Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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UN MUSICAL PER RISCOPRIRE SAN ROCCO

s. rocco musical

Settembre, comunemente sinonimo di fine estate e ritorno al lavoro. Ma per i casamassimesi è soprattutto sinonimo di festa patronale.

A Casamassima, il culto del santo di Montpellier è particolarmente sentito: venerato da secoli e invocato contro le malattie, la sua statua è adorna di un mantello in argento, dono e ringraziamento dei casamassimesi emigrati in America all’inizio del novecento; inoltre la ricorrenza vede sempre il rientro a casa dei compaesani che lavorano lontano, ma tornano volentieri per festeggiare il loro patrono, anche se solo per un fine settimana.

L’anno scorso, in una parrocchia dedicata a S. Rocco a Senise, un paesino lucano vicino Potenza, il parroco don Luigi Mansi padre spirituale del Pontificio seminario regionale di Molfetta, ideava e componeva un musical sulla vita del giovane pellegrino che nella seconda metà del 1300, dalla Francia giunse a Roma assistendo gli ammalati e curando gli appestati che incontrava sul suo cammino.

La settimana scorsa La Cappa e il Bastone è giunto a Casamassima, interpretato dai ragazzi dell’oratorio Pier Giorgio Frassati, con la collaborazione della chiesa matrice Santa Croce e del Comitato di S. Rocco, richiamando molta gente, nonostante la concomitanza con la partita della nazionale e una serata non proprio settembrina.

Gabriella Birardi Mazzone a nome di tutti i responsabili, ci ha raccontato questa esperienza:

“Il musical La cappa e il bastone si è rivelato uno stimolo nel creare quello di cui ogni giovane ha bisogno: sentirsi utile e per una volta protagonista di qualcosa di emozionante. Non è stato un lavoro come tanti. Le difficoltà tecniche e non solo sono state innumerevoli; è prevalso però l’entusiasmo, tipico di noi giovani (e con tale termine inglobo tutti, anche coloro non così tanto giovani)”. E continua: “Dall’iniziativa e dal desiderio del nostro parroco Don Nicola è scaturita la volontà di mettere in scena questa opera. L’estate 2010, potrei davvero affermare, è stata interamente trascorsa all’insegna dei preparativi: prove di canto, ballo e recitazione ma anche di sartoria, scenografia, prove tecniche di luci e audio che hanno coinvolto persone davvero indispensabili, speciali e disponibili. Quando la fatica e il sudore si facevano sentire e il coraggio di fare veniva meno, proprio allora qualcosa o direi Qualcuno ci legava e teneva insieme lì, in quel posto a portare a termine il nostro impegno. Abbiamo raccontato, con voce anima e corpo, la storia di un santo, il nostro santo, Rocco da Montpellier, protettore della nostra città. Il suo esempio di vita, vissuta nella contemplazione e nella testimonianza effettiva del Vangelo di Cristo, è forse l’emblema di ciò che ognuno di noi dovrebbe perseguire: l’amore semplice e gratuito verso il prossimo”.

La fatica dei mesi estivi e afosi è stata ricompensata. Il calore del pubblico ha saputo sciogliere il ghiaccio e i ragazzi hanno davvero dato il massimo di loro stessi e delle loro possibilità.  Un’esplosione d’energia ha accompagnato la serata.

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