Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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Dramma della solitudine, muore e nessuno se ne accorge

Noicattaro. Ambulanza front


Il corpo esanime di Giovanni Mancini è stato ritrovato in casa dopo quasi mese dal decesso


Cosa c'è di peggio della morte? La solitudine forse. Insieme sono praticamente un dramma figlio della modernità, una modernità spietata e crudele. È questa la fine impietosa che è toccata al 56enne Giovanni Mancini: domenica 6 novembre il suo corpo è stato ritrovato inanime nella sua abitazione in via Nazionale.

La salma è stata rinvenuta in avanzato stato di decomposizione, tanto da stimare che fosse deceduto da almeno tre settimane.

I vicini, insospettiti dal forte odore proveniente dall'appartamento, hanno deciso di chiamare i Carabinieri, anche perché non vedevano l'uomo da tanto tempo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale, i Carabinieri ed i Vigili del Fuoco che hanno dovuto forzare la porta.

Anche se l'ultima parola spetta al medico legale – l'autopsia sarà eseguita a giorni – l'ipotesi più accreditata è la morte per cause naturali, probabilmente per un attacco di cuore, l'uomo era infatti cardiopatico.

 

Come può succedere?

L'uomo viveva da solo e non aveva parenti a Casamassima. Viveva con una pensione di invalidità in quanto diabetico cronico. Tutti i suoi parenti, tra l'altro non strettissimi, erano lontani, si dice al Nord. Non era sposato e non aveva figli. E gli amici? Anche solo i conoscenti? Come può accadere in un mondo invaso da social e smartphone che non ci lasciano mai? Questi dispositivi, se pur creano rapporti virtuali, fanno sapere insistentemente che esisti, paradossalmente diventano antidoto a questa solitudine del cuore. Giovanni non aveva profili su facebook, preferiva ancora i rapporti autentici... forse questo l'ha penalizzato.

L'uomo, pur con i suoi problemi di salute che gli compromettevano non poco la qualità della vita, era comunque benvoluto, usciva spesso, magari anche solo per fare la spesa per il suo pasto, sempre e solo per uno. Certamente è descritto dai più come un uomo solitario, che non parlava molto, ma comunque placido.

L'episodio lascia perplessi, inorriditi, impauriti. È questa la società in cui viviamo? Domande che rimarranno insolute. Non possiamo che augurare a Giovanni un buon ultimo viaggio.

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