Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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LA DENOMINAZIONE DOP NON ARRIVA LISCIA COME L’OLIO

frantoio

Economia, gli sforzi dei produttori casamassimesi per ottenere i “riconoscimenti”

Definito da molti come “il vero oro della Puglia”, alimento antico e dai molteplici usi e qualità, l’olio è il frutto di un clima generoso: la nostra regione è la prima produttrice di olio in Italia, gli olivi sono presenti in ogni paesino lungo la costa o nell’entroterra. Le olive che producono l’olio DOP extravergine di oliva sono prevalentemente la Coratina, l’Ogliarola, la  Cellina di Nardò e il Leccino. L'olio è sicuramente uno dei più richiesti prodotti tipici pugliesi esportato in tutto il mondo e si presenta oggi come un prodotto naturale e dagli standard qualitativamente elevati. Dal nord della Puglia sino alla punta del tacco ci sono tantissimi antichi frantoi che si occupano della produzione di olio.

Come la Cantina sociale, anche il Frantoio sociale al momento non sembra raggiungibile, ci riserviamo di intervistarli non appena riapriranno i battenti. Così la realtà più grande e più interessante, specie per le prospettive di crescita, risulta sicuramente il Frantoio oleario Iacovelli Benedetto.

Il frantoio e Azienda agricola Iacovelli, opera nel settore della produzione e vendita di olio extravergine di oliva di qualità sin dal 1930 e da oltre quattro generazioni. L’attività si avvale della collaborazione di agricoltori casamassimesi dediti alla coltivazione delle varietà di olive tipiche della zona, Coratina e Ogliarola barese (Paesana).olio_logo_iacovelli

L’azienda, a conduzione familiare e dotata di un proprio marchio, distribuisce su tutto il territorio nazionale e in alcuni paesi all’estero. La famiglia Iacovelli si pone l’obiettivo di perseguire un programma di qualità, tradizione e valorizzazione del proprio territorio, per questo delimita le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione nell’area di Casamassima.

“Si sa che per avere la DOP tutte le fasi della filiera di produzione devono avvenire in un'area geografica delimitata, l’azienda che ha il marchio deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e che il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo. Così ci chiediamo perché il Frantoio Iacovelli non ha tale denominazione”, ci riferisce la famiglia Iacovelli.

Il paese di Casamassima rientra nel Consorzio di tutela DOP Terra di Bari, accompagnata dalla menzione geografica aggiuntiva ‘Murgia dei Trulli e delle Grotte’, che riserva la DOP all'olio extra vergine di oliva ottenuto dalla varietà di olivo Cima di Mola. Questa varietà manca dal suolo casamassimese già da alcuni decenni e fin quando non si estenderà la DOP Terra di Bari Murgia dei Trulli e delle Grotte ad altre varietà di olive, come la Coratina per la zona di ‘Castel del Monte’, l’olio prodotto a Casamassima non potrà mai avere il marchio di garanzia.

Il consumatore sembra essere oggi sempre più attento ai benefici sulla salute, alla provenienza, alla qualità dei prodotti, al processo di lavorazione, a un prodotto legato al proprio territorio e alle caratteristiche di gusto e profumo. Per questo diviene fondamentale il riconoscimento del prodotto attraverso i marchi DOP o IGT. Alcuni frantoi casamassimesi indirizzarono una lettera tempo fa al Comune affinché potesse interessarsi della questione e spingere verso un riconoscimento dell’olio paesano, ma non è stata ricevuta alcuna risposta.

Il Frantoio Iacovelli ha mobilitato il Consorzio di Tutela DOP Terra di Bari per avanzare richiesta alla Comunità Europea e sembra ci siano ottime probabilità.

L’azienda ha da poco allestito un proprio punto vendita, fra i prodotti realizzati e venduti degna di menzione risulta la selezione di oli monovarietali, definita “Selezione oli d’autore”. Sull’etichetta di ciascun olio monovarietale, associato ad un quadro famoso, è specificata la varietà di olive di appartenenza, il profilo organolettico dell’oliva e l’associazione più corretta ai piatti, proprio come accade per i vini. “Seguiamo la filosofia che considera l'olio extravergine di oliva non solo dal punto di vista salutistico-nutrizionale ma anche come strumento capace di esaltare o semplicemente modificare una determinata preparazione culinaria”, continua la famiglia Iacovelli, che sta preparando inoltre una grande sorpresa per il mese di aprile: il lancio di un prodotto assolutamente innovativo di cui non ci vogliono svelare la natura in anteprima. Per fine anno è prevista la pubblicazione della prima edizione di Pane e Olio. Guida ai frantoi artigiani d'Italia e Casamassima avrà l’onore di vedersi rappresentata proprio dal Frantoio Iacovelli. Speriamo questo possa sensibilizzare chi di dovere a spingere certi procedimenti affinché gli sforzi di questi nostri compaesani possano essere premiati e affinché anche Casamassima abbia il suo prodotto DOP.

Commenti  

 
#8 Luna Pastore 2011-03-22 15:05
Ringraziamo i numerosi commenti che dimostrano che c'è il vivo desiderio di avere un riscontro al lavoro compiuto nei campi e nei frantoi....questo riconoscimento può essere la DOP al nostro olio. Per PAR CONDICIO: questo articolo è solo uno di una serie di inchieste che stanno indagando la situazione a CAsamassima. Come puoi tu stesso leggere sul cartaceo di questa settimana (lo trovi nelle edicole) c'è un'interessante intervista al Presidente del Franotio Sociale...ci sarebbero tante cose di cui parlare e vedendo che te ne intendi mi vien proprio voglia di invitarti ad un'intervista...ci stai? , scrivimi!!! Voglio sapere tutta la verità, siamo davvero desiderosi di veder crescere il paese!!!!
 
