Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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GLI CLONANO LA TARGA E NON PAGA LE MULTE

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Da un paio d’anni circa si vede recapitare a casa “fogli verdi”, atti giudiziari, che ritirati agli sportelli dell’ufficio postale scopre essere multe per divieto di sosta. Nessuna stranezza, contravvenzioni da sanare versando il relativo importo previsto per questo tipo di infrazione, se non fosse che l’interessato è un residente di Casamassima e le violazioni al codice della strada si verificano nell’hinterland milanese mentre lui risulta essere nel paese in cui vive e lavora. Difficile avere il dono dell’ubiquità.

È accaduto a Paolo Santorsola, hair stylist: “ho capito subito che mi avevano clonato la targa, quello che mi ha ‘salvato’ è stato il modello dell’auto: la mia è un Seat Altea, quella colta in flagranza di reato una Opel Astra”.

Ad oggi gli hanno consegnato ben 6 “fogli verdi”. La saga ha avuto inizio nel 2008 e da allora il protagonista ha perfezionato la procedura, ma non ha ancora debellato il problema: “La soluzione sarebbe cambiare le targhe (rigorosamente a spese proprie), cambiare auto (e quindi lo scettro passerebbe ‘di diritto’ al nuovo proprietario), oppure rottamarla”, ci racconta Santorsola. E continua: “Cambiare le targhe costerebbe circa 200 euro non rimborsabili”. Il danno e la beffa dunque.

Ma come ha risolto con le multe? “La prima volta mi sono recato alla locale stazione dei Vigili urbani (Casamassima) chiedendo consigli e mi è stato risposto di tentare il ricorso, che probabilmente si trattava di un errore. Non contento ho provato con i Carabinieri, che hanno confermato la tesi dell’errore e del ricorso. Sicché ho trasferito ai Vigili del Comune di Corsico i documenti relativi alla mia auto (supportato da un parente, anch’egli Vigile urbano, al quale mi sono rivolto per ottenere assistenza soprattutto nel produrre i documenti). A distanza di circa 10 giorni dalla prima multa ne ho ricevuto una seconda, sempre divieto di sosta. Naturalmente stavolta ho preteso che i Carabinieri accogliessero la mia denuncia e ho rifatto l’iter della prima volta. Da allora ne ho ricevute ancora 4, l’ultima l’ho contestata proprio la settimana scorsa; da Corsico delle prime due siamo passati a Milano città”.

Il trasgressore potrebbe essere all’oscuro di tutto (avendo acquistato l’auto usata) come potrebbe trattarsi di un delinquente. Dalla Prefettura di Milano giunge la notizia che l’affare è stato archiviato, ma perché non vanno a caccia di questa persona per verifiche del caso? Forse si potrebbe tentare una segnalazione alla Polizia stradale, ma resta che un privato cittadino debba organizzarsi autonomamente nel difendere la sua posizione. E se il modello dell’auto fosse stato uguale? Avrebbe dovuto dimostrare dov’era e con chi..

Roba da far west.

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