Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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Investire a Casamassima. Cosa c’è e cosa manca?

sondaggio cittadini casamassima

Lunedì 8 ottobre, una nostra concittadina, Jessica Sblendorio, ha pubblicato un post sulla pagina Facebook Amo Casamassima, scatenando subito le reazioni dei followers della pagina. “Buongiorno – scrive Jessica – mi rivolgo a voi per porre un quesito a tutti i casamassimesi. Il reale motivo del quesito è che mi piacerebbe investire nella mia città. Il quesito in questione sarebbe: per cosa i casamassimesi si sentono costretti a spostarsi? Cosa cioè ritengono manchi in questo paese, che li spinge ad andare altrove? Parlo di strutture o attività non a livello pubblico, perché in merito a quest’ultime il privato può ben poco”.

Sul social network sono impazzate le proposte, dal pub alla cornetteria e alla discoteca. Da dove dunque devono ripartire l’economia e la vita stessa a Casamassima? Con la speranza di essere di aiuto a Jessica e ai nostri lettori, che ancora credono in Casamassima e nelle sue potenzialità, La Voce del Paese ha deciso di dare continuità al sondaggio e ha sottoposto la domanda di Jessica a giovani e adulti della nostra comunità.

 

Nick Radogna - 22 anni - Libero Professionista

“A Casamassima non manca nulla. È un paese tranquillo e penso che la gente si lamenti a prescindere. L’unico motivo, che spinge i cittadini a spostarsi, potrebbe essere rappresentato dalla mancanza di posti di lavoro. Personalmente, non saprei cosa si potrebbe fare per incentivare l’occupazione. Non dimentichiamoci che questa problematica non interessa soltanto Casamassima, ma tutto il Sud”.

 

Miriana Castellana - 22 anni - Studentessa

“Io mi sposto prevalentemente a Bari, sia per le uscite di piacere che per gli impegni lavorativi e universitari. Perché, a Casamassima, i luoghi di aggregazione, di attrazione culturale e di partecipazione collettiva, specialmente per i giovani, sono pochi. E le iniziative, che spesso ci sono, si chiudono nell’associazionismo. Manca una zona “viva” del paese ed è abbastanza deludente per un casamassimese quando questa viene identificata con un centro commerciale”.

 

Giuseppe Gadaleta - 70 anni - Consulente per la formazione

“Mi allontano da Casamassima per andare in banca, dal medico, per raggiungere la sede della mia associazione, piuttosto che la camera di commercio a scopo lavorativo. In conclusione, si è costretti a recarsi nel capoluogo barese non per turismo, bensì sbrigare servizi”.

 

Maria Diana Giovinazzo - 49 anni - Insegnante

“I casamassimesi si spostano per partecipare liberamente agli eventi folkloristici – culturali, condividendo l’esperienza con un vasto bacino d’utenza”.

 

Fabio Dentamaro - 18 anni - Studente universitario

“Spazi condivisi, innovativi ed alternativi. Un corso e una piazza lasciati a morire, tra partiti politici e circoli. Una piazza di bar per giovani con serate musicali, pub, un posto per ballare e passare tranquillamente una serata. Vivere il centro cittadino. Spazi culturali di condivisione, spazi per poter esprimere una qualsiasi forma d'arte. Ecco, uno "spazio giovani”.

 

Isabella De Cosmis - 22 anni - Cantante

“Vivo a Casamassima che, per quanto mi riguarda, è un paese che non offre nulla ai giovani. Non offre l’opportunità di realizzarsi. Mancano locali, pub, teatro, studi di registrazione professionali, accademie di musica e luoghi in cui i ragazzi possano praticare la disciplina del canto. Mancano la cultura, l’amore verso la musica e l’arte in tutte le sue forme. Sono ormai anni che cerco di far apprezzare la mia musica ed il mio canto, esibendomi a Casamassima che, ripeto, è il posto in cui abito da sempre. Avrei tanto voluto che cambiasse qualcosa, ma ad oggi non è ancora cambiato nulla. Nel frattempo, e nella speranza che qualcosa si muova, io a dicembre parto alla volta dell’America, precisamente di New York dove l’arte è un dono, chi lo possiede viene stimato e ha un valore aggiunto, un valore aggiunto che permette di spiccare il volo”.

 

Domenico Gargaro - 51 anni - Dipendente Ministero della Difesa Aeronautica

“I ragazzi di oggi si spostano perché nel nostro paese azzurro non c’è “movida”. Se guardiamo Conversano, dove vanno la maggior parte dei ragazzi, ci sono locali, pub, il borgo antico brulica di locali, e da noi? Aridità assoluta, un borgo antico che non viene minimamente valorizzato e quindi Casamassima si svuota da chi dovrebbe animarla. Il nostro futuro, i nostri ragazzi non si identificano nel loro paese ed il “Paese azzurro” diventa un dormitorio, una sorta di ospizio”.

 

Maria Valerio - 30 anni - Traduttrice

“Secondo me i casamassimesi come tutti gli italiani sono "costretti" a sposarsi per riuscire ad avere una sorta di equilibrio, talvolta anche economico, che la società moderna fatica a garantire, anche perché la solitudine sta diventando il male del secolo e magari si cerca creando una famiglia per combatterla. Secondo il mio parere se tutti imparassero a stare bene con sé stessi e a valorizzare il proprio io, la vita si affronterebbe meglio senza il "bisogno" di nessuno. A Casamassima mancano forse le strutture basilari che fungono da fulcro aggregativo. Altri paesi riescono a "sfruttare" il minimo, creando attrattive e possibilità per tutti i cittadini e turisti. Casamassima dovrebbe imparare a valorizzare le proprie risorse non soltanto per trattenere i propri cittadini ma anche per richiamare gli altri”.

FRANCESCA VALENTINO
DANIELE FOX

Commenti  

 
#1 ronin 2018-11-24 12:20
basta spostarsi di pochi chilometri e si nota la differenza, qui pensano a multare su via Parigi chi ha lasciato l'auto e non hanno potuto passare la macchina per fare pulizia, considerando che andrebbero denunciati per la cartellonista stradale che non rispetta il codice stradale.
 

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