Mercoledì 19 Settembre 2018
   
Text Size

23 arresti per mafia e scambio di voto

arresto repertorio


In manette anche Armando Giove, ex responsabile Realtà Italia Casamassima


La notizia è oramai di rilevanza nazionale: a seguito di un lungo lavoro di indagine, cominciato nel novembre del 2015, lo scorso 13 dicembre i Carabinieri del Comando Provinciale del capoluogo pugliese, unitamente a quelli dei reparti dell’Arma competenti per territorio, nonché al VI Elinucleo di Bari e alle unità del Nucleo cinofili Carabinieri di Modugno, hanno proceduto a 22 arresti.

Le manette sono scattate, su richiesta della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Bari, ai polsi di alcuni degli elementi apicali e degli affiliati al temibile clan Di Cosola, operante nella città levantina e nei comuni del suo hinterland, tra cui Casamassima, poiché ritenuti responsabili di "aver preso parte ad un’associazione armata di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso e coercizione elettorale in concorso".

L’attività investigativa ha inoltre documentato l’esistenza di una confederazione mafiosa promossa dai Di Cosola e realizzata mediante reciproche intese – le cosiddette comparanze – con le altrettanto autorevoli compagini baresi dei Capriati, Parisi e Diomede - Mercante, per "scambiarsi" armi al fine di combattere il comune clan rivale degli Strisciuglio, con il quale ciascuna organizzazione criminale aveva ingaggiato, in passato, cruenti scontri armati.

 

La campagna elettorale sostenuta dai Di Cosola

L’inchiesta ha tra l’altro accertato come, in occasione delle elezioni regionali del maggio 2015, il clan Di Cosola abbia sostenuto la campagna elettorale del candidato Mariella Natale, iscritto nella lista “Popolari” a sostegno dell'attuale governatore Michele Emiliano.

Un anticipo di 30mila euro e 50 euro per ogni voto ottenuto: era questo l'accordo che, secondo la tesi accusatoria, sarebbe stato stretto tra il factotum del candidato Mariella, Armando Giove, ed il clan barese. Del resto pare che non ci fosse molta scelta: gli elementi raccolti hanno dimostrato il ricorso alla forza di intimidazione esercitata dagli associati nei confronti degli elettori, i quali venivano sistematicamente minacciati, a fronte della promessa di 20 euro per ogni voto accordato al politico, di ritorsione in caso di non adempienza.

La campagna elettorale svolta dalla compagine, sebbene non abbia consentito al Mariella di essere eletto al Consiglio Regionale della Puglia, gli ha permesso di raccogliere un considerevole pacchetto di preferenze (5.866 voti), principalmente in quelle sezioni elettorali garantite dal clan, sebbene a lui sfavorevoli.

 

I 23 arrestati e il ruolo di Armando Giove

Tra i molteplici arresti sicuramente desta scalpore a Casamassima quello di Armando Giove, fondatore della locale sezione di Realtà Italia. Secondo le informazioni trapelate, Giove sarebbe stato prelevato all'alba del 13 dicembre dalla sua residenza a Bari Alto. Stretto collaboratore del candidato Natale Mariella, Giove avrebbe giocato un ruolo importante nella compravendita dei voti e sarebbe stato incastrato da alcune intercettazioni ambientali e dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Michele Di Cosola (figlio dello storico capoclan Antonio).

Ecco l'elenco completo dell'associazione a delinquere smantellata nell'operazione di martedì 13:

  • Anemolo Raffaele, del ’62 di Bari, Ceglie del campo, affiliato;
  • Angelini Michele, del ’93 di Capurso, affiliato;
  • Barbera Angelo, del ’70 di Bari San Pio, affiliato;
  • Battaglia Armando, dell’82 di Bitritto, affiliato;
  • Cacciapaglia Filippo, dell’80 di Capurso, affiliato;
  • Caringella Rocco Michele, del ’68 di Bari, affiliato;
  • Colasuonno Pasquale, dell’88 di Noicattaro, affiliato;
  • Giove Armando, del ’69 di Bari, collaboratore del candidato;
  • La torre Michele, dell’86 di Bari Ceglie del campo;
  • Marini Massimiliano, del ’90 di Noicattaro, affiliato;
  • Masciopinto Domenico, del ’79 di Bari Ceglie del campo, affiliato;
  • Masciopinto Domenico, del ’93 di Bari, affiliato;
  • Mesecorto Piero, dell’88 di Giovinazzo, affiliato;
  • Partipilo Alfonso, dell’84 di Bari Ceglie del campo, affiliato;
  • Partipilo Cosimo, del ’69 di Bari Ceglie del campo, affiliato;
  • Partipilo Giuseppe, del ’66 di Bari Ceglie del campo, affiliato;
  • Cacucci Giuseppe, del ’94 di Bari, affiliato;
  • De caro Francesco, dell’82 di Capurso, affiliato;
  • Lopriore Alessandro, del ’92 di Cellamare, affiliato;
  • Lorusso Nicola, del ’93 di Bari, affiliato;
  • Maisto Carmine, del ’74 di Giovinazzo , affiliato;
  • Maisto Pasquale, del ’79 di Giovinazzo, affiliato.

Il giorno dopo, mercoledì 14, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Bari hanno fatto scattare le manette ai polsi di Giuseppe Coletta, 50enne di Gioia del Colle, anch’egli affiliato al clan “Di Cosola”. L’uomo, che non si era reso reperibile durante il blitz dell’alba del 13 dicembre scorso, era attivamente ricercato dai Carabinieri che lo avevano braccato ed avevano ormai stretto il cerchio intorno a lui. Di qui la scelta inevitabile di usciere allo scoperto e di lasciarsi notificare dai Carabinieri la pesante ordinanza di custodia cautelare in carcere. Sale dunque a 23 il numero degli arrestati nell’ambito dell’importante operazione “Attila 2”.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI