Sabato 07 Dicembre 2019
   
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"UNA LANTERNA PER.." OGNI DONNA VITTIMA DI VIOLENZA

lanterna

“Una lanterna per..” è l’iniziativa di un gruppo di donne appassionate di danza, le Cignette, che lunedì, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, lascerà volare lanterne accese per ogni donna che ha perso la vita; ancor di più le lanterne che voleranno in cielo saranno di speranza e di coraggio soprattutto per le donne vittime di violenza e di stalking che sono ancora in tempo per denunciare gli abusi.

Sono 123 le donne che nel 2013 hanno perso la vita per mano di un uomo ‘amico’.

Questo gesto simbolico, insieme a quello di appendere un drappo rosso o accendere le luci di natale in anticipo, rappresenta la sensibilità di una comunità che vuol manifestare la consapevolezza sul tema. L’evento è previsto per le 18 in piazza Aldo Moro a Casamassima e prevede anche la lettura di brani e poesie.

Commenti  

 
#12 vito cassano 2013-11-22 19:06
Per essere "ingenuo" fino in fondo dico che la violenza dei diserbanti ammorbano l'acqua che beviamo; gli alberi di per se non necessitano di potatura, lo facciamo per il nostro "egoismo" produttivo; insomma l'educazione alla cultura della non violenza (anche verso la natura)ritengo ci aiuti a debellare anche il femminicidio;basta leggere le raccomandazioni dei vari autorevoli organismi internazionali.
 
 
#11 Un contadino 2013-11-22 13:37
Per un buona mietitura bisogna estirpare l'erba infestante!
La potatura dell'albero è indispensabile per far crescere sana, robusta e più produttiva la pianta!
Lei è troppo ingenuo, signor Cassano, tanto ingenuo quanto integralista è stopallaviolenza!
 
 
#10 vito cassano 2013-11-21 20:02
quelli che ci sono stati sono certi quelli che ci sarebbero stati solo supposizioni.
 
 
#9 Stopallaviolenza 2013-11-21 15:18
In Cina e in America chissà quanti omicidi in più ci sarebbero stati senza quella malvagia pena! Altro che i delitti aumentano con l'inasprimento delle pene!
Il mio nome poco importa ai lettori, è il pensiero che va discusso!
Probabilmente non accennavo alla pena di morte, perché, forse, c'è di peggio!
Con simpatia.
 
 
#8 vito cassano 2013-11-21 11:31
Sono assolutamente consapevole di quanto sia difficile modificare le singole “sensibilità”, ma proprio perché ritengo i comportamenti violenti frutto di contesti educativi che fanno della violenza il proprio modello di vita ritengo che sia la modifica del contesto e dei valori educativi la vera strada per sconfiggere la violenza stessa. Ad esempio, non ritiene di usare “violenza” nei miei confronti soprattutto quando mi attribuisce, in modo gratuito, una insensibilità verso chi ha subito violenza? Oppure quando mi dice di recitare una poesia a chi abbia subito violenza? E chi le da la certezza che io non abbia conosciuto la violenza? E quale credibilità possono avere le affermazioni di chi si nasconde dietro un nomignolo? Contrariamente a quanto affermato, sono in molti a credere che la poesia salverà il mondo.
Aggiungo, inoltre, che se le pene esemplari fossero il deterrente, non avremmo più violenza né in Cina né in America né in tutti quei paesi dove la pena di morte è purtroppo vigente; purtroppo la cronaca ci dice il contrario e cioè che più sono violente le pene e più aumentano i reati violenti. Probabilmente il mio (o mia?) interlocutore non ha letto la pubblicazione sulla Voce del paese altrimenti avrebbe saputo che, in quella circostanza ho ringraziato il Dr. Cessa (noto e apprezzatissimo psichiatra) per avermi aiutato a capire alcuni meccanismi reconditi che sfociano nella violenza contro gli altri e contro se stessi contribuendo così a rendere più completa la lettura poetica dell'accaduto. Ad ogni buon fine, la mia LAICITA' ATEA mi suggerisce di sottoporle la valutazione della lettura di quanto la Conferenza Episcopale Italiana ha pubblicato: EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO - Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-2020 -; Ho trovato tante ragioni di condivisione che si adattano anche ad una lettura laica. E' questo lo spirito con cui aderisco (spero di poter essere presente anche fisicamente) alla manifestazione indetta per celebrare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, a cui aggiungo la mia personale convinzione sulla necessità di lotta alla cultura della violenza.
 
