Mercoledì 22 Maggio 2019
   
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“Questione TARI”: la parola al Comitato

tari

In questi giorni i cittadini stanno ricevendo le bollette TARI; un rapido confronto con le tariffe del 2018 porta a costatare che il costo sopportato dalla comunità per la gestione dei rifiuti è decisamente alto rispetto al servizio che viene offerto.

Ci è parso opportuno contattare il “Comitato TARI 2018” per raccogliere il loro parere. Ricordiamo per dovere di cronaca che il Comitato ha incassato una prima vittoria sul Comune di Casamassima, ottenendo sentenza favorevole in occasione del ricorso presentato dinanzi al TAR Puglia. Sentenza impugnata dall’ente, che ha deciso di appellarsi al Consiglio di Stato. A rispondere alle nostre domande è Pierfrancesco Fais, Presidente del Comitato Tari 2018, che tra i promotori dello stesso è il primo ricorrente nei giudizi pendenti.

 

Dopo il verdetto favorevole del TAR Puglia, il Comune ha deciso di impugnare la sentenza dinanzi al Consiglio di Stato. Al momento quanto vi sono costati singolarmente questi ricorsi? Fin dove volete arrivare?

«Sinceramente non pensavamo che, dopo una Sentenza del Tar Puglia Bari limpida e statutaria, l’Ente avrebbe deciso di procedere senza alcun confronto con i ricorrenti, con azioni successive “per essere sempre un passo avanti ai ricorrenti” (cit. Sindaco), con questa quasi grave ostentazione ossessiva.

Tengo a precisare che tutte le azioni fin qui instaurate sono scaturite non da un iter processuale in sede TAR, bensì da azioni successive messe in atto dal Comune che, per quanto un po’ confuse, hanno costretto noi ricorrenti a difenderci (ricordiamo che sussistono: l’appello al Consiglio di Stato, il nostro ricorso al Presidente della Repubblica trasposto al TAR per volontà oppositoria dell’Ente, nonché la nostra impugnazione alla Delibera di Convalida del Piano Tari 2017; azioni giustificate dall’emissione di sempre nuovi atti da parte del Comune, la cui mancata impugnazione anche di uno solo di questi, avrebbe potuto determinare l'inefficacia della sentenza del TAR Bari, in danno sia dei ricorrenti che di tutti i cittadini di Casamassima).

Fortunatamente, grazie alla comprensione dell’Avv. Rocco Paccione, le nostre spese fin qui sostenute, per quanto siano nell'ordine delle migliaia di euro, non raggiungono i quasi 25.000 euro impegnati dal Comune contro i propri cittadini».

 

Il vostro ricorso si basa principalmente sulla tariffa, secondo voi esagerata, che versa ogni contribuente. Se il Consiglio di Stato dovesse darvi ragione, si parla di circa un milione di euro che il Comune dovrebbe restituire ai cittadini. Si andrebbe incontro al dissesto finanziario?

«Nel ricordare tutti i ricorsi pendenti e quindi non solo il Consiglio di Stato, è necessario precisare che il nostro primo ricorso ha basato le sue motivazioni, sostanzialmente tutte accolte, non meramente sulle tariffe, ma sulla violazione di Legge che stabilisce le modalità di redazione del Piano Tari, in questo caso 2017.

Dalla redazione del Piano Economico Finanziario (PEF) discendono tutti gli atti connessi, compreso appunto quello relativo alle tariffe che, in quanto frutto di un calcolo matematico, sono la diretta conseguenza degli errori commessi nella stesura del Piano Finanziario TARI 2017. Atti tutti annullati dalla Sentenza del TAR Puglia n. 869/18.

La nostra convinzione è che, proprio applicando i criteri previsti dalla Legge, nel 2017 le tariffe si sarebbero adeguate e manifestate nella loro realtà perché, è bene ricordarlo, ogni Piano Tari deve contemplare solo ed esclusivamente l’anno solare di propria competenza.

Il milione di euro, come il dissesto finanziario, sono cifre e termini (che riteniamo avventati) adoperati dal primo cittadino nel Consiglio comunale del 20/12/2018, senza alcun oggettivo riscontro documentale che, peraltro, mi risulta essere stato formalmente richiesto da un Partito Politico senza ottenere alcuna risposta.