 
#7 ex socio 2011-03-21 17:55
Purtroppo devo confermare quanto detto da - nativo - e da - socio - è indubbio che l'agricoltura in generale sta attraversando un periodo molto delicato e serio di profonda crisi , ma è altrettanto vero che da parte degli attuali amministratori del frantoio sociale non vi sono ne idee e ne tantomeno condivisione delle varie problematiche , ma solo ed esculusivamente mere povere beghe personali.Anche e soprattutto questo ha contribuito ad allontarare i soci dalla struttura ( me compreso ) perchè ormai la gestione è puramente ed esclusivamente personale.Probabilmente qualcuno ha anche interesse a farsi che i soci si allontanino ,tempo fa in assemblea generale dei soci è stata votata all'unanimità una delocalizzazione che prevedeva la vendita dell'attuale struttura - vecchia e obsoleta - e con il ricavato la costruzione di una nuova struttura moderna ed efficente . Non si è mai attuato quanto deciso all'unanimità dall'assemblea sovrana dei soci. Visto che per tanti anni sono stato socio mi piacerebbe sapere perchè a tutto questo non si è dato seguito , se qualcuno puo può darmi notizie ne sarei grato.
 
 
#6 par condicio 2011-03-21 17:40
sono un cittadino di casamassima,figlio di contadini che hanno sempre raccolto le olive e prodotto olio molendo le olive presso tutti i frantoi di casamassima e posso confermare che il miglior olio d'oliva prodotto è quello del frantoio sociale, sia per qualità, sia per quantità di resa e pulizia dell'olio exstravergine d'oliva,perchè non tutti sanno che da quando il frantoio sociale usa il frantoio continuo ha tolto le presse fuori legge (perchè non tutti sanno che è in vigore una legge che abolisce le vecchie presse ,carrelli e contenitori in ferro )con l'acciaio inox l'olio prodotto è migliore di quello delle presse perchè le olive con questo macchinario vengono molite nelle 24 massimo 48 ore e poi le olive sono del territorio di casamassima perche i soci non comprano le olive da altri paesi come i privati.
Se qualcuno si lamenta che l'olio pizzica , varie trasmissioni televisive hanno sempre detto che la bontà dell'olio è proprio quel pizzico in gola che si sente.Quando si scrive un articolo bisogna ascoltare più campane ed informarsi e non fare pubblicità a una sola persona e infossare le altre.per quando riguarda la chiusura del frantoio sociale e ci saranno i soci vecchi e giovani che portano le loro olive paesane il frantoio non chiude
perchè se vogliamo parlare dei costi di macinatura il frantoio sociale opera la tariffa inferiore a tutti gli altri frantoi.Per ulteriori chiarimenti scrivere a parcondicio.
 
 
#5 cittadino 2011-03-21 09:22
Devo contraddire il giudizio di nativo e socio. Il Frantoio Sociale non è in via di chiusura. Tantomeno non è nelle mani di due o tre persone. Sono i soci che stanno abbandonando la cooperativa perchè lo spirito cooperativistico di cui si parla apparteneva alle vecchie generazioni ma non appartiene alle nuove. Mancano idee, soci giovani con la volontà di fare qualcosa. Attualmente la maggior parte dei soci sono anziani che, vista l'età, non hanno più interesse a stare nella cooperativa. Non parliamo per sentito dire.
 
 
#4 Aribert Heim 2011-03-20 22:44
Da quanto so, ne è prevista la demolizione per creare, tanto per cambiare, edifici...
 
 
#3 Luna Pastore 2011-03-20 19:45
Da ieri mattina in tutte le edicole di Casamassima il giornale "La voce del paese", edizione cartacea di Casamassima Web. E' pubblicata lì l'intervista a Pasquale Del Re, Presidente del Frantoio Sociale. Consigliatissima la lettura. Grazie per i vostri commenti!
 
 
#2 SOCIO.... 2011-03-19 19:04
IL FRANTOIO SOCIALE HA PERSO ORMAI LO SPIRITO COOPERATIVISTICO,FONTE DI ISPIRAZIONE DEI SOCI FONDATORI VIENE GESTITO(PAROLA FORTE)DA PERSONE CHE PENSANO DI POSSEDERLO E ESSERNE PADRONI.
IL POVERO MELIOTA VITO E TUTTI I VECCHI SOCI CHE HANNO INVESTITO CON IL LORO DURO LAVORO IN QUESTA STORICA STRUTTURA SI STARANNO RIVOLTANDO NELLA TOMBA,
 
 
#1 nativo...... 2011-03-19 18:55
mi dicono che ormai il frantoio sociale sia in mano a due o tre persone....che ne stanno facendo puro uso personale ...a propio piacimento....e traendone vantaggi....e che sia in via ...di chiusura.
un vero peccato.....per una cooperativa che ha ...rappresentato....un baluardo e fonte di guadagno.....per tanti agricoltori....e un lustro per la tradizione agricola casamassimese.......peccatoooo....pazienza sarà...l'ennesima perdita...di casamassima
 

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