Giovedì 17 Ottobre 2019
   
Text Size

Nuove prospettive per ambiente, urbanistica e agricoltura

incontro  depuratore

Il Partito Democratico fa il punto della situazione sull’attivazione del depuratore

L’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia per non aver completato le fogne e i depuratori in 74 città. La condanna è di 25.000.000 di euro, ai quali si aggiungono altri 30.000.000 di euro per ogni 6 mesi di ritardo nell’ultimare i lavori. Le sanzioni comminate dalla Corte di Giustizia sono la conseguenza di una sentenza pronunciata nel 2012 inseguito alla violazione della normativa comunitaria in materia di trattamento delle acque reflue.

Il 6 aprile del 2016 nacque a Casamassima, presso la sede delle Officine Ufo, in via Amendola 28, il comitato “Attiviamo Il Depuratore”. Dopo tre anni esatti, sabato 6 aprile alle ore 18.30, il Partito Democratico è tornato nel laboratorio urbano a parlare di depuratore.

Sembrerebbe proprio che, con l’apertura del depuratore di via Cellamare, quello vecchio, in uso su via Adelfia, abbia le ore contate, a vantaggio degli agricoltori che non dovranno più pagare per prendere l’acqua dai pozzi artesiani.

La conferma arriva dalla dottoressa Francesca Portincasa, responsabile macroarea AQP, che sabato sedeva al tavolo dei relatori. “In accordo con Arif - dice la dirigente - con l’app Pulita, abbiamo effettuato le prove di funzionamento di tutte le parti elettriche, meccaniche, ecc, tenendo il depuratore sempre in funzione, di modo che quando saremo in condizioni di farlo potremo girare la chiave, e cominciare a immettere il refluo, dunque fare il collaudo vero e proprio, e stabilire la chiusura definitiva del vecchio ed obsoleto depuratore.

Le trincee drenanti sono pronte a ricevere il refluo, che questa volta sarà adatto per andare direttamente sul suolo. Vanno completati alcuni passaggi burocratici, ma andranno via pochissime settimane. Nel momento in cui avremo avviato il nuovo depuratore, chiederemo al Sindaco di pubblicare l’ordinanza che invita tutti i cittadini a presentare domanda di allaccio alla fognatura. Poi, come normalmente ci comportiamo in queste situazioni, ci accorderemo con l’Amministrazione Comunale in modo da raccogliere efficacemente le domande, e incaricare delle squadre che realizzino gli allacci il più rapidamente possibile, ciò fino a saturazione della capacità residua del depuratore, il quale dalle nostre valutazioni sarà sufficiente per Casamassima così come risulta estesa oggi.

Nel frattempo, va avanti il progetto di potenziamento del depuratore tramite il modulo di affinamento. Nel giro di due anni, massimo tre, sempre compatibilmente con i tempi della burocrazia che normalmente spaventano tutti i tecnici in quanto ci si mette meno a realizzare le opere che ad avere le autorizzazioni per costruire, attiveremo un impianto che restituirà refluo depurato, praticamente acqua potabile. Porto l’esempio del depuratore di Fasano che ha attiguo un sistema di affinamento tale in cui, su impulso e grazie al cofinanziamento della Regione Puglia, stiamo sperimentando la produzione di acqua potabile di concerto con l’Assessorato alle Politiche della Salute, che compie i suoi controlli. Benché in altri paesi al mondo sia normale distribuire ai cittadini acqua depurata e potabilizzata, non immaginiamo di farlo in Puglia, ma stiamo almeno pensando in uno sviluppo futuro di utilizzare quest’acqua per usi alternativi, come ad esempio negli allevamenti.

La Puglia è povera di acqua perciò stiamo attuando, in sinergia con la Regione, un piano di recupero delle fonti cosiddette non convenzionali. In ogni caso, Casamassima godrà di acqua affinata. In quest’ottica, a fine anno, con un investimento di 2.000.000 di euro complessivi, partiranno i lavori per fabbricare due opere nello stesso scavo: il collettore che porterà i reflui da Barialto fino al depuratore; la condotta che porterà l’acqua affinata verso i campi da golf, i quali funzionano 365 giorni all’anno, sono molto idro esigenti quindi avranno una buona capacità di assorbimento”.

La storia parte da lontano. Come spiega il sindaco Giuseppe Nitti, che ha accolto l’invito del PD di partecipare al dibattito, al quale è intervenuto assieme all’assessore Gino Petroni e al consigliere Nicola Guerra, l’idea di un depuratore è datata 1989. Lo stesso anno, la Regione Puglia autorizzò il Comune di Casamassima a fare la gara di affidamento per i lavori della nuova conduttura e del nuovo depuratore.

