Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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UNA DOMENICA DI BENEFICENZA GRAZIE A POCHI

giovani attivisti_raccolta

E' andata bene ma poteva andare meglio, la raccolta di beneficenza per Ex Socrate occupato: "ci sono giunti abbastanza beni alimentari ma da poche persone, di cui alcuni forestieri", ci raccontano gli organizzatori. "Siamo abituati agli sguardi cupi a distanza, oppure tra il curioso e l’intimorito, all’indifferenza e il chiacchiericcio; non è questo che ci sorprende, è l’indifferenza di chi in questo paese si definisce antirazzista; tutti quegli oratori da facebook che pensano che condividere un link sia un atto rivoluzionario, tutti quelli che si definiscono forze di sinistra".

Ma continuano: "Invitiamo tutti ad una riflessione profonda, perchè se non siamo capaci di rinunciare ad un caffè per acquistare un pacco di pasta per chi non possiede casa, lavoro; ha affrontato il deserto per scappare dalla guerra, e magari ha lasciato moglie, figli, fratelli, insomma la propria patria per cercare un futuro migliore.. se non siamo capaci di almeno alleviare tanta sofferenza, il cambiamento di questo paese è lontano"; e ancora: "Abbiamo perso la memoria del ventesimo secolo, abbiamo dimenticato quando noi eravamo immigrati".

La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione. "Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città  dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.

Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davantia lle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà , con toni lamentosi e petulanti.

Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.

Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.

I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali."

Fonte: Relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, ottobre 1912, che si conclude con questa frase: "La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

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