Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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NICOLA ZACCHEO CI PORTA SU MARTE CON CURIOSITY

nicola zaccheo

È laureato in Fisica all’Università di Bari con un Mba all’University of California, ha 45 anni ed è l’amministratore delegato di Sitael spa, l’unica azienda italiana coinvolta nel progetto di esplorazione del pianeta Marte della Nasa, ed è casamassimese. Nicola Zaccheo comincia la sua attività giovanissimo: da ricercatore associato all’Istituto nazionale di Fisica nucleare (Infn) diventa poi ricercatore presso la California Institute of Technology/ Laboratori Nazionali del Gran Sasso; project e general manager di diverse aziende nel campo dell’aerospazio. Nicola Zaccheo è candidato al premio “Personaggio casamassimese dell’anno 2012”. Fino all’anno scorso viveva in Toscana e da un annetto è tornato in Puglia perché la Sitael è stata assorbita dal Gruppo Pertosa di Monopoli. Un percorso formativo e professionale di tutto rispetto e gratificante, di cui ci parla..

Una brillante carriera. Qual è stato il trampolino di lancio?

Sicuramente l’esperienza con Caltech, uno dei più prestigiosi istituti di ricerca al mondo, mi ha arricchito professionalmente, non solo da un punto di vista tecnico-scientifico ma anche da un punto di vista di gestione di risorse, umane e tecnologiche.

In generale, però, non credo molto ai “trampolini di lancio”. Professionalità, desiderio di investire su se stessi, dedizione al lavoro e sana ambizione sono gli ingredienti giusti per mirare in alto.

Il 26 novembre 2011 Curiosity, il ‘rover’ della Nasa veniva lanciato nello spazio per studiare Marte, e il 6 agosto scorso atterrava sulla sua superficie. Si è parlato molto nei giorni scorsi della possibilità che ci sia vita sul pianeta rosso. Possiamo pensarci seriamente? Che elementi sono stati riscontrati da Curiosity?

Mi dispiace deludere le aspettative ma la notizia di composti organici primordiali rilevati sul suolo marziano da Curiosity è stata smentita dalla Nasa. Tra l’altro gli strumenti di cui Curiosity è attrezzato non sono idonei per questo tipo di misurazioni. Il discorso della presenza di vita su Marte, almeno nel passato, ha, invece, valenza scientifica in quanto sono, ormai, innegabili le tracce di acqua allo stato liquido sulla superficie del pianeta rosso nei secoli scorsi. Curiosity ha, in questo caso, fornito elementi interessanti in quanto ha analizzato frammenti di rocce sicuramente levigati da corsi d’acqua.

Quanto tempo ci è voluto per studiare il prototipo? nicola zaccheo nasa

Per la missione Curiosity abbiamo realizzato un microchip che costituisce il “cuore” della stazione metereologica “Rems”. La progettazione, la realizzazione del prototipo e, soprattutto, la fase di qualifica è durata circa 3 anni.

Curiosity monta un dispositivo di rilevamento climatico prodotto dall’unica azienda italiana (la Sitael) presente nel progetto, il cui amministratore delegato è lei, e che ha sede in Puglia, a due passi da noi, a Modugno. Cos’ha Sitael che altre aziende italiane non hanno?

La Sitael deriva dalla fusione di aziende, Caen Aerospace, Aurelia microelettronica e Mel system, che nel corso degli anni hanno maturato grande esperienze in settori tecnologici avanzati e innovativi, sviluppando prodotti e applicazioni ad altissima qualità e affidabilità. In più di 16 anni di attività, abbiamo focalizzato i nostri “effort” in segmenti di mercato di nicchia, riuscendo a diventare punto di riferimento europeo e, mi lasci dire, mondiale nello sviluppo dei nostri dispositivi. Inoltre, il continuo processo di miglioramento e gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, costituiscono un “asset” fondamentale per i nostri clienti.

Ci tengo a precisare che la Sitael ha anche sede a Pisa, anzi nasce in Toscana. Stiamo effettuando importanti investimenti in Puglia, dove abbiamo spostato il nostro quartier generale, continuando, comunque, a rafforzare anche la nostra sede pisana.

La ricerca in Italia è penalizzata da tagli e fuga di cervelli, e talvolta dove le infrastrutture ci sarebbero, sono le risorse umane a scarseggiare. Qual è la forza di Sitael, che riesce a progettare e produrre strumenti all’avanguardia che poi riescono a essere ‘piazzati’ sul mercato?