Nel 1998, vi fu l’ordinanza ministeriale con la quale si impediva lo sversamento in falda, quindi si dovette procedere ad una serie di perizie di varianti per correggere il progetto. Il collettore passa da dei terreni su cui è prevista una strada di Prg. Mentre nel 2007, sono stati terminati i lavori, nel 2009 la commissione della Regione Puglia ha approvato, e posto in essere, il collaudo definitivo.

Da 10 anni, il problema che nessuna amministrazione è riuscita a risolvere è che i proprietari dei terreni avevano stipulato con il Comune di Casamassima degli atti di cessione volontaria a fronte della garanzia dell’istituto della perequazione. Ciò significa che, in quel momento, il Comune aveva l’autorizzazione a passare da quei terreni, però preservava ai proprietari dei fondi la possibilità di sviluppare le stesse volumetrie in un’altra porzione di terreno. L’errore che è stato fatto nel 2009, e negli anni a seguire, è che il Comune di Casamassima non ha mai proceduto agli espropri dei terreni.

“Bisogna risolvere la questione in tempi brevi - commenta Nitti - perché ci sono imprenditori che stanno subendo danni economici importantissimi avendo costruzioni finite, ma che tuttavia non si possono allacciare, e dunque gli agricoltori devono provvedere alla realizzazione delle fosse imhoff. Il Comune di Casamassima ha formulato una proposta all’Acquedotto Pugliese che passa da una determina dirigenziale ricognitiva la quale andrà a riconoscere una servitù passiva su quelle aree. Attualmente, il Comune non può procedere ad un esproprio poiché questo comporterebbe il frazionamento delle aree aumentando i tempi di risoluzione della controversia. Considerando che ci troviamo sotto sanzione comunitaria - conclude il primo cittadino - il depuratore ci preoccupa in ragione delle cadute negative per la comunità in termini monetari, ambientali e edilizi”.

Alla conferenza, moderata dal segretario del Partito Democratico di Casamassima, Rocco Bagalà, erano presenti: la delegata neo eletta dell’Assemblea Nazionale, Marica Angelillo; Ubaldo Pagano, deputato PD alla Camera; Andrea Palmieri, capogruppo del PD in Consiglio Comunale tra i banchi della minoranza; infine il portavoce di “Attiviamo Il Depuratore”, Giovanni Carlo D’Addabbo.

L’avvocato Giovanni Giannini, assessore regionale ai lavori pubblici, ha tirato le somme dell’incontro pubblico. “Abbiamo iniziato con l’Acquedotto Pugliese a mettere in piedi una strategia che mirasse non soltanto a migliorare la qualità della depurazione e il funzionamento dei depuratori stessi, ma che rispondesse ad un principio fondamentale, in una logica di sviluppo sostenibile, qual è quello dell’economia circolare. Cioè produciamo un rifiuto, e per smaltire il rifiuto possiamo utilizzare dei sistemi in grado di trasformarlo in una risorsa.

La depurazione collegata al riutilizzo in agricoltura dei reflui affinati non rappresenta l’unico modo per smaltire il refluo. Questo processo di smaltimento può avvenire in agricoltura o mediante l’innaffiamento delle aree verdi urbane, il lavaggio delle strade e il raffreddamento degli impianti industriali. La legge dice che il refluo di depurazione può essere smaltito nei corpi idrici superficiali, Lama San Giorgio è uno di questi. Ma, siccome siamo rispettosi delle richieste e delle rivendicazioni che provengono dal territorio, abbiamo dovuto affrontare una lunga discussione prima di arrivare alla conclusione che, in questo caso, adottiamo una serie di metodi con i quali lo scarico di emergenza che potrebbe finire nella lama sarebbe pari a zero perché funzioneranno le trincee drenanti, i reflui verranno riutilizzati in agricoltura e, se necessario al fine di smaltire l’intera produzione, irrogando i campi da golf.

Nessuno ha intenzione di finanziare il capitalismo, ammesso che il campo da golf fosse un simbolo di questa ideologia, bensì l’azione occorre allo scopo di smaltire quello che viene prodotto dopo che è stato trasformato in una sostanza non inquinante. Siamo la prima regione in Italia, insieme alla Sardegna, per la qualità dell’acqua marina. Segno che la depurazione è efficace.

Per Casamassima, l’investimento, completo di potenziamento, realizzazione dell’impianto di affinamento e di trincee drenanti, ammonta a 8.000.000 e mezzo di euro. Parte di questi soldi andrà sulla tariffa. Vuol dire che tutti i pugliesi pagheranno l’intervento che sarà svolto a Casamassima, come è giusto che sia perché quando parliamo di salute pubblica e di igiene pubblica alla base deve esserci una cultura solidale”.

Francesca Valentino

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.