Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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LAVORO, QUANTO MI COSTI CARO DIPENDENTE?

lavoratore

C’è fermento in Regione Puglia, si parla di crisi e sperperi pubblici, ripresa economica e marchi di garanzia territoriale, risorse per il rilancio e riorganizzazione degli enti, oltre che sostegno alle piccole e medie imprese. “Le Pmi della Regione Puglia – afferma Gianfreda, consigliere regionale dell’Idv e Presidente della IV Commissione consiliare (Sviluppo economico) – potrebbero trarre enorme giovamento da un supporto di consulenza qualificata che consenta la lettura e l’analisi di bilancio e la creazione di cultura finanziaria. Un intervento tempestivo e mirato in tal senso, infatti, potrebbe contribuire a sostenere l’impresa in un periodo congiunturale come quello attuale in cui la stessa si trova a fronteggiare una sempre maggiore difficoltà di accesso al credito, dotandola preventivamente degli strumenti in grado di garantirle un approccio professionale al mercato dei capitali, di strategica importanza con particolare riferimento al sostegno dei processi di crescita aziendale”. Ma una delle voci in bilancio che pesa maggiormente è il personale. Ne parliamo con Teresa Antonicelli, consulente del lavoro, Ctu del Tribunale di Bari e Ct della neonata Commissione Pari opportunità del Comune di Casamassima.

Questo molto ha a che fare anche con le risorse umane. Ma quanto costa in media un dipendente?

Il riferimento è alla qualificazione professionale del fattore umano, che aiuta indubbiamente l'azienda a evolversi e ad adeguarsi ai cambiamenti del mercato e a effettuare una analisi degli eventi. Problema primario delle aziende, soprattutto dalle nostre parti, è la totale mancanza dell’analisi, della pianificazione e del controllo, che pochissime aziende applicano, limitando il loro intervento interno alla mera rilevazione dei costi e ricavi aziendali, senza elaborarli. È necessario analizzarli e dedurne i dati che possono servire a pianificare l'attività aziendale a breve, medio e lungo termine, la cosiddetta contabilità analitica e non di mera rilevazione.

Purtroppo pochissimi commercialisti applicano questo tipo di analisi aziendale e si limitano alle registrazioni ordinarie, spesso a cavallo delle scadenze, senza "indirizzare" l'imprenditore sulle scelte da effettuare. Il tutto si sposa all’abitudine "padronale" di gestire le imprese, che poco lascia ai manager esterni di esercitare la loro professionalità. Il costo del personale è un fattore rilevante, nelle aziende, soprattutto quelle di produzione, in cui ancora, l'ausilio di fattore umano è pregnante: la pressione del costo del lavoro in Italia è altissima. Il valore contabile di un dipendente è costituito da costi diretti e indiretti. Partiamo da uno stipendio base costituito dai 1000 - 1100 euro base, comuni a molti contratti collettivi (definito base o tabellare, sul quale polavoro_salaritremmo approfondirne il concetto: scala mobile, adeguamento del contratto collettivo al costo della vita e metodologie). A questo si aggiunge il costo dei contributi previdenziali, che spazia dal 35 al 41 % gestione Inps lavoratori subordinati, per cui in base all'esempio 1000+410 euro (di cui il 9.19 conto dipendente prelevati in busta paga) = 1410 euro. A questo va aggiunta l'Inail, pagata stranamente sull'importo delle retribuzioni erogate, metodo assurdo direi, visto che, l'Inail è riferita alla valutazione del rischio in ambiente di lavoro. Questa si paga, come dicevo sulla retribuzione, in base a una valutazione del rischio in "per mille", ossia valutazione che può variare dal 5 per mille, per un impiegato d'ufficio, al 40 per mille, di un lavoro in produzione, a seconda delle strumentazioni che si usano. Questa è tutta a carico dell'azienda. Tale valore viene ridotto per aziende che applicano implementazione sulla sicurezza del lavoro. Poi vi è la retribuzione indiretta, ossia quella che il dipendente prende in un momento diverso dal mensile, come la tredicesima e quattordicesima, pari a una mensilità, che prescinde dalla produttività al lavoro, costo meramente pieno per un datore di lavoro. Oltre a queste, vi è anche il trattamento fine rapporto, calcolato annualmente, pari ad una mensilità di lavoro diviso 13.5 (un divisore fisso), accantonato in un fondo, soggetto a rivalutazione annua. Per cui basta poco per rendersi conto del costo del lavoro, abbastanza alto: all'incirca 21.200 euro l'anno (stipendio di 1000 euro al mese circa). Per non parlare delle giornate di lavoro in cui il dipendente si assenta per infortunio o malattia, in cui, ad esempio, per la malattia i primi tre giorni sono a totale carico dell'imprenditore, in assenza di produzione e nei giorni successivi, l'imprenditore integra la giornata a seconda delle varie percentuali dettate da contratto collettivo.