Come già accennato, la nostra forza è nell’investire nelle eccellenze, sia in termini di prodotti ad altissima innovazione che, soprattutto, in termini di risorse umane. Tra i più di 150 dipendenti attuali, sono, ormai, numerosi i giovani talenti che, dopo essersi formati in Puglia ed essere stati costretti a emigrare altrove, sono tornati e stanno tornando nella propria terra di origine grazie alle opportunità offerte dalla mia azienda. Anzi, vorrei evidenziare che uno dei principali “leitmotiv” del nostro azionista di riferimento, il Cav. Vito Pertosa, è proprio consentire questo processo che abbiamo ribattezzato di “ritorno di cervelli” e “delocalizzazione al contrario”.

Com’è riuscito a restare in Italia pur con tutte le difficoltà dell’ambito scientifico?

Purtroppo sono riuscito a rimanere in Italia proprio grazie a una università americana, il succitato California Institute of Technology (Caltech) che, dopo avermi selezionato, mi ha mandato a lavorare presso i laboratori nazionali del Gran Sasso. Al termine dell’esperimento dovevo stabilmente tornare negli Stati Uniti ma, senza falsa modestia, a quel punto ricevetti svariate proposte di lavoro e decisi di accettare l’offerta della Caen di Viareggio.

Ha mai ricevuto un’offerta di lavoro da enti stranieri?

Molte volte, non ultima due mesi fa, e con proposte economiche molto allettanti. Ma, sinceramente, continuare a fare il mio lavoro e realizzare la nostra ambiziosissima “road map” di sviluppo qua in Puglia non ha prezzo per me. Nel prossimo triennio, Dio volendo, rafforzeremo in maniera consistente la nostra posizione nel mercato aerospaziale internazionale, con l’obiettivo di gestire la realizzazione di interi microsatelliti per l’Osservazione della Terra.

Qual è la caratteristica che il mondo riconosce all’Italia in ambito scientifico?

Genialità, inventiva e professionalità ad altissimo livello, nonostante i ridicoli investimenti che l’Italia effettua nella ricerca (appena lo 0,7% del Pil, al livello di Ungheria, Polonia e Repubblica Slovacca).

 

Yuri Milner, il 46° uomo più ricco del pianeta (forse il più ricco della Russia), ha deciso di lanciare il “Fundamental Physics Prize”, un riconoscimento scientifico andato quest’anno a uno staff del Cern di Ginevra in cui ci sono due italiani. Ognuno di questi ricercatori ha incassato circa 3milioni di euro. L’investimento, stando a quanto riferito dalla testata ‘Leonardo’ di Rai3, pare vada a potenziare l’investimento nella Fisica delle particelle. Cosa ne pensa?

Ben vengano queste iniziative anche se costituiscono un piccolo contributo al fabbisogno degli investimenti in ricerca. Come accennavo pocanzi, l’Italia investe solo lo 0,7% del Pil nella ricerca, per essere competitivi con i principali paesi industrializzati si dovrebbe raddoppiare questa percentuale e arrivare, come minimo, al 1,5%. Questo è possibile anche in periodi di congiuntura economica sfavorevole, come l’attuale. Gli investimenti in innovazione e ricerca, anzi, sono ingredienti fondamentali per contribuire alla Rinascita (con la maiuscola) del nostro Paese.

Gli Stati Uniti investiranno molto, nei prossimi anni, su ingegneri e ricercatori, addirittura promettendo sgravi fiscali a chi investirà sul territorio americano. Perché, secondo lei, questo non accade in Italia?

In Italia, purtroppo, non abbiamo mai avuto una classe politica lungimirante e attenta a queste problematiche. La crescita di un Paese passa inevitabilmente dagli investimenti in ricerca e sviluppo, questo gli Stati Uniti l’hanno capito da sempre adottando politiche di supporto e incentivo all’innovazione. Anche in Italia sarebbe possibile, controllando e ben distribuendo gli investimenti pubblici, detassando e favorendo quelli privati.

Cosa sente di suggerire ai nostri giovani?

Seguire le proprie vocazioni, qualunque esse siano, con determinazione, spirito di sacrificio, ambizione ma, soprattutto, passione.

Commenti  

 
#3 Maurizio 2018-11-30 17:43
beh, certo ora all'ENAC, ...apriamo a Musk???
 
 
#2 Saverio 2013-01-03 17:45
Franco non pubblicizzi tanto sui passeggeri, i marziani ce li rimandano indietro a spese loro!
 
 
#1 Franco 2012-12-31 15:17
Felicissimo di poter vantare un concittadino della sua levatura scientifica. Le vorrei chiedere se riesce a far pervenire a questo comune, dei biglietti omaggio per portare su Marte qualche nostro amministratore.
Non si preoccupi per il ritorno!
Auguri dottor Zaccheo.
 

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