Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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OMOFOBIA, QUANDO IL SILENZIO DIVENTA DENUNCIA

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È passato un mesetto da quando un ragazzo omosessuale è stato aggredito nel centro di Casamassima davanti agli occhi indifferenti dei passanti, ma l’eco di quell’episodio non accenna a spegnersi.

L’effetto non ottenuto dalla denuncia -che ancora non c’è stata- alle forze dell’ordine, è stato paradossalmente conseguito proprio da quel silenzio che amici e famiglia della vittima hanno cercato di difendere anche con posizioni molto accese.

È stato infatti proprio questo episodio a spingere varie associazioni casamassimesi e non, a mobilitarsi e a scendere in piazza contro omofobia, violenza, misoginia e discriminazione, contro la mancanza di iniziative culturali e sociali per combattere il degrado sociale, per il diritto di esistere e di fare le proprie scelte.

Nessun dorma, lo slogan della serata: o meglio nessuno finga di dormire perché non è fingendo che non sia successo nulla che le cose torneranno a posto.

Una piazza, un gazebo, un microfono per chi ha voglia di raccontare le proprie esperienze, musica e videoproiezioni: ecco cosa è bastato per richiamare circa trecento persone di tutte le età, dai ragazzi, ai genitori con i passeggini, ai vecchietti fuori dai circoli. E per un paese in perenne quiescenza come Casamassima, questo pubblico, in un nebbioso pomeriggio novembrino, non è proprio poco.

A parlare, a raccontare, a mettere in comune le loro esperienze, si sono avvicendati i collettivi Kasamatta disobbediente, Cime di Queer, Un desiderio in comune, le sezioni locali di Sinistra critica, PRC, Giovani attivisti, Federazione di Sinistra, CGIL, PD e SEL, le associazioni Ké Bari, Zona franca, AGEDO, Arcilesbica, Arcigay, i gruppi del Socrate e Mercato occupato, insieme per una manifestazione che vuole difendere un diritto che nelle società cosiddette civili, non avrebbe alcun bisogno di essere difeso. E a colpire di più sono proprio le esperienze di vita vissuta, perché violenza non è solo un’aggressione fisica: è vedersi rifiutare un posto di lavoro, o l’ingresso in un locale perché non si rispettano determinati canoni di normalità. Come se la normalità avesse un senso “diverso” in una società che si avvia al multietnico e al multiculturale, o come se ci si rifiutasse di accettare che le cose sono cambiate rispetto a tanti anni fa.

E forse il problema è proprio che le cose non sono cambiate. Sono semplicemente venute alla luce e per questo non si può più far finta di nulla, rimanere arroccati su posizioni talmente obsolete da diventare ingiustificate. L’omosessualità c’è sempre stata, ce lo insegnano la storia e la letteratura. E allora perché in una società in cui personaggi famosi sentono il bisogno di fare outing dai salotti televisivi e dalle pagine di libri e riviste, in una società in cui la figura del gay è così di moda in ogni film e in ogni fiction, perché nella vita reale c’è bisogno ancora una volta di urlare e  manifestare per vedere riconosciuta una dignità che tutti, indistintamente, hanno dalla nascita?

Forse quando si troverà la risposta a questa domanda si potrà iniziare a mettere insieme piccoli tasselli per una società che sia davvero civile e rispettosa dell’individuo semplicemente in quanto individuo.

E senza cadere nel facile giochetto del dare la colpa agli altri, di puntare il dito contro le istituzioni, civili o religiose che siano. Se è vero che il futuro di un paese è ancora nelle mani dei suoi abitanti, allora cominciamo dal basso a fare la rivoluzione: forse solo così un episodio di violenza potrà diventare l’inizio di un graduale ma inarrestabile processo di cambiamento, piuttosto che il culmine di un’escalation di misoginia e violenza.

Commenti  

 
#2 Maria 2010-11-08 19:46
Ciao, purtroppo nn ho potuto partecipare alla manifestazione, però tutti mi hanno raccontato che è stato bellissimo e hanno partecipato in tanti... Spero proprio che questa voglia di cambiare inizi per davvero!!
 
 
#1 GiovanniPaolo 78 2010-11-06 00:32
Ciao, io risieto a Turi e ho letto questa discussione grazie ad un link su Facebook posto da Turi Web, ho partecipato anch'io alla manifestazione e devo dire che è stata fantastica con gente molto simpetica, ho partecipato per due semplici motivi, il primo per quel ragazzo che è stato aggredito un mesetto fa e poi anche per me, si, sono gay e vi assicuro che Casamassima non è l'unica provincia con gente omofoba, Turi ne ha molte di più di persone omofobe ed io ne so qualcosa.
 

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