Lunedì 19 Novembre 2018
   
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L'immagine di un gatto morto, riposto tra i rifiuti, fa il giro del web

Gatto nei rifiuti a Casamassima

Il sindaco Nitti: "Quanto accaduto non piace neppure a me, ma non generalizziamo: non siamo una cittadina insensibile verso gli animali"


Un'immagine che ha fatto il giro del web. E che ha portato la nostra amata Casamassima alla ribalta, della quale questa volta avremmo fatto volentieri a meno, anche nazionale. Con tanto di intervento da parte di Rinaldo Sidoli, responsabile della comunicazione della onlus Animalisti italiani.

Venerdì scorso 20 luglio, nelle prime ore del pomeriggio, un povero gatto è stato investito da un'auto in transito lungo il centralissimo corso Umberto. E – pochi minuti dopo – la carcassa dell'animale senza vita è stata immortalata da uno scatto che in poche ore ha fatto il giro di internet raccogliendo migliaia di condivisioni: l'istantanea – raccapricciante, bruttissima, è vero – ritraeva il povero animale adagiato sul cestino dei rifiuti all'angolo tra piazza Aldo Moro e via Grazia. Di certo non un bel biglietto da visita per il nostro centro cittadino e per noi casamassimesi. Tanto che la vicenda è stata ripresa anche dagli Animalisti italiani che hanno fatto sentire la loro voce.

Giustissimo, per carità. Chi ha riposto la carcassa tra i rifiuti si sarebbe dovuto comportare diversamente, contattando immediatamente la Polizia locale che avrebbe chiamato il veterinario con cui il Comune è convenzionato per fronteggiare casi di questo tipo, oppure avrebbe provveduto a far rimuovere la carcassa – nel caso non ci fosse stato modo di salvare il povero animale – secondo quanto previsto dalla legge. Che in un caso o nell'altro l'investitore si sarebbe dovuto comportare in maniera differente è fuori discussione. Ma che un episodio simile esporti via internet l'immagine di una Casamassima insensibile e arretrata – dando voce a superficiali generalizzazioni – proprio non ci sta bene.

Così come assolutamente da condannare – a nostro avviso – sono i tanti commenti apparsi su facebook da parte di gente che ha etichettato la nostra Casamassima attraverso aggettivi tutt'altro che lusinghieri.

Ma a nessuno è venuto in mente che il gatto possa essersi trovato nel cestino per un gesto (maldestro, certo, errato, incapace di far comprendere il fine per il quale è stato fatto) di qualcuno che per evitare che l'animale – ormai morto – fosse investito e fatto a brandelli dalle altre auto in transito, ha pensato di poggiarlo sul cestino dei rifiuti? Scelta infelice anche questa, lo ribadiamo, ma di certo non dettata da crudeltà, insensibilità o disprezzo verso il mondo animale. Comportamento superficiale, questo sì.

Non dimentichiamo che Casamassima ha tanti ragazzi e associazioni che ogni giorno si prendono cura degli animali: gli amici di Bobo che gestiscono lo sgambatoio comunale, la sezione Lipu cittadina, coloro che si occupano della colonia felina nei pressi di via Conversano e tanti altri che volontariamente si dedicano al recupero degli animali smarriti o a trovare uno stallo a randagi ed esemplari in difficoltà.

"Non posso consentire – ha osservato il sindaco Giuseppe Nitti, intervenendo sulla vicenda - che sui social passi l’immagine di una Casamassima insensibile, arretrata, crudele e capace di gesti infami. Nelle ultime ore sta girando con insistenza l’istantanea di un povero gatto il cui corpo senza vita, dopo essere stato investito, è stato riposto in un cestino dei rifiuti.

Lo dico a chiare lettere e con forza, perché sia chiaro a tutti: così non si fa. L’investitore avrebbe dovuto subito allertare la Polizia locale, che a sua volta avrebbe chiamato il veterinario con cui il Comune è convenzionato per prestare le cure del caso, e anche qualora si fosse reso conto che per l’animale non c’era più nulla da fare, avrebbe dovuto allertare ugualmente la Polizia locale, che sarebbe intervenuta per far rimuovere la carcassa dell’animale e trattare il caso secondo le norme previste dalla legge. Ho già parlato con il comandante Ivano Eramo (Polizia locale, ndr) affinché vengano accertati i fatti e se ci sono delle responsabilità vengano perseguite a norma di legge. Senza sconti.

Ma non posso accettare che il gesto sconsiderato di qualcuno dipinga l’immagine di una Casamassima disumana e insensibile, esportandola ovunque attraverso internet. Capisco la rabbia degli Animalisti Italiani che sono intervenuti sulla vicenda, sono arrabbiatissimo anch’io per quanto accaduto e voglio andare in fondo a questa storia, ma questo non può macchiare l’immagine di tutta una comunità. Rivolgerò, a nome mio e di tutta la città, l’invito agli Animalisti Italiani e al responsabile della comunicazione della stessa onlus, Rinaldo Sidoli, a venire a trovarci qui a Casamassima, per presentargli i tanti ragazzi e le associazioni del nostro territorio che si occupano quotidianamente e con amore della difesa e della tutela degli animali".

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