A quanto ammontano, in media, ai contributi previdenziali di un dipendente assunto a tempo indeterminato e un collaboratore a progetto?

In media i contributi previdenziali, parliamo di Inps, per un dipendente, per cui lavoratore subordinato, assunto a tempo indeterminato, ammontano attorno ai 350-400 euro al mese, di cui il 9.19 viene pagato dal dipendente, con prelievo diretto in busta, a cui bisogna aggiungere i contributi assistenziali, ossia l'Inail. Questo su uno stipendio prefissato per contratto collettivo. Per un collaboratore a progetto la contribuzione, ossia, per un lavoratore "autonomo", la contribuzione viene pagata su un "compenso", che è determinato dalle parti, con versamento alla gestione separata Inps (un fondo speciale), ed è pari al 26.72 per cento, di cui 1/3 conto collaboratore e 2/3 conto azienda. A cui va aggiunta la contribuzione assistenziale (Inail), calcolata sempre in terzi.

Casamassima offre una tipologia abbastanza ricca di casistiche. Ma le aziende locali sono "in media" in ordine con le posizioni contrattuali?

Casamassima offre una tipologia ricca di casistiche perché i datori di lavoro spaziano nell'uso dell'inquadramento a seconda delle varie fattispecie a disposizione. In media, le aziende locali, sono in ordine con le posizioni contrattuali, anzi, direi, che in base all'esperienza sul campo, sono decisamente assillati dai controlli che diventano sempre più pregnanti sul territorio. Mi viene in mente lo spiegamento di forze dell'ordine che vi è stato nelle campagne negli scorsi mesi. Si trattava di Carabinieri dotati di elicotteri che piombavano dall'alto..

pariopportunitaOrmai gli imprenditori conoscono i controlli che vengono effettuati e cercano, visti i costi onerosi, di mettere in regola i lavoratori. Per quanto riguarda il rispetto del contenuto dei contratti collettivi e dei diritti dei lavoratori, penso che si debba aprire un capitolo a parte, ma di questo sicuramente non si deve prendere a riferimento le aziendine locali, ma altri tipi di realtà, che tanto paventano il rispetto degli adempimenti, ma approfondendo, celano degli abissi di violazioni, vedasi, presenza pari a zero di sindacalizzati.

Lei ora è in Commissione pari opportunità del Comune di Casamassima, voluta soprattutto per carenza di donne in politiche. Crede sia un'integrazione funzionale all'obiettivo?

Io spero che lo sia, perché la Commissione è nata un po' per questo motivo. Ma spero anche che sia funzionale a tutt'altro obiettivo, ossia diffondere la cultura delle Pari opportunità sul territorio di Casamassima, già dove, le opportunità di lavoro sono ben poche per le donne, che ad esempio non hanno a disposizione neanche un nido, in cui lasciare i piccoli per andare a lavoro. Io dubito che diverse di loro conoscano il vero contenuto di un part-time, del fatto che durante la maternità il loro contratto di lavoro full-time, non può essere ridotto aprioristicamente e unilateralmente dall'azienda, giusto per ridurre il costo di lavoro. Basterebbe fare un po' di informazione (un volantinaggio, per esempio?) su nozioni di diritto del lavoro. È auspicabile che questa commissione cominci a lavorare a qualche progetto sui principi attivi e a realizzare qualcosa per le donne di Casamassima. Fermo restando che potrebbe anche essere utile anche agli uomini, visto che con le "pari opportunità" ci si riferisce a tutti indiscriminatamente.

Commenti  

 
#6 new project car a r. 2015-07-30 16:35
Buon pomeriggio, sono l'amministratore di una societa' cooperativa di noleggio con conducente, fin ora usavo i contratti di collaborazione in partecipazione a gestione separata....
So che non sono piu' adeguati, e ok, ma allora adesso che piano piano arrivano al termine io che tipo di contratto posso applicare ? Qual' e' il piu' economico ?
Purtroppo vedo a malincuore che nemmeno i consulenti del lavoro mi sanno rispondere....
Voi potete aiutarmi ?
Grazie in anticipo.
 
 
#5 rocco 2015-04-15 22:54
sono un commesso di una ferramenta 5 livello il mio datore di lavoro mi ha fatto passare da full time a par time vorrei sapere quanto va' a risparmiare di tasse
 
 
#4 mateto 2014-03-13 16:19
sono ebreo :D
 
 
#3 turiddu 2014-02-14 13:16
desiderei sapere quanto costa un operario autista 3 livello 8 0re al giorno grazie tutto compreso inail e imps grazie
 
 
#2 Alessandro74 2013-12-01 06:02
Vorrei sapere quanto gli costo annualmente a chi mi assume se vengo registrato a tempo pieno ed avendo i requisiti che rientrano nella legge che fa risparmiare al datore di lavoro sul pagamento dei contributi.
 
 
#1 claudios 2012-09-10 23:30
vorrei sapere gentilmente,quanto costa al datore di lavoro,un dipendente da autista per 2/3 mesi?
 

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