 
#7 Stopallaviolenza 2013-11-20 22:02
Sensibile Vito Cassano, non si può educare alla Fede in quanto essa è un dono!
Fede, Speranza, Carità, perdono, comprensione, buon senso, belle parole che non hanno alcun nesso con la violenza!
Lasci che sia la psichiatria a trattare questi comportamenti!
Troppo facile essere comprensivi quando sono gli altri a subire le conseguenze della violenza gratuita ed infame!
Signor Cassano, provi a propinare poesie a chi ha subito violenza!
Ma si metta nei panni delle vittime, poi parli di comprensione!
Per quanto riguarda il femminicidio, ho la sensazione che più se ne parla, più aumenta questo reato! E allora mettiamo un argine con pene veramente esemplari, saranno un buon deterrente?
 
 
#6 Catone 2013-11-20 15:37
Quindi se un immigrato uccide una donna, non è femminicidio?
 
 
#5 vito cassano 2013-11-20 11:00
Rispondere alla violenza con la violenza vuol dire perpetuare la violenza. La giusta punizione, per i violenti, è l'educazione alla fede, alla speranza, alla carità, magari accompagnata da un lungo praticantato di comprensione, buon senso, disponibilità verso gli altri, perdono, ecc. ; insomma (pensando a Tolstoj) la legge della violenza sia trasformata in legge dell'amore, strada obbligata per sconfiggere la violenza ovunque sia e comunque sia prodotta. Aderisco alla manifestazione non sottacendo che il “femminicidio” in molti casi porta con sé la volontà distruttiva della famiglia (vedi quanto successo a Casamassima non molto tempo fa) proponendovi alcuni versi (scritti in quella occasione), già pubblicati da “La voce del Paese”, che intendono approfondire la riflessione:
Femminicidio-famiglicidio
Che amore il suo
assoluto, totale,
insostituibile, esclusivo,
necessario alla vita.
Che amante era
così fragile, insicuro
solo e con mille paure,
così che:
Un lieve soffio,
nella mente confusa,
è diventato un turbine.
Un suono;
frastuono insopportabile.
Una difficoltà;
gabbia di acciaio.
Un appetito
una fame insaziabile;
Un dubbio
un'angoscia lacerante;
Un amore
un possesso totale.
E quando le porte della mente
si chiudono lasciandola al buio:
Resettare!
la propria e l'altrui vita,
affidandosi ad un potere
che si ha nella fondina
che illude dominanza,
che induce onnipotenza
ma ammazza la coscienza.
Femminicidio; donna uccisa;
perché specchio di un'impotenza.
Suicidio: per tacere la propria impotenza.
E la notizia corre
sollecitando menti indaffarate,
che fanno di ipotesi certezze
per dar giudizi definitivi.
E invece noi
giudici implacabili ed ignoranti
dobbiamo tacere.
Il processo si è estinto,
come estinti
sono gli imputati.
Perchè sono loro
che ci hanno giudicato:
inadeguati.
 
 
#4 Animalista 2013-11-20 10:41
Duralexsedlex, penso sia comprensibilissima la tua crudele pena mascherata dal termine "aspramente".
Non capisco perchè, ancora oggi i cani idrofobi vanno soppressi, mica giusto!
 
 
#3 Duralexsedlex 2013-11-19 23:55
Se provassimo a punire aspramente (termine eufemistico per non incorrere in qualche denuncia da parte dei soliti stupidi buonisti!) questo schifoso crimine, otterremo sicuramente risultati che chiacchiere e lanterne non potranno mai dare!
 
 
#2 Per la verità 2013-11-19 21:23
Catone censore dei miei stivali. Tante, troppe donne da sempre sono vittime della violenza e della presunta potenza degli uomini. Non devi l' attenzione dai problemi reali . Il 25 novembre le donne di casamassima saranno in piazza per rivendicare la loro dgnità e per dire stop alla violenza. Venga anche lei e sollevi il suo sederino dalla poltrona da giudice
 
 
#1 Catone 2013-11-19 15:31
La faziosità dei maggiori (tele)giornali la si riconosce da cosa non dicono più dai commenti alle notizie. Per mesi e mesi hanno scassato le balle con le balle del femminicidio. Falsa emergenza. Ad ogni episodio che decidevano di far passare come notizia il servizio si concludeva con l'inquietante espressione "ennesimo caso di femminicidio". Poi qualche giorno fa un immigrato a Torre a Mare (Bari) ammazza di botte con inaudita violenza una donna di sessanta anni. Si scopre che la donna aveva anche aiutato l'immigrato. Ma per i tg questo omicidio non rientra tra "gli ennesimi casi di femminicidio".È chiaro: ogni notizia vera o fasulla deve servire per educare i popoli secondo gli obiettivi imposti dal Nuovo Ordine Mondiale. Ed al primo posto figura il miscuglio etnico e culturale. E quindi a Torre a Mare non c'é stato nessun femminicidio. Anche prima, del resto. Ma ora non si può dire. Un immigrato vale più di una donna al mercato del NWO...
 

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