Venerdì 19 Luglio 2019
   
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DEGRADO, IL PAESE DI PULCINELLA

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Con tutto il rispetto per Pulcinella, maschera storica, che si suole riferire a un contadino di Acerra, Puccio d’Aniello, che nel Seicento si unì come buffone a una compagnia di girovaghi di passaggio nel suo paese, e che cosciente dei problemi in cui si trovava, riusciva sempre ad uscirne con un sorriso, prendendosi gioco dei potenti pubblicamente, svelando tutti i retroscena.

Pare che a Casamassima la situazione da un po’ di anni sia proprio questa, dove i cittadini sono tanti pulcinella a caccia di ridicoli situazioni nelle quali scop rono di ritrovarsi loro malgrado. E via, tutti a criticare l’osceno degrado nel quale riversano addebitando sempre a “qualcuno” i peccati. Come se qu ei “qualcuno” siano alieni scesi su Casamassima a scom pigliare l’equilibrio cittadino e a sbaragliare la quiete consolidata. Ma quei “qualcuno” chi sono? Il degrado nel quale imperversa la cittadina alle porte del capoluogo di regione, venuto alla ribalta della cronaca quotidiana per centri commerciali e residenziali, molto ha da scontare in termini di sapere generale, conflitti culturali innescati dalla stridente mescolanza di “etnie”, capacità di innovarsi lenta e resistenza alle buone pratiche ambientali.

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Così, per caso, incontrando le associazioni nel nostro tour, Cieliblù e Civicamente, impegnate nella tutela e nella salvaguardia del territorio, proviamo a fare un tour nelle campagne casamassimesi e ci ritroviamo dinnanzi a uno spettacolo mortuale.

La nostra inchiesta dunque incalza. Dopo la pubblicazione – la settimana scorsa – di uno scempio alle porte dell’abitato, stavolta ci siamo spostati di poco oltre, nel cuore della produzione di uva e olive. Il nostro core business.

Cosa troviamo: rifiuti di ogni genere. Di nuovo: da residui industriali ad avanzi casalinghi, giochi per bambini, elettrodomestici, ferraglia, vetro, calcinacci, materiale di risulta da attività edile, mobili, catrame, scarti di tecnologia, detergenti e detersivi. E dulcis in fundo: automobili incendiate e amianto.

Un orrore che fa di questo posto, ribattezzato “sentiero della morte”, un “cimitero vivente”. E a giudicare dai rifiuti la “colpa” non è solo di aziende sconsiderate o banditi di zona. C’è di mezzo, diciamolo chiaro, anche la responsabilità dei cittadini. Ci indigniamo dunque di qualcosa che noi stessi commettiamo?

Voce di popolo: pare che l’area da noi indagata sia già stata sottoposta a sequestro. Ma che fine hanno fatto i sigi lli?

E la sensazione che qualcosa abbia bruciato in questo spaccato di campagna è confermata dalgrotta sepolcreto nero di fronte al quale ci imbattiamo. Gli alberi morti che restano “in piedi” ci commuovono. E non possiamo fare a meno di pensare a quell’uva a pochi metri, così come agli ulivi, testimoni silenti di questo scempio! Fr utta e vegetazione che poi giunge sulla nostra tavola..

A guardare le foto documentative c’è da preoccuparsi sulla nostra salute! Che aria respireremo? E che acqua berremo? Il sottosuolo ci riserva meraviglie (fortunatamente) nascoste e inaccessibili (per i non addetti ai lavori), ma che restituiscono le acque che alle sorgenti vengono imbottigliate. Da dove pensiamo che provengano le acque, se non da chilometri di sotterranei meandri?

Per non parlare, poi, della straordinaria bellezza di questi luoghi, testimoni millenari del passaggio della vita.. L'inquinamento in superficie deturpa anche loro.

L’inchiesta continua.


 

 

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Il video con la gallery

Commenti  

 
#1 Antonio Pastore 2010-07-27 03:05
Visto che avete tirato in ballo Pulcinella vediamo cosa risponde Calascione ( maschera riconosciuta e simbolo di Casamassima ).. a differenza di Pulcinella che deride ma dice, il nostro Calascione sonnecchia e se ne fotte ... mai maschera fu più appropriata al carattere indubbiamente strafottente-disinteressato-masochista- e amante della chiacchiera cattiva e irriverente dei Casamassimesi .... Bene avete detto " le colpe non sono solo degli amministratori ma anche dei Cittadini " infatti la situazione attuale è figlia di un continuo e incessante disinteresse per il territorio ... La superficie disastrata dai continui disboscamenti convertiti in tendoni d'uva , dalle miriadi discariche a cielo aperto , da una Lama San Giorgio bisastrata e oggi inquinata dalla discarica di Sammichele; ecc.ecc.e che dire del sottosuolo fino a pochi anni fa lo scarico in falda delle acque nere dell'abitato senza depurazione ; oggi i pozzi neri di migliaia di abitazione con scarico in pozzi trivellati ; le acque piovane cittadine non disooliate sparse sui suoli agricoli periferici; l'invaso di via Adelfia non utilizzato e a rischio di inondazione per il sottostante Barialto ; ecc. ecc. si può continuare per pagine e pagine .... e lo faremo nella seconda puntata
 

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