Mercoledì 18 Settembre 2019
   
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Spaccio di droga, un crimine sempre più "tipico" di Casamassima

Casamassima- spaccio di droga

 

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

Arresti con cadenza quasi semestrale a Casamassima. Chiaro sintomo di un disagio sociale senza risposte.

La notizia è fresca di settimana: lo scorso lunedì, i Carabinieri della Stazione di Casamassima hanno arrestato un ventiduenne casamassimese già noto alle forze dell'ordine, poiché responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di un servizio antidroga effettuato nel centro del paese, i militari  hanno infatti sorpreso il ragazzo  in Vico Sant’Angelo mentre spacciava. L'acquirente è riuscito a fuggire, mentre il ventiduenne non ha avuto scampo ed è stato tratto in arresto. D'altronde, oltre alla flagranza di reato, le prove contro il giovane pregiudicato si sono rivelate schiaccianti: la successiva perquisizione personale e domiciliare ha fatto scoprire un piccolo "laboratorio da spaccio", con tanto di bilancino elettronico di precisione. Difatti, i militari hanno rinvenuto quattro dosi di hashish, pari ad otto grammi complessivi, nonché 175 euro in banconote di piccolo taglio. Per il ragazzo, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, sono stati disposti i domiciliari. La droga, il bilancino e i contanti, ritenuti proventi dell'attività illecita, sono stati invece posti sotto sequestro.

Casamassima purtroppo non è nuova a questo tipo di reati. Basta sfogliare gli archivi della nostra redazione per accorgersi che episodi similari accadono nella cittadina con una cadenza, in media, semestrale. L'estate è in effetti cominciata e finita con arresti per detenzione e spaccio di droga. Oltre a quello appena citato, un altro caso si è verificato il 25 giugno di quest'anno: in quell'occasione i Carabinieri della Stazione di Casamassima avevano arrestato un  38enne del luogo, anche in questo caso già noto alle forze dell’ordine per reati specifici, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di un servizio antidroga i militari avevano notato l’uomo, in via Garibaldi, che parlava con altri ragazzi con fare losco. Questo comportamento aveva insospettito gli agenti che, a seguito di perquisizione personale, rinvenivano alcune dosi di hashish nelle tasche dei suoi jeans.

Andando ancora indietro nel tempo, risale a circa un anno fa una notizia con elementi comuni a queste sopracitate. Aggravante: non si trattò in quel caso di hashish ma di droga pesante, eroina per la precisione. A metà agosto del 2014 fu infatti arrestato, sempre nel centro storico, un 29enne casamassimese in possesso di ben otto dosi di eroina.

Se lo spaccio di droga è un'attività tanto 'gettonata' in paese, questo significa, purtroppo, che c'è molta domanda. D'altronde potremmo andare indietro e trovare storie simili all'infinito. La criminalità giovanile, e spesso anche minorile, a Casamassima, inutile negarlo, non è mai mancata.

Inquietanti gli elementi comuni dei casi qui analizzati: si tratta quasi sempre di ragazzi poco più che maggiorenni, tutti con precedenti penali. La strada della criminalità si imbocca presto: si tratta di ragazzini quasi sempre provenienti da famiglie disagiate (e a Casamassima il numero di questo tipo di famiglie è altissimo), che magari disertano la scuola abitualmente (come qualche tempo fa l'Assessore alle politiche sociali Antonietta Spinelli ci spiegò, la dispersione scolastica è un problema nettamente radicato nella cittadina) e che arrivano poi a spacciare o a drogarsi. Magari il loro "tirocinio", prima di arrivare al gradino "più alto" dello spaccio, è fatto da piccoli furti (l'Auchan sembra essere un ottimo banco di prova), risse e pestaggi.

Un altro elemento in comune che riscontriamo è che questi ragazzi sono tutti disoccupati. Dunque figli della disperazione e della povertà. Non che questo giustifichi il loro operato, ma forse queste notizie di cronaca che ci scorrono davanti agli occhi così spesso  e che noi sfogliamo quasi distrattamente  dovrebbero essere il campanello d'allarme di una situazione di disagio a monte dei nostri giovani.

VALERIA MARANGI

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