Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Truffe agli anziani

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Casamassima è sotto lo scacco della microcriminalità. In verità è l’intero territorio a farne le spese; ci sembra di essere tornati indietro di almeno venti anni, quando il turismo non era di casa e le uniche ‘visite’ erano quelle sgradite di appartenenti a gang che scorrazzavano in tutto il barese, seminando panico e delinquenza. Visitatori che si dividono il territorio in trasferta: casamassimesi fuori, e forestieri a Casamassima. Sono cani sciolti – ci informa una fonte segreta – che potrebbero scatenare la guerra tra clan, poiché spesso ‘invadono’ il territorio ‘protetto’ e controllato da sistemi più organizzati. E così succede che uno di questi cani sciolti commette un furto d’appartamento dove non doveva, altre bande assaltano stazioni di servizio (ormai è la specialità!) e scassano slot machine, vero cuore pulsante del malaffare in tutta la provincia. Terrorizzano e ‘danno fastidio’ a chi non dovrebbero, rischiando appunto di scatenare la guerra civile tra cani sciolti e racket organizzati, della presenza dei quali si parlò proprio lo scorso anno tra i vertici di prefettura e forze dell’ordine.

 

Truffati 3 anziani. Bottino da oltre 11 mila €!

Ma non c’è solo la microcriminalità a spadroneggiare. Non ci sono solo lo spaccio di droga o gli assalti alle slot tra i reati che preoccupano qui a Casamassima e nel circostante territorio. Il malaffare si diffonde anche tra ‘comuni cittadini’, con più sofisticate truffe agli anziani. Due casi sono tornati alla ribalta proprio qui, a Casamassima, in questa settimana santa.

Questi due casi si sono verificati un anno fa a Casamassima, nel marzo 2016, ma che sono venuti alla luce proprio in questi giorni; due casi su cui i Carabinieri stanno ora indagando.

Il primo episodio è clamoroso, poiché vanta un bottino davvero considerevole: 11mila euro! Il truffatore sarebbe un uomo di Sammichele si Bari, un infermiere, che avrebbe prelevato la somma dal libretto di due anziani fratelli che assisteva, tra l'altro senza regolare contratto. Successivamente si è scoperto che l'infermiere era riuscito a creare un tale rapporto di fiducia con i due fratelli, tanto da ottenere la delega a ritirare la loro pensione.

Per quanto concerne invece il secondo episodio, avrebbe come protagonista lo stesso infermiere che avrebbe in questo caso rubato le chiavi di casa ad un’anziana donna, asserendo di avere ricevuto le chiavi dai servizi sociali. L'uomo sarebbe così entrato nell'appartamento della donna rubando codici pin di carte di debito e denaro.

Ad un anno esatto dalle sue malefatte, l'uomo ora avrebbe ricevutola notifica dal Tribunale di Bari proprio grazie alle indagini condotte dal Comando dei Carabinieri di Casamassima.

 

Le truffe agli anziani più diffuse

Ci sono altri tipi di truffe ai danni degli anziani. Conoscendo le modalità d’azione è possibile difendersi.

C’è la truffa delle banconote: i truffatori entrano in azione quando l’anziano si reca agli uffici postali o in banca a ritirare del denaro o la pensione. Appena esce, questi lo intercettano presentandosi come dipendenti dell’agenzia, incaricato di controllare il numero di serie delle banconote appena prelevate. Il falso dipendente finge di controllare i numeri di serie in cerca di un errore inesistente e scambia le banconote vere con quelle false.

Truffa del pacco: in questo caso, i truffatori si presentano a casa della vittima e dicono loro di dover consegnare un pacco con della merce ordinata da figli o parenti. Per ritirarlo, però, agli anziani viene chiesto di pagare una somma, che ovviamente finisce nelle tasche dei truffatori.

Truffa della lotteria: la vittima riceve una lettera mezzo postale che annuncia la vincita di un premio a una lotteria. Per incassarlo, però, l’anziano in questione deve inviare dei soldi con un vaglia postale o bonifico, per sostenere le spese necessarie alla spedizione e al ritiro.

Truffa delle finte donazioni: in questo caso, i truffatori agiscono in coppia e spiegano all’anziano che per entrare in possesso della donazione o dell’eredità ricevuta da qualche fantomatico benefattore, è necessario perfezionare l’atto di trasferimento presso un notaio. Il notaio, ovviamente, esigerà il pagamento di una parcella e i delinquenti accompagnano la vittima a ritirare i soldi, per poi fingere di accompagnarla in auto dal notaio. Successivamente, con un pretesto, l’anziano viene fatto scendere dall’auto e i truffatori fuggono via col denaro.

Truffa falsi dipendenti INPS, ENEL, Telecom: quando individuano un anziano che vive solo, i truffatori cercano di introdursi nella sua casa presentandosi con finte qualifiche professionali. Il passo successivo è sottrargli del denaro per finti contratti o inesistenti prestazioni a domicilio.Le forze dell’ordine hanno lanciato diverse campagne informative destinate agli anziani per prevenire le truffe: l’ultima della Polizia si chiama, non a caso, «Non siete soli, chiamateci sempre». Il consiglio principale è quello di non aprire agli sconosciuti, anche se muniti di tesserino, e di chiamare sempre le forze dell’ordine per verificare l’identità di chi si presenta alla porta e chiede di poter entrare. Purtroppo, però, tali campagne effettuate dall’ordine pubblico sembrano non riscuotere successo ed esiti positivi, visto che ogni giorno sempre più anziani vengono ingannati e truffati. 

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