Martedì 18 Dicembre 2018
   
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CONTRO L'OMOFOBIA UNA PROPOSTA DI LEGGE AL COMUNE

omofobia_medium

La manifestazione svoltasi nella piazza di Casamassima la settimana scorsa, Nessun dorma, si inserisce in un disegno più ampio di sensibilizzazione e punta al concretamento di azioni legislative di tutela e salvaguardia delle diversità. Giuseppe Quaranta, del Collettivo Cime di Queer: “Crediamo che per fare coming-out occorra avere una maturità personale ed interna, che in una società come quella di Casamassima è difficile portare fuori. Bisogna avere il coraggio di cambiare il proprio paese dal piccolo. In famiglia avere il coraggio di dirlo, ma non con un’aria di vittimismo (piangersi addosso la propria omosessualità) ma accettarla prima personalmente e poi imporre il proprio orientamento sessuale anche all’esterno”. Le associazioni mobilitatesi nell’organizzazione dell’evento aderiscono alla Maratona contro l’omofobia e Kasamatta disobbediente ha deciso di schierarsi: “Pensiamo che un comune civile debba promuovere misure concrete per la prevenzione e la lotta all’omofobia, coerentemente con un percorso cosi largamente condiviso nell’assemblea di lunedì scorso alla presenza di collettivi, associazioni, partiti e sindacati, con la volontà di aprire una vertenza costruttiva nei confronti dell’amministrazione”. Si tratta di una proposta di legge già approvata all’unanimità dalla Regione Lazio; i rappresentanti di Pd e Sel sono dunque, anche a livello locale, interessati e coinvolti, e Kasamatta si sta facendo carico di promuovere e divulgare il testo da proporre, sulla scorta di quello già presentato in Consiglio comunale di Capurso.omofobia

Riportiamo di seguito il testo.

OGGETTO: Ordine del giorno sull’approvazione di misure per la prevenzione e la lotta all'omofobia e alla transfobia

Il sottoscritto Consigliere

Premesso che:

• Il Parlamento Europeo il 18 gennaio 2006 ha approvato più risoluzioni attraverso le quali invita gli Stati membri ad agire per contrastare i diversi fenomeni in cui la omo-transfobia si manifesta -P6_TA(2006)0018, P6_TA(2006)0273, P6_TA(2007)0167-;
• La Costituzione della Repubblica Italiana (art. 3) stabilisce che:
- tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
- è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
• La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani all’articolo 2, comma 1 recita: “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”.
• La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea (2000/C 364/01) all'articolo 1 recita: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”. E all'articolo 21 ribadisce: “E' vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”.

Considerato che:

• Il 17 maggio del 1991 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l'omosessualità una “variante naturale del comportamento umano”.
• Presso il Parlamento Europeo è in preparazione una specifica direttiva sulla prevenzione e la lotta all'omofobia, mentre presso la Commissione giustizia della Camera è allo studio un testo unificato per introdurre nel codice penale l’aggravante inerente all’orientamento sessuale della persona offesa dal reato e all’identità di genere;
• Una cultura diffusa ancora oggi anche in Italia spinge a considerare le persone omosessuali, transessuali e transgender come perverse o malate, rendendole spesso oggetto di scherno e discriminazione e obbligandole a nascondersi e spesso a rinunciare, per paura di essere scoperte, al diritto di denunciare maltrattamenti, percosse, furti o ricatti;

Tenuto conto che:

• in Italia non ci sono specifiche politiche tese a contrastare le forme di discriminazione nei confronti delle persone omosessuali, transessuali o transgender e non esistono dati statistici utili per valutare il fenomeno
• I dati statistici (2009) dell’Agenzia UE per i diritti fondamentali dimostrano che l’omofobia è un fenomeno socialmente in piena diffusione nei paesi europei ed in molti casi tollerata se non sostenuta apertamente da esponenti politici ed istituzionali;
• la lotta all’omofobia e alla transfobia non riguarda solo le persone omosessuali, transessuali o transgender, ma interessa l’autorità pubblica e la volontà collettiva della società, soprattutto se si considera che le difficoltà hanno spesso inizio sin dalla scuola, non sempre adeguatamente preparata ad affrontare l’argomento;
• i ripetuti e recenti episodi di violenza e di aggressione omofobica e transfobica dimostrano senza ombra di dubbio e con drammatica evidenza il clima di intolleranza e insicurezza cui è sottoposta l'intera categoria dei cittadini omosessuali, transessuali o transgender.

Tutto ciò premesso e considerato,

Il Consiglio Comunale di Casamassima

Plaude e sostiene

l'iniziativa dell'Italia di aderire alla proposta di decriminalizzazione universale dell'omosessualità presso l'Onu, presentata dalla presidenza di turno francese dell'Unione Europea, e accolta da tutti gli altri Paesi dell'Unione Europea.

Sollecita il Parlamento italiano

all’approvazione di una normativa specifica che tuteli le cittadine ed i cittadini contro ogni forma di manifestazione di tipo omofobico e transfobico;

Invita il Governo italiano:

• a contrastare il fenomeno dell’omofobia e della trans fobia con iniziative formative nelle scuole, nella pubblica amministrazione, tra le forze dell’ordine nonché nei luoghi di lavoro con specifici programmi di "diversity management";
• a dotare l'Istat dei fondi necessari per il finanziamento dell’indagine contro le discriminazioni per orientamento sessuale, cancellando il taglio apportato per finanziare l’abolizione dell’Ici;
• a promuovere l’introduzione nei programmi scolastici di ogni ordine e grado di elementi formativi che conferiscano agli studenti autonomia e capacità d’analisi, nonché spirito critico contro ogni forma di violenza e di discriminazione basata sull’identità di genere o sull’orientamento sessuale, ai fini della promozione di una reale autodeterminazione delle persone e a verificare che le istituzioni scolastiche controllino il materiale scolastico adottato dai docenti affinché non contenga stereotipi sessisti o discriminatori.

Impegna la Giunta Comunale di Casamassima

• ad adottare iniziative utili a far si che la giornata mondiale contro l’omofobia abbia nel territorio di Casamassima un’adeguata risonanza e veda il massimo coinvolgimento delle istituzioni regionali;
• a promuovere, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative destinate a sensibilizzare l'opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omofobica e transfobica;
• a promuovere interventi nella scuola, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, affinché l’istituzione deputata all'educazione dei futuri cittadini sviluppi una cultura delle diversità e operi quindi quale luogo principale per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni.
* ad istituire un numero telefonico gratuito anti omofobia/violenza.
* ad approvare senza ulteriori rinvi l impegno programmatico assunto con la cittadinanza per ciò riguarda le unioni civili.

CHIEDE AL CONSIGLIO COMUNALE:
Di approvare il testo dell’ordine del giorno come da proposta presentata nella parte narrativa e propositiva.

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