Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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CASAMASSIMA PAESE SICURO?

Casamassima sicura

La parola ai cittadini

Casamassima è una città vivibile? Quanto ti senti sicuro/a a Casamassima da 1 a 10? Cosa si potrebbe fare per aumentare la percezione di sicurezza nel nostro paese? Lo abbiamo chiesto ai cittadini. Dalle testimonianze raccolte, non emergono dati allarmanti. Casamassima è dunque un posto tutto sommato sereno, ma i nostri intervistati, abitanti di varie zone del paese, concordano nel dire che sarebbe meglio intensificare le sanzioni ed i controlli, da parte degli addetti all’ordine pubblico, per garantire maggiore sicurezza alla popolazione, contrastare qualsiasi forma di maltrattamento verso le cose soprattutto durante le ore serali e, perché no, per monitorare il corretto conferimento dei rifiuti dopo l’attivazione della raccolta differenziata visto il degrado in cui versano aree verdi e periferia. Sta a noi invece avere sempre il coraggio di denunciare.

 

ROSA RIZZI - 55 ANNI - OPERATRICE TURISTICO-CULTURALE

“Abito nei pressi del campo sportivo. La vivibilità é mediocre. Se dovessi quantificare, in una scala da 1 a 10, quanto mi sento protetta come cittadina, ritengo 7. Per aumentare la sicurezza del paese, bisogna fare in modo che diminuiscano gli episodi di microcriminalità, o di altro, che spesso sfociano nell’illegalità e nella violenza”.

 

NICA LILLI - 51 ANNI - INSEGNANTE

“Abito in via Bari, nei pressi di piazzetta Padre Pio. Casamassima per me non è un paese vivibile, nella misura in cui la vivibilità si riferisce alla possibilità di poter impegnare il proprio tempo , anche quello libero, negli spazi pubblici e comuni. Mi sento abbastanza sicura anche se sono consapevole dell'esistenza e della presenza della microcriminalità organizzata a livello territoriale. Un paese è sicuro quando garantisce una buona viabilità (magari sostenibile) , quando ha piena consapevolezza e non nega la presenza della criminalità locale, e non si limita ad accettarla ma denuncia. Quando non lascia indietro nessuno, e si prende cura anche e soprattutto degli 'ultimi'. Un paese è sicuro quando non fomenta situazioni di odio ma si stringe e coopera per il bene comune, quando garantisce l'assistenza sanitaria con un polo ospedaliero di primo intervento (almeno). Quando offre alla sua popolazione di crescere culturalmente . Quando crea situazioni di vivace partecipazione. I luoghi isolati e deserti o poco frequentati , notoriamente, si predispongono alla crescita e sviluppo di attività al limite della legalità. Un paese è sicuro quando i suoi cittadini si indignano e si ribellano al malaffare e alla corruzione. Non abbiamo bisogno di territori militarizzati ma di cittadini critici e consapevoli”.

 

FRANCESCO FIORINO - 20 ANNI - STUDENTE

“Abito poco fuori dal centro cittadino di Casamassima. Dipende da cosa intendiamo per vivibile. È una cittadina con un grande potenziale, ma, ahinoi, non è valorizzata. Le colpe, secondo la mia opinione, ricadono sulle amministrazioni che non hanno saputo dare risposte efficaci ai problemi e a quei cittadini che non hanno rispetto per la collettività. Ne sono esempio le svariate campagne inondate di rifiuti o la recente imbrattatura delle panchine in piazza Aldo Moro. Per me la soluzione è fare rete, ritrovando quel senso di comunità che si è andato perdendo nel tempo, ad esempio attraverso l'associazionismo. Ma anche punire quei cittadini irrispettosi sarebbe buona cosa. Da uno a dieci, mi sento sicuro 7. Nonostante la percezione della sicurezza sia mediamente discreta, in realtà - diciamoci la verità - ci sono alcune giornate in cui Casamassima sembra diventare il 'Far-West'. Casamassima è apparentemente un paese tranquillo e non si ha la percezione di alcun pericolo, ma in realtà furti d'auto, in appartamento e rapine sono ormai da molti anni quasi all'ordine del giorno. C'è bisogno di più controllo, le forze dell'ordine presenti sul territorio sono decisamente insufficienti e quelle presenti dovrebbero coordinarsi per tenere il più possibile sotto controllo la situazione”.

 

GIOVANNI FELICE - 73 ANNI - FORESTALE IN PENSIONE
TUTORE PER I SERVIZI DEI SOCIALMENTE UTILI PRESSO IL COMUNE DI CASAMASSIMA

“Abito in via Libertà angolo via Verdi, zona semicentrale del comune vicina alla Casa della Salute. Casamassima è una buona città dal punto di vista della vivibilità, certo non tutto va per il verso giusto, ma se ognuno di noi facesse il proprio dovere di cittadino collaborando con le forze dell’ordine sarebbe meglio, e non ci sarebbero negatività come chi gioca sul monumento ai Caduti situato in piazza, o la sporcizia e i rifiuti lasciati un po' dappertutto. Con l’esempio e spiegando ai trasgressori il valore del monumento e dei beni pubblici, cosa fare e cosa non fare, riusciremo a migliorare la nostra città. Ritengo che Casamassima sia abbastanza sicura, e quindi dico 7. La percezione di sicurezza nel nostro paese aumenterebbe solo grazie ad una maggiore presenza durante tutto il giorno, (giorno e notte), sia della Polizia Locale che dei Carabinieri”.

 

ANNA BIRARDI - 45 ANNI - CASALINGA

“Abito in via De Bellis, nelle vicinanze della scuola media centrale Dante Alighieri. Casamassima non è una città proprio tranquilla. Diciamo che, da 1 a 10, in questo luogo mi sento sicura la metà, cioè 5. Occorre molto più controllo”.

 

MAFALDA MAINO - 28 ANNI - COMMESSA

“Abito a meno di 300 metri da piazza Aldo Moro. Per quanto mi riguarda, Casamassima è un paese che potrebbe essere più vivibile di quanto lo è ora. Purtroppo, un po’ per la mentalità retrograda, un po’ per il vandalismo e la maleducazione, non può diventare migliore di com’è. Nella mia zona abitativa mi sento abbastanza sicura, 7 su 10. Non mi pare che, nell’ultimo periodo, abbia sentito parlare di furti o rapine. Dovrebbe mutare il metodo di vigilanza. Capisco che non si può lavorare sempre di notte, però, a turno, vigili urbani e carabinieri potrebbero collaborare allo scopo di attuare controlli notturni, in quanto è la notte che si consumano atti vandalici di ogni genere: dalle fontane alla panchine rotte, dai muri sporcati ai fiori sradicati, e non continuo perché ce ne sono dei più disparati. In questo paese, vige il motto 'faccio quello che mi pare, tanto non mi fanno nulla', e questo deve assolutamente cambiare. Imporre il rispetto delle regole e dei beni pubblici, rende i cittadini responsabili della bellezza del proprio paese, di quello che è nostro”.

Francesca Valentino

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