la Puglia con i suoi colori e profumi veri. Dubai è senza dubbio bellissima perché è ricca, molto ordinata e ha una burocrazia molto snella. Ma le leggi sono molto severe. Non puoi permetterti di sbagliare. Però la mia terra non la cambierei con nient’altro, ci torno sempre con il sorriso e amo farla conoscere a tutti i miei clienti nel mondo».

Da qualche anno vive in Valle d’Itria dove ha recuperato alcuni vecchi trulli, giusto?

«Ho un bell’orto, frutteti e lavanda aromatica intorno ai trulli e qui coltivo anche frutti antichi come le giuggiole, il corbezzolo e i melograni e meli e uve scomparse. Qui ospito i miei clienti internazionali per mostrare loro le bellezze della nostra terra, ma ogni mio racconto parte sempre da Casamassima dove sono nato io e tutti i miei avi. Mi piacerebbe vedere anche il mio paese pieno di parchi e giardini curati come quelli che ho trovato in Svizzera e in molte città del Mondo. Casamassima potremmo davvero immaginarla come un grande giardino. Sono sicuro che più il verde è curato, meno voglia si ha di rovinarlo, come ho avuto modo di riferire anche al nuovo Sindaco».

Per chiudere l’intervista Gianni quale consiglio darebbe ai più giovani?

«Non mollare mai, inseguire e realizzare i sogni impegnandosi con serietà ed entusiasmo. Non lasciatevi mai limitare nei sogni. Partire volando basso per poter trarre ogni insegnamento che vi porti a volare alto».

L’eccellenza si misura nelle piccolezze, nelle sfumature, nei più piccoli particolari che, derivando da qualità e cura, da passione e conoscenza, sfuggono a chi semplicemente imita o si lascia vivere. Il nostro Gianni ha creato in questi anni per gli altri favolose scenografie cariche di contenuti e sogni, ma facendo della sua passione il suo lavoro, è riuscito a costruire anche la sua personale scenografia, quella nella quale si muove la sua vita. Un vita nel verde che noi gli auguriamo ancora lunga e ricca di successi.

Luna Pastore

Casamassima-Gianni Birardi, da Casamassima al landscape design (2) Casamassima-Gianni Birardi, da Casamassima al landscape design (1)

Commenti  

 
#2 La professoressa Alf 2015-12-08 09:51
Ricorda,quello che semini raccogli......
 
 
#1 Amico 2015-12-08 09:49
Grande Gianni,sei il migliore per tutti noi......
 

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