Giovedì 23 Maggio 2019
   
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In tanti ricordano Annarella

Annarella

Il sindaco Nitti: "Un esempio. Si è sempre dedicata agli altri".
Mariella: "Sei stata strumento nelle mani di Dio".
Barbieri: "Non ti dimenticherò mai"

Un'insegnante che ha portato avanti la sua missione educativa senza clamori. Una donna che ha offerto il suo aiuto a chi ne aveva bisogno con dedizione, impegno, costanza. E tanto, tanto cuore. Annarella

Quel che Anna Rosa Mallardi, per tutti Annarella, ha rappresentato per Casamassima non ha bisogno di essere sottolineato.

Perché non vi è casamassimese che non la conoscesse, o che non sapesse quel che Annarella donava agli altri nell'ordinarietà dei suoi giorni, in una quotidianità tanto speciale quanto disarmante nella sua semplicità.

Perché Annarella, educatrice tanto attenta quanto silenziosa, riusciva a rendere comune ciò che invece aveva tutti i criteri della straordinarietà.

I suoi insegnamenti rivolti ai piccoli e ai ragazzi, il suo tempo trascorso accanto ad anziani e persone sole fanno di Annarella un esempio da seguire. Una traccia che ha lasciato grande la sua impronta, così come si evince anche dalle voci di chi con Annarella ha condiviso gioie e momenti di vita.

Annarella 3

"Stamane – questo il commovente ricordo di Annarella condiviso su facebook giovedì scorso, 14 febbraio, da Francesco Mariella - mi è giunta la notizia della tua nascita al cielo, proprio mentre, dinanzi al tabernacolo, recitavo le lodi mattutine pregando il salmo 62: 'Così nel santuario ti ho cercato, per contemplare la tua potenza e la tua gloria. Poiché la tua grazia vale più della vita, le mie labbra diranno la tua lode'. Questo hai fatto sempre: cercare il Signore, lo sposo bello che rendeva la tua vita felice e ordinaria. Se penso alla tua esistenza, la rivedo come un Magnificat incarnato ed itinerante. Quel Dio che prende gli umili dal fango e li fa grandi, ha preso anche te e ti ha reso strumento semplice e profumato nelle sue mani, una lode orante e perenne. Io ti chiederò sempre la domenica, alla messa delle 7, di suonarmi 'Oggi Signore', e Rosa lo canterà. Ciao Annarella, piccola Anna".

Annarella 1

Era il 1994 – questo il ricordo di Pietro Barbieri - ed io, sedicenne, dirigevo il mio primo concerto con il coro 'Pueri Cantores'. Alla fine mi hai dato i fiori e mi hai detto: 'Bravo, hai visto che avevo ragione?'. A te devo tutto questo. Mi hai incoraggiato, stimolato e dato sempre forza. Sei stata colei che mi ha preso per mano, proprio quando avevo bisogno. Non mi hai mai lasciato solo. Non andavo mai a mani vuote via da te: una caramella, una cioccolata, un libro, un'immaginetta erano il tuo 'arrivederci'. Ora contemplerai quel Volto che hai tanto amato, e tanto fatto conoscere a molti ragazzi. Quanti ricordi: sono tanti, tantissimi. Ma uno lo conserverò per sempre: il giorno dell'ultimo Natale, quando stavo andando via da te, mi hai stretto la mano e mi hai sussurato: 'Non dimenticarmi'. No Annarella, non ti dimenticherò Mai!!! Non posso dimenticarti. Riposa in Pace. Arrivederci Annarella, salutami la Mamma".

"Riservatezza – questo il pensiero di Michele Fiermonte, sindaco di Casamassima negli anni '80 – laboriosità, umiltà e determinazione, condite di fede e amore".

Anche il sindaco di oggi, Giuseppe Nitti, non ha mancato di ricordare Annarella per quanto da lei fatto per la nostra città. "Ho appreso con profondo dispiacere – ha sottolineato il sindaco Nitti - che Annarella, una delle educatrici di Cristo Re, non è più tra noi. Il mio pensiero va a tutte le persone che l'hanno conosciuta e le hanno voluto bene, e alle generazioni di casamassimesi che hanno avuto la fortuna e il privilegio di apprendere dai suoi insegnamenti. Casamassima perde un punto di riferimento, e una figura che ha dedicato la sua vita agli altri: bambini, ragazzi, anziani, persone sole. Ma l'esempio di Annarella - ne sono certo - rimarrà sempre vivo nella nostra città. Un abbraccio affettuoso lo rivolgo anche alle altre educatrici di Cristo Re, Ermelinda, Rosa, Maria, Mellina, in un momento difficile per loro".

 

IL RICORDO DELLA COMUNITÀ PARROCCHIALE

Commemorare significa ritornare alla memoria del cuore, riavere negli occhi il ricordo di te, cara Annarella, sorridente e splendente. Significa avere nelle orecchie il suono della tua risata così sottile, così semplice.

Crediamo che nessuno ti abbia mai vista rabbuiata, se non con quel piglio che si mascherava di genuina severità per rimproverarci bonariamente, o meglio, per farci essere persone migliori.

Si contano sulle dita coloro che non ti conoscevano: hai educato e cresciuto gran parte della popolazione di Casamassima, insegnando i valori della vita e quelli cristiani. Hai seguito i ministranti nella liturgia, rendendoli pronti e stando attenta ai loro movimenti, affinché fossero sempre conformi alle celebrazioni. Hai seguito i giovani passo dopo passo con i loro progetti, con le loro feste, con i loro sogni. Non smettevi mai di avere una parola verso tutti, di incoraggiare e di pregare. Perché, siamo sicuri, cara Annarella, che tu ci ricordavi sempre nelle tue preghiere, insieme alle altre signorine Ermelinda, Maria, Rosa, Melina. Ci è ancora innanzi la tua leggerezza, il tuo portamento sempre dritto, attento, vispo, che nessuna malattia ha mai spento.

Ci rende un po’ malinconici l’idea che non ti vedremo più saltellare qui e là, ma siamo certi tu lo stia già facendo con qualche angelo bello come te, come la tua purezza. Hai concesso tanto a tutti noi, alla tua piccola comunità di Cristo Re, ai ragazzi del convitto, a noi tutti, giovani, adulti e anziani. La “signorina” bella, la sposa fedele di Gesù che con equilibrio sapeva calmare le acque, sapeva pacificare gli animi.

Hai volato oggi nel cielo, presa per mano dal tuo Sposo, proprio oggi 14 febbraio, giorno dedicato all’Amore. Per noi, d’ora innanzi, diventerà ancora più speciale. Ci ripetevi spesso: “È bello, ma difficile!”. È bello ricordarti, ma è difficile farlo e per ora è un po’ triste. Ma non vogliamo essere egoisti, tu non volevi questo. Avevi bisogno di abbracciare il Padre ed il suo infinito Amore che non tramonta e non finisce mai. “È difficile da questo finale dire quanto mi manchi” scriverebbe così una poetessa, ma siamo sicuri che, per una volta, non ci sarà nessun finale per te, cara Annarella, ma solo l’inizio della vita eterna.

Buon viaggio!

Per sempre con te

La tua amata comunità di Santa Croce

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