Qualsiasi importo derivi da sentenze a noi favorevoli, ovvero favorevoli a tutti i cittadini (perché questo è lo scopo del Comitato Tari 2018), sarà una somma da restituire perché indebitamente richiesta o calcolata. Di cui il Comune stesso avrebbe già dovuto tenere conto. Peraltro, pur tenendo a mente quelle dichiarazioni del Sindaco del 20/12/18, è bene sottolineare che il Comune al 31/12/2018 ha chiuso l'anno con un avanzo positivo di oltre 2.000.000 di euro, come risulta dal bilancio consuntivo 2018 appena approvato».

 

L’attuale Sindaco Giuseppe Nitti si è mai interfacciato con voi? Da consigliere comunale prima e da Sindaco poi?

«Da Consigliere comunale, l’attuale Sindaco, all'epoca ritornato in maggioranza dopo un periodo di minoranza, votava favorevolmente il Piano Tari 2017 da noi impugnato e non mi risulta si sia mai interessato dell’aspetto, avendolo appunto votato alla stessa stregua dell’ex Sindaco Cessa.

Insediatosi il 25/06/2018, nel naturale passaggio di consegne con il Commissario Prefettizio, al neo Sindaco non possono essere comunque sfuggite sia quell'unica richiesta di incontro con i ricorrenti, inviata dal sottoscritto a mezzo pec il 17/06/2018, quale ricorrente e Presidente del COMITATO TARI 2018, sia quelle inviate da un noto Partito Politico e da una di una camera sindacale.

Il Sindaco Nitti, contrariamente alle aspettative, non ha mai preso alcun contatto con il COMITATO TARI 2018 o i suoi ricorrenti rimasti che di fatto erano gli unici interlocutori, avendo peraltro in data 8 luglio 2018 già conferito l’incarico legale per l’appello al Consiglio di Stato».

 

Le tariffe, nel 2017, con la Raccolta Differenziata hanno avuto un rialzo circa del 25% rispetto agli anni precedenti. Ci era stato raccontato che nel tempo, grazie soprattutto all’abnegazione dei cittadini, sarebbero scese, invece sono costanti, forse leggermente aumentate, come mai?

«Purtroppo nel 2017 le tariffe non hanno subito un rialzo del 25%, rispetto agli anni precedenti: In realtà l’utenza domestica ha ricevuto aumenti intorno al 35% e le utenze non domestiche intorno al 100%.

Quelle valutazioni rilasciate senza un particolare approfondimento finanziario statistico (ma che qualcuno aveva già più volte dimostrato al contrario), si sono rivelate virtuali se non sceniche. Oggi che si può ritenere assestata una percentuale di RD raggiunta, c’è la prova di quanto previsto: la TARI non potrà diminuire nei confronti del cittadino in quanto la differenziazione costa mediamente il doppio di quanto possibilmente ricavabile. Se oggi possiamo vantare l’80% di RD, per coprire la differenza tra costo e ricavo del rifiuto venduto, dovremmo raggiungere la percentuale del 240%, naturalmente impossibile.

Quelle riduzioni che qualcuno ha riscontrato nel 2018 erano contrattualmente previste (perché dal secondo anno non si pagano i costi di avviamento del servizio) mentre, quelle piccole differenze nel 2019 sono dovute evidentemente alla necessità di evitare di giustificare un aumento che, come per legge, avrebbe comportato una apposita relazione, trovandosi nelle stesse condizioni del 2017».

 

Secondo voi come si potrebbe migliorare il servizio riducendo le tariffe? E quanto potrebbe aiutare in tal senso la presenza di un’isola ecologica?

«Prima di tutto è necessario non confondere l’isola ecologica (bocciata dal Progetto industriale ESPER) con il CCR (Centro Comunale di Raccolta, gestito dall’azienda gestore che non sappiamo quale mai sarà). Le soluzioni sono molteplici ma, principalmente, direi: 1) Applicazione delle linee guida dettate dalla Sentenza del Tar Puglia n. 869/18 che ha condannato il Comune; 2) Applicazione della tariffazione puntuale prevista dal DM del 17/04/2017; 3) Controllo della corretta gestione del contratto d’appalto.

Ad ogni buon conto, sono tante le soluzioni proponibili per una razionalizzazione del Servizio, che merita una attenzione primaria in quanto i costi sono coperti esclusivamente dagli incassi della TARI, a totale carico della cittadinanza. Deve però nascere un confronto maturo con tutti i possibili potenziali suggeritori. Ritengo poi che, se una amministrazione non ascolta i propri concittadini perché visti solo come ricorrenti odiosi e "formali", siano poche, se non nulle, le possibilità di far analizzare le ulteriori proposte risolutive, sempre nell'interesse di tutti i cittadini di Casamassima».

NICOLA PASTORE

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